Mese del Gusto nel Garda Trentino: la festa d’autunno tra castagne, grappe e olio
Uno dei suoi scenari più sorprendenti è quello di Riva del Garda, dove gli ulivi risalgono i versanti ai piedi delle montagne e aggiungono un’impronta mediterranea al paesaggio del lago, dominato dal Bastione cinquecentesco sul monte Rocchetta

Prima che l’inverno imponga alla montagna ritmi più lenti, tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre il Trentino sembra trasformarsi in una festa continua.
Borghi, cantine, frantoi e antiche case contadine si animano uno dopo l’altro per celebrare i prodotti della stagione, proprio mentre raccolte e lavorazioni rendono più evidente il legame tra ciò che arriva in tavola e i luoghi da cui proviene. Nel Garda Trentino questa lunga stagione ha perfino un nome,
Ben più di trentun giorni
Mese del Gusto, anche se dura ben più dei canonici trentuno giorni e intreccia sagre, incontri, visite guidate e menu a tema. Uno dei suoi scenari più sorprendenti è quello di Riva del Garda, dove gli ulivi risalgono i versanti ai piedi delle montagne e aggiungono un’impronta mediterranea al paesaggio del lago, dominato dal Bastione cinquecentesco sul monte Rocchetta.
Il 7 e 8 novembre Frantoi Aperti accompagna il momento della spremitura, quando le olive appena raccolte entrano nei frantoi e nasce l’olio nuovo. Le visite permettono di seguirne la lavorazione e di conoscere una coltura che, a queste latitudini e in un ambiente già alpino, conserva qualcosa di sorprendente.
Dalle olive alle castagne
Una ventina di chilometri più all’interno, agli ulivi si sostituiscono i castagneti. Drena è un piccolo paese raccolto ai piedi del castello medievale che domina la valle del Sarca, circondato da alberi coltivati da generazioni. Il Marone di Drena, più dolce della castagna comune e dalla polpa compatta, viene ancora raccolto a mano e il 24 e 25 ottobre Maroni in Festa porta passeggiate, degustazioni e laboratori proprio tra i castagni, offrendo anche l’occasione per conoscere il borgo e il territorio che lo circonda.
Distillerie aperte
Santa Massenza, uno degli angoli più suggestivi della Valle dei Laghi, si affaccia sull’omonimo lago, da cui una passeggiata tra sentieri e passerelle raggiunge quello di Toblino, dominato dal castello cinquecentesco su una piccola penisola rocciosa tra canneti e vigneti. Uno scenario incantevole, che il 7 novembre diventa ancora più interessante con Alchimie d’autunno, quando aprono le porte le cinque distillerie familiari del paese (una concentrazione sorprendente per un centro così piccolo), con visite, incontri e degustazioni di grappe, liquori e infusioni preparati anche con erbe aromatiche, radici, spezie e frutti.
La ciuìga nel borgo
Ma la festa dei sapori d’autunno continua anche lontano dal Garda. San Lorenzo in Banale, una delle porte d’accesso al Parco Naturale Adamello Brenta e inserito tra i Borghi più belli d’Italia, conserva case in pietra e legno, corti, portici, passaggi stretti, cantine e vòlti che raccontano ancora la sua origine rurale. Dal 30 ottobre al 1° novembre il borgo si anima per la Sagra della Ciuìga e la celebrazione del salume locale diventa anche l’occasione per aprire cantine e antichi spazi delle case normalmente non accessibili ai visitatori.
Le noci protagoniste
Sempre nelle Giudicarie Esteriori, l’altopiano del Bleggio si apre tra piccoli paesi, campi e alberi da frutto. A Cavrasto, frazione di Bleggio Superiore a pochi chilometri da Comano Terme, le storiche case contadine addossate le une alle altre conservano portici, androni e antichi vòlti un tempo utilizzati anche per custodire i prodotti della campagna. Tra questi, la dolce e aromatica Noce del Bleggio, allungata e dal guscio sottile, che qui diventa ingrediente di pane e torte, del nocino e persino del salame.
Il 7 e 8 novembre, per la Festa della Noce, i vòlti diventano per due giorni piccole botteghe per assaggi e laboratori, mentre fuori dal paese le passeggiate si inoltrano nelle campagne di un Trentino che, prima del rigore dell’inverno, ha ancora voglia di fare festa.
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