Premio Parise per il Reportage, ecco tutti i vincitori della decima edizione
Da Peter Gomez a Ilaria Tuti fino ad Alhassan Selmi: il Premio Parise celebra il giornalismo d’inchiesta, la memoria e l’impegno civile. Al centro, l’eredità dello scrittore e la forza della narrazione come strumento di verità, libertà e responsabilità collettiva

«Dobbiamo disobbedire», scriveva Goffredo Parise. Una disobbedienza intellettuale in grado di superare ostacoli e censure per far luce sulla verità.
«Era una penna vagabonda che si aggirava nel mondo. Non si accontentava della superficie, si spingeva oltre la cronaca per restituire l’umanità con un amoroso tocco», osserva Maria Rosaria Nevola, fondatrice, assieme al marito Antonio Barzaghi, del riconoscimento intitolato al giornalista vicentino.
Il Premio Goffredo Parise per il Reportage, dedicato al giornalismo d’inchiesta e all’impegno civile, quest’anno ha celebrato la sua decima edizione sabato 16 maggio al teatro Del Monaco di Treviso.
Si è affermato nel tempo come uno dei principali appuntamenti nazionali dedicati all'informazione di qualità e al racconto della realtà contemporanea, nel segno della lezione umana e letteraria fatta di sguardo critico, passione e amore per la verità.
Valori che la giuria, presieduta da Toni Capuozzo, con la partecipazione di Antonio Armano, Gianni Barbacetto e Marzio Breda, ha potuto ritrovare nelle numerose candidature.
Peter Gomez, premio alla carriera

Il premio alla carriera dell’edizione 2026 è stato assegnato a Peter Gomez, condirettore del Fatto Quotidiano, direttore di Millennium, ideatore e conduttore della trasmissione televisiva La Confessione sul Nove. Il riconoscimento gli è stato attribuito per «la coerenza del suo percorso, contraddistinto da coraggio e passione civile, dalla ricerca costante della verità e dal rifiuto di ogni compromesso con il potere».
«Il giornalismo sta affrontando una fase cattiva: gli editori sono poveri, i giornalisti dipendono molto più dal volere vero o presunto dell’editore», osserva Gomez, «ma non sono pessimista. Questa è anche una fase che offre opportunità. È vero che c’è la crisi della carta, ma ci sono spazi enormi per gli abbonamenti online. E credo che gli italiani siano pronti ad accogliere il digitale. Dobbiamo continuare a offrire alla comunità punti di vista diversi per leggere il presente».
Ilaria Tuti, premio per il reportage

Il Premio Goffredo Parise per il Reportage 2026 viene conferito alla scrittrice Ilaria Tuti per un suo intenso racconto, definito dalla giuria «un reportage della memoria» nel quale costruisce una narrazione del terremoto che colpì il Friuli 50 anni fa, quando aveva appena dieci giorni di vita. La sua è una riflessione sul post terremoto, sul dolore e sul rapporto tra uomo e territorio.
«Raccontare non è stato facile, i ricordi sono un patrimonio di famiglia che mi ha visto crescere, è alto il coinvolgimento emotivo», riflette Tuti, «quando c'è stato il terremoto avevo appena dieci giorni, ma ricordo molto bene la ricostruzione, i tanti anni vissuti nei prefabbricati: le difficoltà, ma allo stesso tempo una modalità che ha visto riallacciarsi i rapporti. Era un piccolo mondo di grandi affetti e di grandi valori».
Alhassan Selmi, premio Finestra sul mondo

Il premio speciale Finestra sul mondo è stato assegnato al giornalista e reporter Alhassan Selmi per il coraggio dimostrato nel raccontare il dramma di Gaza attraverso i reportage realizzati per PresaDiretta di Rai Tre e nel libro Hassan e il genocidio.
Nelle motivazioni del premio viene sottolineata «la capacità di documentare la violenza subita dai civili, la fame usata come arma di guerra e la tragedia umanitaria in corso, senza mai perdere lo sguardo sull'umanità, sulla speranza e sul desiderio di pace della popolazione palestinese».
«Ho raccolto i corpi dei miei colleghi. Ho visto i corpi bruciati dei bambini. E non posso dimenticare. Raccontare è una responsabilità. Noi, a Gaza, la portiamo avanti tutti i giorni sotto le bombe. È una responsabilità che dobbiamo avere nei confronti delle persone che stanno soffrendo», commenta Selmi, «dobbiamo lottare contro il blocco dell’informazione e impedire che Gaza sia isolata. Questo premio non appartiene a me. Appartiene a tutti i giornalisti rimasti vittime del conflitto e a coloro che, nonostante tutto, continuano ogni giorno a raccontare la sofferenza, la verità e la speranza».
Impegno ambientale, accoglienza, riscoperta delle radici
Per la neonata sezione Ossigeno per l'informazione, dedicata a chi difende la libertà di espressione e il diritto all'informazione contrastando intimidazioni e azioni legali temerarie, i primi destinatari del riconoscimento sono gli ambientalisti del Comitato cittadino Pesaro: no Gnl Roberto Malini e Lisetta Sperindei, premiati per il loro impegno civile nella difesa dell'ambiente e della salute pubblica e per non essersi lasciati intimidire da una richiesta di risarcimento milionaria da parte del colosso Fox Petroli e riconducibile a una Slapp — un'azione legale finalizzata a limitare la partecipazione dei cittadini al dibattito pubblico).
Il premio Impresa umanistica viene assegnato a Eurocoop Camini - Progetto Jungi Mundu, realtà calabrese che ha trasformato l'accoglienza dei migranti in un modello di rigenerazione sociale e contrasto allo spopolamento dei territori interni.
Il riconoscimento dedicato agli studenti dell'Università Ca' Foscari di Venezia premia invece Anna Louise Whitney per il reportage “Aspetteremo il tuo ritorno a casa”, un lavoro che affronta il tema della memoria e delle radici attraverso il ribaltamento del punto di vista migratorio
Riproduzione riservata © il Nord Est








