Note senza confini sui palchi di Folkest

Torna dall’11 giugno il festival di frontiera che mixa sonorità e tradizioni, dal rock occitano a Gemona al violino di Angelo Branduardi a Udine, le tappe del viaggio itinerante

Tommaso Miele

 

Dal 1979, quarantasette anni in musica. Organizzato attualmente dall’Associazione culturale Folkgiornale ETS e creato all’epoca come risposta all’Orcolat (il terremoto del 1976), torna anche questa estate dall’11 giugno al 21 luglio Folkest, festival di frontiera che mescola musica delle tradizioni senza confini né definizioni.

Si partirà l’11 giugno da Gemona con il ruggente folk-rock degli occitani Lou Dalfin, per poi proseguire a Corno di Rosazzo con Camilla Barbarito il 12 giugno. Il viaggio continuerà ad Amaro con Scarlet Rivera, già ospite in passato a Folkest (nonché violinista di Bob Dylan), che tornerà con i Borderlobo il 13 giugno.

Successivamente il festival farà tappa il 18 giugno a Gorizia con i Tupa Ruja, a Palmanova con i Magazin du Cafè il 19 giugno e a Collalto di Susegana nel vicino Veneto con il Fabrizio De André Ensemble.

Si proseguirà a San Rocco di Forgaria nel Friuli con il gruppo Pasticcio Meticcio il 20 giugno e il giorno successivo a Vito d’Asio con le Urtie.

Gorizia. Nell'immagine il gruppo Fairport Convention
Gorizia. Nell'immagine il gruppo Fairport Convention

Il tour toccherà inoltre la città di Ronchi dei Legionari il 23 giugno con un altro grande nome della canzone etno-folk, Peppe Voltarelli, per poi approdare a Basaldella di Vivaro con The Strawboys il 25 giugno e a San Giovanni d’Antro (Pulfero) con Angelo Baselli e Gianluca Casadei il 26 giugno. Nella stessa data il festival sarà anche a Romans d’Isonzo con Gianni Belleno e Nico Di Palo of New Trolls.

Grande attesa per la prima volta dei Nomadi al Castello di Udine il 27 giugno, e, sempre a Udine, appuntamento il 1° luglio con Gianluca Gotto; tra questi due appuntamenti, il 28 giugno a Tramonti di Sopra, spazio al Turkuaz Trio.

Folkest sul territorio proseguirà poi, dopo le tradizionali giornate a San Daniele di inizio luglio, con Vincenzo Zitello e Fulvio Renzi a Clauzetto il 12 luglio; e poi a Stolvizza di Resia con Andrea Dalla Costa e Alessandro Montello il 19 luglio. Per terminare il 21 luglio al Castello di Udine, con il violino di Angelo Branduardi.

Dal 3 al 5 luglio San Daniele tornerà ad animarsi con le giornate centrali della rassegna: momento culminante del fine settimana la proclamazione del vincitore del Premio Cesa, accompagnata dalle note di Omar Pedrini.

La sezione di approfondimento culturale di Folkest proporrà un ricco programma di seminari, conferenze e incontri; tra le chicche, il momento di Rai Radio Techetè alla biblioteca Guarneriana di San Daniele domenica 5 luglio. Il teatro di strada trasformerà inoltre le piazze, le vie e i parchi in palchi a cielo aperto, con ogni angolo che potrà diventare parte dello spettacolo grazie ad attori, mimi e giocolieri intreccianti le performance con l’ambiente circostante.

Nato a San Daniele con il nome di “Fieste di Chenti” da un nucleo di giovani operatori culturali, giornalisti e musicisti in un momento straordinariamente importante per il cosiddetto revival etnico, il festival ha avuto il merito di riportare in primo piano le valenze culturali delle minoranze linguistiche soprattutto, ma non solo, in Europa.

Nel 1983 assunse il nome di “Suoni e tradizioni”, per poi giungere definitivamente, nel 1984, a quello di “Folkest”. La lunga storia della rassegna ha contenuto nomi simbolici del panorama italiano e mondiale: da Joe Cocker e Joan Baez, da Branduardi e Fairport Convention a Noa, da Donovan, Elio e le Storie Tese e Bob Dylan a Jackson Browne, fino ai Jethro Tull, Fabrizio De André, Goran Bregović, David Crosby e James Taylor, solo per citarne alcuni.

Info e programma completo: folkest.com.

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