Moby torna in Italia dopo 15 anni: «Trump, il peggiore presidente americano di sempre»
Mercoledì 14 luglio l’artista americano è stato ospite del Jazz Open Modena, unica tappa italiana del tour. Tanti gli omaggi, da Lynch a Bowie fino alla tutela animale e l’elettronica italiana

Poco prima di “Lift me up”, canzone scritta guarda caso nel 2004 dopo la rielezione di George W. Bush, non ha usato giri di parole: «Trump è il peggior presidente che gli Usa abbiano mai avuto», con tanto di scuse a nome del popolo americano per gli atteggiamenti e le azioni del tycoon.
Tanta musica ma anche tanto impegno hanno animato l’unica data italiana del tour di Moby - Richard Melville Hall, 60 anni - che per l’avvento nella nostra penisola (a quindici anni dall’ultimo concerto) ha scelto la maestosità di piazza Roma a Modena e l’ombra di Palazzo Ducale. Ombra, ovviamente, si fa per dire vista l’afa di giornata. L’occasione, il Jazz Open Modena 2026: in 6.500 hanno risposto alla chiamata musicale.
Tanto impegno sociale, si è detto, e di fatti oltre all’affondo contro Trump non sono mancati messaggi di impegno verso la tutela animale. E non solo attraverso gli evidenti tatuaggi che Moby da tempo ha su tutto il corpo – vedi “Animal Rights” a tutte braccia – e le immagini di sfondo alle canzoni, ma anche con un videomessaggio di Jane Goodall, etologa e antropologa scomparsa lo scorso ottobre.
La scaletta ha ripercorso i successi di Moby, ormai quasi quarant’anni di carriera, e curiosamente l’elenco dei brani è stato anche il frutto di un coinvolgimento dei fan attraverso i social. Nel sondaggio ha detto la sua pure Tommy Lee, leader della band hair metal Mötley Crüe che ha richiesto l’immancabile “We are all made of stars”. Molti gli omaggi, come la dedica a David Lynch ma anche alla disco e all’elettronica italiana, di cui l’artista si è detto grande cultore. E poi a David Bowie, «che oltre ad essere il mio artista preferito è diventato anche un mio carissimo amico», con l’eterna “Heroes”.
“Bodyrock”, “Go”, “Why Does My Heart Feel So Bad?”, “Natural Blues”, fino al bis con “Porcelain”, “Lift me up” e “Feeling so real”: 90 minuti precisi precisi di musica in cui Moby non si è risparmiato, merito anche dei musicisti e delle cantanti (nota di merito per le due voci femminili) che l’hanno accompagnato sul palco modenese.
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