Cento stelle brillano sul Friuli: ecco le cene a più mani di Ein Prosit

Da giovedì 15 a domenica 18 ottobre i grandi chef si incontrano in ristoranti diffusi tra Udine e provincia: serate con culture di tutto il mondo dall’Antica

Carlo Bertone
Himanshu Saini
Himanshu Saini

Le cene sono il cuore di Ein Prosit: serate a più mani, diffuse tra ristoranti, hotel, enoteche e pizzerie di Udine e del territorio, in cui grandi chef italiani e internazionali si siedono allo stesso tavolo per costruire un menu che nessuno potrebbe fare da solo.

Cento stelle brillano sul Friuli Venezia Giulia: l’elenco completo è nelle pagine seguenti, qui ci si ferma su alcuni incontri che raccontano l’edizione 2026. I prezzi vanno dai 90 ai 250 euro e i posti sono già quasi esauriti.

Il topping di due numeri uno

Domenica 18, alle 13, alla Lampara in via Anton Lazzaro Moro 63, c’è uno degli appuntamenti più potenti del programma: Franco Pepe & Friends. Pepe, di Pepe in Grani, per molti il miglior pizzaiolo al mondo, porta in tavola la sua pizza e il suo lavoro sull’impasto.

A Ein Prosit il fuoco basco di Arginzoniz e la sua cucina essenziale
Luca FerruaLuca Ferrua
Bittor Arginzoniz ha imparato da solo: la sua cucina è nata davanti alla brace

Ma quello che si mette sopra, il topping, lo preparano due amici che nella loro storia sono stati numeri uno del mondo: Mauro Colagreco, di Mirazur, e Virgilio Martínez, di Central.

Colagreco, che nel 2020 ha reso Mirazur il primo ristorante al mondo a ottenere la certificazione plastic free, segue i cicli lunari e 365 microstagioni; Martínez co-dirige Central, a Lima, con Pía León. Due cuochi di questo livello al servizio di un impasto: non succede altrove, e costa 90 euro a persona.

Fine dining è morto?

Sempre domenica, al Vitello d’Oro, Bruno Verjus e Diego Rossi si mettono davanti a una domanda scomoda, già nel titolo: Fine Dining is Dead?!?! Verjus è arrivato in cucina a cinquant’anni dopo una laurea in medicina e una carriera nella critica gastronomica, e oggi ha due stelle Michelin a Parigi con Table.

Rossi, veronese, ha fatto di Trippa a Milano un laboratorio sull’italianità: animali interi, tagli meno nobili, frattaglie e lotta allo spreco.

Fiamma e brace, per Verjus, sono strumenti per esprimere i sapori nella forma più autentica; per Rossi, che nel 2020 Identità Golose ha nominato Chef dell’Anno, la trattoria è un luogo di ricerca.

A 180 euro, una serata che promette più discussioni che portate: il titolo nasce proprio per far parlare.

Da Etxebarri a Buenos Aires

Il filo rosso dell’edizione è il fuoco, e dopo la cena d’apertura per Bittor Arginzoniz, raccontata a pagina 2, ritorna due volte.

Sabato 17 Una Parrilla sugli Champs-Élysées porta alle Fucine Brasserie Guido Tassi e Pablo Rivero di Don Julio, il locale di Buenos Aires fondato da Rivero, sommelier, che è anche proprietario di El Preferido de Palermo, con Bruno Verjus e Andrea Tortora.

Domenica 18, alle Fucine Gourmet, Quando gli Dei Giocano col Fuoco mette allo stesso tavolo Martínez, Colagreco, Tassi e Rivero: la cena più cara dell’edizione, a 250 euro.

Incroci di mondi

Molti titoli sono dichiarazioni d’intenti. Un Ponte Inca sul Niagara, venerdì al Vitello d’Oro, unisce Pía León, peruviana, il cui Kjolle è tra i primi dieci del mondo, con Eric Robertson e Daniel Hadida di Pearl Morissette, terzo nella classifica del Nord America 2026.

Ai Frati Takahiko Kondo e Vasco Coelho Santos aprono La Prima Caravella di Shibuya; da Fred Yoji Tokuyoshi, Jacopo Ticchi e Hiroshi Karashima firmano La Spada non fa il Samurai.

E all’Argine a Vencò, nel Collio, Pía León e Antonia Klugmann si incontrano per Collio Amazzonico. Non mancano le contaminazioni più giocose: Maksut Aşkar, Vania Ghedini e Sara Aqel evocano Le Mille e Una Notte di Marco Polo all’Allegria, mentre Paco Méndez, Simone Caponnetto e Ascanio Brozzetti inventano un Puro Accento Itagnolo; Willem Hiele e Peter Tempelhoff, la domenica, firmano Dall’Altra Parte dell’Oceano, all’Allegria.

Pizza, dolci e provocazioni

A Pizzikotto la pizza diventa un campo di gioco: sabato Gabriele Bonci e Diego Rossi, con José Luis Hinostroza, firmano Bad Boys, Good Vibes; domenica Simone Padoan e Andrea Capasso chiudono l’edizione con La Pizza della Bastiglia.

Alla Lampara Roberto Davanzo e Maksut Aşkar mettono in scena un Pizza Kebap Incident, e Francesco Martucci e Corrado Assenza i Gemelli di Grano.

Ai dolci sono riservate serate tutte loro: Paolo Griffa e Will Goldfarb raccontano La Vita Segreta dei Pasticcieri, mentre Vania Ghedini, Floriano Pellegrino, Isabella Potì e Davide Guidara portano all’Antica Maddalena una nuova generazione, con un titolo che dice tutto, Millennials Bug.

Cinque sere, un filo

Si parte mercoledì 14, solo su invito, con il tributo a Etxebarri alle Fucine Brasserie di Buttrio, firmato da Massimiliano Alajmo, Elide Mollo, Tommaso Tonioni, Lorenzo Cogo, Matias Perdomo e Andrea Tortora.

Giovedì 15 i nomi pesano: Norbert Niederkofler, Santiago Lastra, Moreno Cedroni, Alexandre Gauthier e Tortora in Cook your Home (210 euro), Carlo Cracco, Pino Cuttaia e Gianluca Fusto nel Mediterraneo Metropolitano, Ana Roš e Gianluca Gorini ne Il Dialetto della Foresta.

Venerdì 16 la parola d’ordine è il mondo, sabato 17 dominano i fuochi e i pasticceri, domenica 18 si chiude con i nomi più grandi. Nessuna gerarchia.

Casa Zamò, mille cuochi

Fuori dal circuito dei ristoranti c’è Casa Zamò, dove prende forma La Casa dei 1000 Cuochi: tre capitoli, lo staff meal, La quasi cena e La cena e basta, con Francesco Brutto, Matias Perdomo, Masahiro Homma e Fabrizio Mellino, a 90 euro lo staff meal e La quasi cena e a 150 La cena e basta. Come racconta Claudio Tognoni, ogni giorno si aggiunge gente, con special guest improvvisati.

 

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