Bidelle e calciatori, Perissinotto canta le anime del Nord Est

L’album “Cronache di un cantastorie” esce su Gl Radio e a giugno su Spotify con una galleria di personaggi. Undici tracce per «riflettere sui tratti di una comunità»

Elena GrassiElena Grassi
Pablo Perissinotto, esponente del cantautorato sociale italiano
Pablo Perissinotto, esponente del cantautorato sociale italiano

 

Un ritratto del Nordest composto dai ritratti di chi lo vive nei suoi anfratti emotivi più ruvidi e schietti come Skardy o Corona, ma anche un omaggio al calcio d’altri tempi con i campioni Malgioglio e Zigoni, e alla letteratura nazional popolare da Rodari a Trilussa a Guareschi, e ancora la carriera leggendaria del pugile Primo Carnera e quella nascosta dell’artista Norman Zoia.

Sono i personaggi raccontati dalle Cronache di un cantastorie, il nuovo album di Pablo Perissinotto, esponente del cantautorato sociale italiano, che stavolta trae ispirazione dalla propria “doppia” identità, come lui la definisce, pordenonese di nascita (ad Azzano Decimo cinquant’anni fa) e trevigiana d’adozione (a Motta di Livenza, dove vive).

Undici tracce e un’umanità

Undici tracce che indagano l’umanità, il volto sconosciuto, le piccole idiosincrasie di grandi nomi del territorio, ascoltabili sul sito di GL Radio (glradio.biz), che ha prodotto il disco e ha pubblicato sul proprio canale youtube i video di ogni brano e Il motto di una terra bonus track (ma già uscita anni fa) sul tema del terremoto in Friuli (l’album uscirà poi su Spotify il 2 giugno).

«Ho voluto raccontare il lato umano di personaggi famosi del Nordest», racconta Perissinotto, «perché dal disvelamento dei loro sentieri dell’anima, emergesse una riflessione sulle caratteristiche della nostra comunità, per poi allargare lo sguardo ad una dimensione valoriale più ampia fino al grido contro i conflitti mondiali con Ninna nanna della guerra di Trilussa, che ho musicato e “italianizzato” dal romanesco, mantenendo il testo, straordinariamente attuale e non abbastanza conosciuto».

Del Veneto emerge la parte creativa, spesso anti-sistema, compensatoria di lacune culturali che in passato, o forse anche nel presente, investono periferie urbane e spirituali.

«Il primo singolo dell’album, uscito un anno fa, è La bidea rabbiosa», continua Perissinotto, «con il featuring di Sir Oliver Skardy, dove ho raccontato la nostra comune esperienza di essere stati bidelli e di aver incontrato personalità dozzinali e volgari nella scuola, da affrontare con l’arma dell’ironia. Passando alla sinistra Piave ho dedicato Lui è Zigo al calciatore opitergino Gianfranco Zigoni, esaltato nel suo genio e sregolatezza, tra pellicce in panchina e spari ai lampioni, un uomo che ci insegna il valore del restare noi stessi. Così come ce lo insegna l’artista mottense Norman Zoia, che racconto nel brano Il rinnegato, condensando in questa parola il suo essere performer, letterato e paroliere d’avanguardia, rinnegante i canoni istituzionali ma a sua volta rinnegato da un territorio che non ne ha mai riconosciuto la vera portata e il contributo culturale».

Negli altri brani si scopre: l’impegno per i bambini disabili dell’ex portiere di Roma e Inter Astutillo Malgioglio (Astutillo); la fusione tra Mauro Corona e le montagne friulane (Il cantastorie); la tragedia di Chiara Gualzetti, quindicenne di Monteveglio morta nel 2021 per mano di un coetaneo (Padre di luce); l’umiltà endemica di Primo Carnera (I pugni della fame); la triste giovinezza di Giovannino Guareschi, penna del felice “Don Camillo” (Giovannino guarda il fiume); l’ispirazione da Gianni Rodari in Sulla luna, portata nelle scuole assieme allo scrittore Enrico Galiano.

E poi c’è un’umoristica sferzata alla dura legge del Sold out, che governa il mercato musicale italiano. «Una volta si vendeva il disco, mentre adesso l’unica fonte di guadagno che il cantante ha è il tour dei live», chiude Perissinotto, «e non si può fare brutta figura se non c’è abbastanza pubblico, quindi o ci si inventa malattie fittizie per annullare le date, o si regalano biglietti e accrediti pur di riempire lo stadio. È un tema tabù, che solo pochi artisti hanno affrontato pubblicamente, come Zampaglione, Britti o Sarcina, a cui è stato recentemente annullato il musical Immensamente Giulia per le scarse prevendite».

Problema di sold out che Perissinotto non teme di avere alla sua prossima uscita il 14 marzo al teatro Sant’Ippolito di Roma, dove porterà il suo spettacolo di teatro canzone Le parole di tallio per il raduno nazionale degli scout dell’Agesci. —

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