David di Donatello 2026, il feltrino Sossai record di nomination: «Sto scrivendo il prossimo film»

Il film di Francesco Sossai guida le candidature ai David di Donatello 2026 con 16 nomination. A Belluno serata evento al Cinema Italia con proiezione e diretta della cerimonia da Cinecittà. Il regista: “Un viaggio d’amore verso i miei luoghi”

Ivan Ferigo
Francesco Sossai
Francesco Sossai

L’amore di Francesco Sossai per la sua Belluno. L’amore della città per il suo acclamato regista e il suo capolavoro. Al Cinema Italia mercoledì si annuncia una serata indimenticabile. Alle 19.45 l’ennesima proiezione de “Le città di pianura”. Poi, dalle 21.30 circa, la diretta della cerimonia di premiazione dei David di Donatello da seguire in compagnia. Un evento che si svolgerà a Roma nel Teatro 23 degli Studi di Cinecittà e sarà trasmesso su Rai 1 con la conduzione di Flavio Insinna e Bianca Balti.

Un’occasione alla quale il film di Sossai si presenta come primatista di candidature dell’edizione 2026: ben 16, rispettivamente due e tre in più di “La grazia” di Paolo Sorrentino e “Le assaggiatrici” di Silvio Soldini. Il fenomeno italiano dell’ultima stagione davanti a due mostri sacri (e non sono gli unici). Comunque vada, sarà un successo; ogni eventuale riconoscimento una ciliegina in più su una torta già squisita.

Condividere tutto ciò con il pubblico bellunese radunato al cinema sarà un modo per celebrare quello che lo stesso autore, dalla pagina Facebook del monosala di via Garibaldi, definisce «innanzitutto un viaggio lunghissimo, durato più di sei anni, che ho avuto la fortuna di fare insieme ai miei compagni d’avventure. La sua meta ultima è quella di raccontare i paesaggi dell’oggi. Per farlo ho utilizzato lo strumento – donatoci da Mario Monicelli, Dino Risi, Pietro Germi e tutta quella straordinaria generazione di cineasti – della commedia all’italiana. Mi sono chiesto se funzionasse ancora, se potesse farci ridere, riflettere, donarci un’immagine del paese reale. Con queste 16 nomination, non avete fatto altro che onorare questo viaggio. Non posso che ringraziarvi con tutto il cuore».

Così il regista nostrano si rivolge alla sua platea. Per scaldare l’attesa della serata di mercoledì, ecco una chiacchierata con lui.

Francesco Sossai, mercoledì al Cinema Italia si dà di nuovo “Le città di pianura”, e a seguire ci sarà la diretta della cerimonia di premiazione dei David di Donatello. Cosa significa per lei?

«Sono felicissimo. Manuele Sangalli dimostra di essere veramente un genio. La scelta di proiettare in diretta quella serata e aprirla alla popolazione di Belluno, la mia città, la vedo come un gesto d’amore grandissimo. Verso un film che penso a questo punto le persone abbiano amato perché forse si sono viste riflesse dentro. Io l’ho fatto con tanto amore verso i miei luoghi e la mia gente: mi piace che questo sentimento sia ricambiato. Mi colpisce molto questa iniziativa: è qualcosa che ricorderò per sempre. Non vorrei sembrare troppo sentimentale, ma è davvero una cosa bella secondo me, nonché senza precedenti».

È abituato a questi premi. Però 16 nomination per i David di Donatello difficilmente capitano.

«Storicamente, solo “C’è ancora domani” di Paola Cortellesi nel 2024 ne ha ricevute di più: 19. Per me è un salto grandissimo. Ho ricevuto tanti premi, tutti importanti perché mi hanno segnato e portato avanti nella mia passione, nel mio lavoro, nella mia carriera. Però in questa occasione già solo essere l’autore del film con più candidature ai David di Donatello – il riconoscimento più alto che può essere assegnato all’interno del cinema italiano, con tanto di ospitalità dal Presidente della Repubblica – vuol dire tantissimo. Significa che il film ha impattato e segnato qualcosa nell’ultimo anno».

E in varie categorie artistiche e tecniche.

«Sì, miglior film, miglior sceneggiatura, miglior regia, ma anche miglior produttore, miglior casting, miglior montaggio, fino alla colonna sonora e alla scenografia. E poi sono molto contento che tanti dei miei attori – i protagonisti Sergio Romano e Pierpaolo Capovilla, ma anche i non protagonisti Roberto Citran e Andrea Pennacchi – abbiano ricevuto candidature. È veramente il coronamento del mio modo di lavorare».

Qualsiasi risultato arrivi sarà soddisfatto? O c’è un obiettivo al quale punta?

«No, e lo dico senza voler fare il finto umile. Non ho nessun tipo di aspettativa di vittoria. Sono molto zen su questo: vediamo come va, quel che arriva arriva. Da questo momento in poi tutto ciò che viene in più sarà qualcosa di bellissimo. Già avere 16 candidature è pazzesco».

Però essendo dell’ambiente qualche sensazione ce l’avrà...

«In realtà no. Intanto perché il processo di votazione dei David è molto segreto. E poi perché mi confronto con dei giganti del cinema italiano. Nomi molto pesanti come Paolo Sorrentino, Mario Martone, Paolo Virzì, Silvio Soldini. Tutta gente che ha fatto ben più film di me. Una concorrenza molto forte. Anche se in verità non la vedo neanche come tale: ripeto, vediamo come va».

Nel frattempo, sta lavorando a qualche nuovo progetto?

«Sto scrivendo il prossimo film. Al momento però massimo riserbo, non posso ancora dire niente in proposito. Ma, pian piano, tra un po’ si saprà».

Riproduzione riservata © il Nord Est