Pordenonelegge 2026, Salman Rushdie inaugura il festival e Sergio Mattarella chiude la manifestazione

Due appuntamenti storici segnano la 27ª edizione di Pordenonelegge, dal 16 al 20 settembre: la lectio magistralis di Salman Rushdie aprirà il festival, mentre il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sarà protagonista della chiusura. Attesi oltre 650 ospiti tra scrittori, poeti e intellettuali

Gian Paolo Polesini
Nella foto, da sinistra; Garlini, Zin, Villalta, Agrusti, Gasparet
Nella foto, da sinistra; Garlini, Zin, Villalta, Agrusti, Gasparet

Inutile negare che certe rivelazioni rilasciano una notevole energia. La conferenza stampa milanese della 27ª edizione di pordenonelegge si è conclusa, con le guglie del Duomo a fare da scenografia ai relatori: il presidente Michelangelo Agrusti e il direttore artistico Gian Mario Villalta. Così noi ne approfittiamo per anticipare due appuntamenti destinati a segnare quest’edizione, in programma dal 16 al 20 settembre.

L'inaugurazione del 16 settembre, appunto, sarà affidata a una lectio magistralis di Salman Rushdie.

A chiudere il festival, il 20, al termine della cinque giornate di resistenza letteraria, sarà invece il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in una presenza che, a memoria, non ha precedenti ufficiali nella storia dei festival letterari italiani.

"Semina chi legge" è lo slogan di una rassegna che si annuncia, come sempre, ricchissima: oltre 650 protagonisti tra letteratura, poesia e pensiero per interrogarsi sul presente e sul futuro di un mondo sempre più difficile da decifrare.

Nel corso degli anni pordenonelegge ha accolto giganti quali Umberto Eco, Ian McEwan, Daniel Pennac e Carlos Ruiz Zafón. L'edizione 2026 conferma la tradizione con un cartellone di assoluto prestigio.

Nato in India nel 1947 e naturalizzato britannico, Sir Ahmed Salman Rushdie è uno degli scrittori più influenti della letteratura contemporanea. Il successo internazionale arriva nel 1981 con I figli della mezzanotte, romanzo che racconta la nascita dell'India indipendente e gli vale il Booker Prize.

Nel 1988, dopo la pubblicazione de I versi satanici, diventa bersaglio della fatwa proclamata da Ruhollah Khomeini, vivendo per anni sotto protezione. Nel 2022 sopravvive a un attentato durante un incontro pubblico negli Stati Uniti, riportando gravi lesioni permanenti a una mano e a un occhio. Da quell'esperienza nasce “Knife. Meditazioni dopo un tentato assassinio”, pubblicato nel 2024.

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