L’attrice Buratto diventa Giulia nel film “Stella gemella”: «Il valore dell’amicizia»
Il film diretto da Lucini con Margherita Buy, Laura Morante e l’attrice trevigiana è al cinema. Al centro la storia di una famiglia allargata

Tutti la conoscono come Camilla, solerte assistente della temutissima Lea, nonché figlia di Vittorio, nella serie Sky Call my agent, ma Paola Buratto, trevigiana d’origine e udinese d’adozione, è anche un’attrice di cinema. L’abbiamo vista un anno fa sul grande schermo tra i protagonisti di Come fratelli di Antonio Padovan, mentre ora è nelle sale italiane in Stella gemella di Luca Lucini, accanto a Martina Gatti, Matteo Olivetti, Margherita Buy e Laura Morante. Il film parla di un fenomeno rarissimo ma possibile, la fecondazione etero-parentale, che coinvolge la protagonista Stella (Gatti), rimasta incinta, contemporaneamente, di due uomini.
La trama: una famiglia allrgata
Con i toni della commedia si affrontano riflessioni profonde sulla possibilità di una famiglia allargata e su una società che oggi deve fare i conti con forme di relazioni nuove, anche nel piccolo paese di provincia dove si svolge la storia. L’elemento di emancipazione nella contemporaneità è rappresentato da Giulia, interpretata da Paola Buratto. «Giulia è coetanea di Stella, ma conduce un'esistenza molto diversa da lei», spiega l’attrice, «abita a Roma, ha un suo studio dove lavora come libera professionista, e incarna uno stile di vita quasi agli antipodi. Le due sono legate da un’amicizia di lunga data e quando Giulia rincontra Stella nel paesino, la invita per una serata a Roma, dando una svolta importante sia alla narrazione sia alla vita personale della protagonista, che finalmente può lasciarsi andare». L’amicizia e l’amore sono le coordinate che circoscrivono la vicenda di Stella gemella, ma anche di Come fratelli, innestandosi nel presente di un mondo che i giovani di oggi sentono in cambiamento.
Il valore dell’amicizia
«L’amicizia tra ragazze per me, come nei due film», continua Buratto, «ha i connotati della sorellanza, un legame sacro, che si concretizza nel prendersi cura reciprocamente, e se da un lato provo questo sentimento per le mie coinquiline dove vivo adesso a Roma, ho mantenuto rapporti significativi anche con le mie compagne del liceo e del gruppo di teatro di Udine. Per quanto riguarda l’amore, considero due piani. Immutabile in ogni epoca è la spinta molto forte ad unirsi nell’intimità, un motore che dall’interno vuole esprimersi all’esterno con un’altra persona. Quello che cambia nel tempo è la forma delle relazioni attraverso cui l’amore si manifesta, i partner non devono essere per forza uomo e donna e nemmeno sposati o fidanzati, in Come fratelli abbiamo due padri vedovi che formano una famiglia, in Stella gemella ci sono due gemelli che hanno padri diversi. Adesso poi si parla molto di poliamore, e le storie che il cinema ci racconta ne stanno legittimando l’emersione».
Gli equivoci
Dinamiche inedite destinate a scontrarsi, nel film di Lucini, con una realtà di provincia tradizionalista e conservatrice in cui, complice la campagna elettorale da sindaco del cognato di Stella, si accendono divertenti equivoci. Una dimensione sociale che Buratto sente non appartenere né a Treviso né a Udine: benché situati nel Nord Est, per lei sono la giusta via di mezzo tra il micromondo di una località dove si conoscono tutti e il macromondo di Roma. «Dopo anni di lontananza devo dire che di Udine mi manca molto la possibilità di stare nelle piccole cose, come una partita a morra durante le sagre», confida, «adesso vorrei riuscire a trovare una mia dimora anche Friuli, che sento come “casa”. A Treviso ho le mie origini, forti e di cui vado orgogliosa: quando ci sono stata per le riprese di Come fratelli, sono andata in comune a chiedere il certificato di nascita, ci tenevo ad averlo. Mi sono goduta questa meravigliosa città, maturando la voglia di tornare a fare altri film in Veneto, dove avevo lavorato anche nel tv movie Tina Anselmi - Una vita per la democrazia».
L’esperienza con Call my agent
Prossimamente Buratto tornerà sul grande schermo in A prova d’amore di Emiliano Corapi, e aspettando di sapere se ci sarà una nuova stagione di Call my agent, fa un bilancio di questa esperienza. «Camilla è cresciuta con me, dai ventisei ai trent’anni», conclude, «le tre stagioni di Call my agent mi hanno insegnato molto, sia professionalmente, sia come persona, perché lei è molto diversa da me, nel suo coraggio, nell’improvvisare, ispirandomi ad affrontare le cose con più leggerezza».
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