A Locarno è ancora Veneto Wave: per Cavazzin premio alla regia
Il ventiseienne originario di Venezia vince nel concorso Pardi di domani con Mutrion, il suo cortometraggio d’esordio

Quello stile personalissimo, originale e riconoscibile che Marco Cavazzin ha rivelato nel suo cortometraggio d’esordio Mutrion conquista la giura del festival di Locarno e porta a casa il “Premio alla miglior regia” del concorso internazionale Pardi di domani.
A ventisei anni e alla prima opera di fiction, dopo una gavetta tra video commerciali e musicali, Cavazzin, nato a Venezia ma cresciuto a Mogliano Veneto, è stato consacrato da una tra le manifestazioni cinematografiche più antiche (siamo alla 79sima edizione) e più attente alle sperimentazioni e ai nuovi linguaggi, da sempre vocata alla scoperta dei giovani talenti. Mutrion, prodotto dalla veneziana Etimo, è stato scritto a quattro mani dallo stesso regista con lo sceneggiatore bellunese Alessandro Padovani e vede protagonista Marco (Manfredi Marini), che dopo una delusione amorosa torna a casa, nella laguna tra Venezia e Cavallino Treporti, da cui si era allontanato per qualche anno. Ad accoglierlo c’è Maicol (Giulio Maroncelli), l’amico di sempre, che gli fa scoprire quanto sia profondamente radicata e inestinguibile l’appartenenza a quella comunità, tra riti d’iniziazione sfidando meduse nelle acque salmastre e credenze popolari secondo cui tutti gli abitanti del luogo perdono l’unghia dell’alluce.

Un coming of age profondamente local per la cultura che racconta (fin dal titolo Mutrion, che significa “musone” in dialetto, il soprannome di Marco), ma dal respiro global proprio per quella regia dinamica, che alterna scorci poetici di struggente bellezza ad immagini nervose e scomposte, rendendo con grande efficacia visiva il disagio e lo straniamento di un giovane che non si sente veramente a casa in nessun posto.
«Mi sembra una cosa incredibile», gioisce Cavazzin, «perché significa che il film è riuscito a tramettere la sua idea e la sua intensità, ed è una magia che solo l’arte ti può regalare. Questo riconoscimento mi dà la spinta a continuare nella mia ricerca registica e ha dimostrato ancora una volta che in Veneto si può fare un cinema apprezzato anche all’estero».
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