Noemi incanta Udine, il grande concerto al Castello: «Il palco è la mia vera casa»

Unica data in regione per la cantante romana nell'ambito di UdinEstate. Dai grandi successi di Sanremo al nuovo singolo "Tu cosa fai questa sera": «Sotto le stelle tiro fuori la mia versione più libera»

Elisa Russo

«Il palco per me è davvero casa, il luogo dove riesco a sentirmi più vera, perché ogni concerto è diverso e nasce da uno scambio continuo con il pubblico»: così Noemi racconta il suo tour estivo che fa tappa a giovedì, 8 luglio, al Castello di Udine, unica data in Friuli Venezia Giulia, organizzata da Zenit in collaborazione con Regione, PromoTurismoFVG e Comune di Udine, nell’ambito di UdinEstate. La cantante romana si è esibita in regione in varie occasioni e ha anche collaborato con musicisti della zona, come il goriziano Andrea Rigonat, chitarrista e produttore (marito di Elisa), il batterista di Palmanova Andrea Fontana, e il tastierista, arrangiatore e produttore triestino Cristiano Norbedo.

Cantautrice e voce profonda tra le più amate e riconoscibili del panorama italiano, Noemi è in grado di misurarsi con pop, soul, r’n’b e blues; conta 18 dischi di platino e 4 d’oro, in oltre dieci anni ha lavorato con grandi autori (tra cui Vasco Rossi, che ha scritto per lei “Vuoto a perdere”) e partecipato a otto Festival di Sanremo, l’ultimo nel 2025 con “Se t’innamori muori”. A Udine porta i suoi successi come: “Glicine”, “Makumba”, “Non ho bisogno di te” ed estratti dal settimo album “Nostalgia” uscito l’anno scorso.

Noemi, è in tour per il secondo anno di fila. Non riesce a stare ferma?

«Il 2025 è stato un anno intensissimo, pieno di concerti e soddisfazioni, sentivo il bisogno di continuare questo viaggio anche nel 2026. Quando vivi così tanto la dimensione live, poi fai fatica a starne lontana: l’energia che si crea durante un concerto è qualcosa che ti rimane addosso».

Cosa le piace di più dei concerti all’aperto?

«L’estate ha una magia particolare: le piazze piene, i festival, la gente che canta sotto il palco… c’è un senso di condivisione molto forte. Mi piace il fatto che i concerti estivi abbiano un’atmosfera primordiale. Ogni luogo ha vibrazioni diverse e spesso ci si ritrova a cantare in scenari bellissimi, che rendono tutto ancora più coinvolgente. Ti permette di essere molto vicina alle persone».

Che scaletta porta a Udine?

«Tiene insieme tutte le anime del mio percorso. Ci saranno sicuramente i brani che il pubblico ama di più e che ormai fanno parte della nostra storia insieme, perché ci sono canzoni che non puoi non cantare. Allo stesso tempo mi diverte molto portare anche i pezzi più recenti: “Bianca”, ad esempio, mi ha regalato tantissimo in questi mesi. È un brano che ha una sua delicatezza ma al contempo forte impatto, e dal vivo ogni volta succede qualcosa di speciale».

Ha pubblicato da poco un singolo estivo, “Tu cosa fai questa sera” da cui sembra emergere una Noemi diversa, più diretta, disinibita: si ritrova in questa nuova immagine?

«Molto, perché credo sia una versione di me ancora più libera e consapevole. Negli ultimi anni ho imparato a raccontarmi con meno filtri, anche nelle sfumature più sensuali o istintive, senza avere paura di mostrarmi per quella che sono. Questo brano ha dentro proprio quell’energia lì: è diretto, fisico, ma conserva una parte emotiva e fragile che sento molto mia. E c’è un cambio di look che nasce dalla voglia di accompagnare questo nuovo momento in modo naturale, senza costruzioni».

Di cosa parla il testo?

«Di una persona che impara a vivere un rapporto con più leggerezza e passionalità, una forma anche di emancipazione e libertà. E poi è uno di quei pezzi che secondo me dal vivo troverà ancora un’altra incarnazione: non vedo l’ora di portarlo al Castello di Udine e capire come entrerà in contatto con gli ascoltatori».

Negli ultimi tempi si è mossa tra musica, radio e televisione, dalla conduzione di “Non solo parole” su Rai Radio 1 alla figura di giudice in “Io Canto Family” su Canale 5: come vive queste diverse espressioni del suo lavoro?

«Per me sono tutte esperienze che si nutrono a vicenda. La musica resta il centro di tutto, perché è il mio modo più naturale di esprimermi, però mi piace l’idea di poter raccontare e condividere le cose anche attraverso linguaggi diversi. La radio, ad esempio, mi ha regalato una dimensione molto intima: puoi creare un rapporto diretto con le persone quasi entrando nelle loro giornate. La tv invece ti mette continuamente alla prova e ti spinge a tirare fuori lati nuovi di te. In tutto ciò che faccio, comunque, cerco sempre di portare autenticità».

Riproduzione riservata © il Nord Est