Cadore, tra musei e musica: la rete culturale rilancia il territorio

Undici musei, concerti diffusi nelle Dolomiti e la mostra dedicata a Tiziano: la Rete dei Musei Cadore Dolomiti, il Cadore Dolomiti Music Festival e la DMO Bellunesi puntano su cultura e turismo per valorizzare il territorio tutto l'anno

Diego Battiston
Il museo archeologico cadorino
Il museo archeologico cadorino

La Rete dei Musei Cadore Dolomiti e il Cadore Dolomiti Music Festival rappresentano due tra i più importanti progetti culturali del territorio, uniti da un obiettivo comune: promuovere il patrimonio storico, artistico e paesaggistico di questa regione storica attraverso un’offerta culturale di qualità.

Fondata nel 2013 sotto la guida e il coordinamento della Magnifica Comunità di Cadore, la Rete museale è una realtà unica che mette in connessione undici diversi siti espositivi. Una costellazione che attraversa le vallate partendo da Selva di Cadore – dove il celebre Museo Vittorino Cazzetta custodisce i resti dell’Uomo di Mondeval – e arriva fino a Sappada.

Undici musei, concerti diffusi nelle Dolomiti
Undici musei, concerti diffusi nelle Dolomiti

Nel mezzo, il racconto etnografico si snoda tra Lozzo e Zoppè, incrocia l’archeologia e la natura al Civico di Palazzo Corte Metto ad Auronzo, per poi aprirsi alla lingua e alla cultura del Comelico con il Centro Algudnei di Dosoledo. C’è spazio anche per la storia recente: il Museo dei Papi di Lorenzago documenta i soggiorni estivi di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.

Le proposte culturali 

Il baricentro di questa costellazione culturale resta Pieve di Cadore. Qui si concentrano la Casa Natale di Tiziano Vecellio, il Museo dell’Occhiale, testimone della nascita del primo distretto dell’occhialeria in Italia e il MARC (Museo Archeologico Cadorino). Quest’ultimo trova spazio all’interno del Palazzo della Magnifica Comunità e ospita una sorprendente esposizione di rinvenimenti, provenienti dall’area del Cadore centrale e databili tra l’età del bronzo e l’alto medioevo.

Fulcro delle sue collezioni sono i reperti del santuario preromano e romano di Lagole di Calalzo di Cadore, oggi uno straordinario scenario naturalistico, caratterizzato da sorgenti termali, rigagnoli e laghetti in una radura del bosco, sito a due chilometri e mezzo da Pieve e luogo ideale per una passeggiata in associazione con la visita al museo. Qui tra il VI sec. a. C. e il IV sec. d. C. sorse un importante santuario legato alle sorgenti termali. I numerosi reperti, rinvenuti in varie campagne di scavo a partire dal 1949, documentano la frequentazione della zona da parte dei Veneti Antichi e dei Celti, nell’età del ferro, e poi dei Romani.

Baita a Vedorcia
Baita a Vedorcia

Accanto alle sale espositive, il territorio scommette sulla musica. Il Cadore Dolomiti Music Festival si conferma una delle rassegne diffuse più ampie del panorama nazionale. I concerti non si limitano alle sale, ma invadono borghi storici, chiese, piazze e rifugi.

Il cartellone si articola in diverse anime. C’è la storica rassegna “Organi Storici in Cadore”, appuntamento di rilevanza nazionale con oltre trenta concerti, che quest’anno in occasione della ricorrenza per i 450 anni dalla morte di Tiziano, inserisce in sette delle sue tappe delle visite guidate ai dipinti della famiglia Vecellio custoditi nelle chiese ospitanti. Per gli amanti dei ritmi afroamericani, il “Dolomiti Blues & Soul” attira appassionati da tutta Italia, mentre la rassegna “Le Dolomiti più Note” porta la musica in alta quota, trasformando i rifugi alpini in palcoscenici naturali. I programmi si possono scaricare dal sito della Magnifica Comunità di Cadore magnificacomunitadicadore. it.

L’azione della DMO

La mostra Tiziano e il Paesaggio ha anche un’altra connessine con il territorio: quello che innesca la collaborazione con la Fondazione DMO Dolomiti Bellunesi, per la valorizzazione turistica.

«Sosteniamo l’iniziativa – conferma una nota della DMO – per promuovere le Dolomiti Bellunesi come una destinazione che offre esperienze che integrano natura, arte, storia, sport ed enogastronomia. La mostra è l’occasione per raccontare il legame profondo tra i luoghi che hanno dato i natali a Tiziano Vecellio e i paesaggi che l’hanno ispirato. Così una visita culturalesi trasforma in un invito a scoprire il Cadore e, più in generale, l’intero territorio delle Dolomiti Bellunesi».

Tiziano e il paesaggio, a Pieve di Cadore la mostra con tre capolavori per i 450 anni dalla morte
La redazione
Tiziano Vecellio: San Giovanni Battista, 1540-42 circa, olio su tela, Gallerie dell'Accademia, Venezia

Sotto il marchio d’area Dolomiti Bellunesi – The Mountains of Venice, DMO lancia un calendario coordinato di eventi. Obiettivo: rafforzare il posizionamento della destinazione sui mercati turistici italiani e internazionali, puntando a un’offerta che sia attrattiva durante tutto l’anno. «Accanto al turismo culturale trovano spazio gli altri asset strategici della destinazione: l’escursionismo: le ferrate, il trekking, l’arrampicata e la bicicletta, protagonista con proposte dedicate alla strada, alla mountain bike, al gravel e alle e-bike, che consentono di esplorare vallate, passi dolomitici e borghi in modo sostenibile».

La Fondazione parla di «un’immagine unitaria delle Dolomiti Bellunesi come luogo da vivere a 360 gradi. Un territorio dove la bellezza dei paesaggi patrimonio UNESCO dialoga con l’arte, la cultura e le tradizioni locali, offrendo ai visitatori motivi sempre nuovi per tornare e prolungare il proprio soggiorno».

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