I BoidiBros dall’atletica alla musica e ora Sanremo
I fratelli Luciano e Daniele Boidi di Preganziol si sono formati al conservatorio di Udine, stasera si esibiranno a Casa Sanremo con “A Modern Fantasy”, un viaggio fra tradizione e modernità che mescola musica classica e pop

Sanremo, nella settimana in cui tutta l’Italia parla di musica, non è solo Teatro Ariston: il Palafiori diventa uno dei punti più vivi della città con il LiveBox di Casa Sanremo, tra incontri, produzioni e note.
Ed è proprio lì che questa sera, mercoledì 25 febbraio, i BoidiBros presentano il loro progetto crossover “A Modern Fantasy”, un viaggio fra tradizione e modernità che mescola musica classica e pop; già insigniti nel 2018 del Premio Excellentissimus come miglior Gruppo emergente italiano U25, i fratelli Luciano e Daniele Boidi nel 2023 sono stati eletti nuovi ambasciatori del Cambiamento e della Creatività in ambito artistico-musicale da parte del Ministero della Cultura e dall'Agenzia italiana per la gioventù.

Luciano, il maggiore del duo, racconta le sensazioni in vista dell’appuntamento sanremese (dalle ore 22, in diretta sul canale 254 del digitale terrestre).
Due fratelli a Casa Sanremo: chi sono i BoidiBros?
«Ci definiamo fratelli sulla carta, ma gemelli nella vita. Io ho 29 anni, Daniele 28; siamo nati a Genova e, dopo alcuni giri per l’Italia, ci siamo stabiliti definitivamente a Preganziol ormai da oltre quindici anni».
Come è arrivata la chiamata sanremese?
«Siamo elettrizzati all’idea di essere inseriti all’interno della kermesse, nello specifico il contesto di Casa Sanremo. Dopo aver inviato il nostro materiale promozionale la direzione artistica ci ha collocati nel LiveBox del Palafiori, vetrina dedicata ai musicisti emergenti».
Cosa ascolteremo?
«Presenteremo “A Modern Fantasy”, eseguendo alcune tracce tratte dal nostro disco. Nello specifico i mash-up “Inspiring Muse(s)” e “Le stagioni”. Per quest’occasione vestiremo i nostri panni da PJ (Piano-Jockey): i BoidiBros».
È previsto qualche accompagnamento speciale?
«Ci presentiamo esclusivamente in duo. Avendo festeggiato insieme San Valentino, ci sentiamo ancora più uniti come coppia!».
La vostra strada parte da lontano. Iniziamo dall’atletica: una delle vostre grandi passioni.
«Arriviamo dallo sport a 360 gradi, in quanto nostro padre è stato sia allenatore che arbitro internazionale di baseball. Da piccoli abbiamo praticato diversi sport, ma quella che ha segnato la nostra adolescenza è stata certamente l’atletica. Daniele era un eccellente mezzofondista ma si è dovuto fermare presto per problemi al ginocchio, mentre io sono arrivato fino alla Nazionale juniores, allenandomi nel gruppo olimpionico seguito da Paolo Dal Soglio».
Nel vostro sito si legge: Bellini, Paganini, De André e Cristoforo Colombo. Come li coniugate?
«Abbiamo la fortuna di avere metà origini genovesi (da parte del papà) e metà siciliane (da parte della mamma). Ci piace pensare che nel nostro sangue scorrano il belcanto di Bellini, l’appariscenza di Paganini, la poeticità di De André, l’infinita voglia di ricerca di Archimede e la fame di esplorazione di Cristoforo Colombo».
Quando avete iniziato a suonare?
«Abbiamo provato insieme alle elementari, cantando in una scuola di musica a Zero Branco. Mentre Daniele non si era appassionato fin da subito, io dopo un anno ho iniziato a suonare il pianoforte. L’estate successiva mio fratello ha preso a imitarmi a orecchio, prima di frequentare anche lui un maestro di piano; in seconda media aveva già le idee chiare sul cosa volesse fare con la musica, mentre io, gestendo il percorso parallelo con l’atletica, ho rinviato di qualche anno la decisione. Fin qui è quello che avremmo voluto… Ma quando abbiamo capito che avremmo potuto? Nel 2019 una serie di masterclass e di concerti in Israele ci ha fatto comprendere che questa era, è e sarà la nostra strada per sempre, mettendoci di fronte alla consapevolezza delle nostre capacità».
Come descrivereste il vostro stile musicale?
«Universale. Non ci piace definirci con un’etichetta, in quanto l’idea centrale del nostro duo è la dissoluzione dei confini temporali: questo viene evidenziato anche dal fatto che ci sentiamo rappresentati dai due nomi d’arte a cui ci associamo, ovvero Boidi Piano Duo nell’ambito classico e BoidiBros in quello moderno. L’uno non potrebbe esistere senza l’altro».
Un riassunto del vostro percorso di studi?
«Ci teniamo passi il messaggio che dietro i nostri risultati e traguardi c’è una solida e profonda formazione accademica, con Lauree triennali e magistrali in pianoforte solistico e musica da camera. Prima di essere ammessi al Conservatorio di Udine nella classe del maestro Giovanni Baffero abbiamo studiato con i maestri Giorgio Lovato e Annamaria Pennella; abbiamo poi concluso gli studi accademici al Conservatorio de L’Aquila con i maestri Orazio Maione, Elena Matteucci e Alvaro Lopes Ferreira. Ci siamo poi perfezionati in duo pianistico al Conservatorio di Trieste, con Flavio Zaccaria e Teresa Trevisan».
Il vostro percorso è costellato di riconoscimenti: avete qualche collaborazione “dei sogni”, nel cassetto?
«Sì. In ambito classico ci piacerebbe collaborare con le sorelle Katia e Marielle Labèque, mentre in ambito moderno con i 2Cellos, David Garrett e il nostro connazionale Gabry Ponte».
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