Lomellini racconta in un libro "Carlos lo sciacallo", tra realtà e leggenda

Negli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso, quando si parlava di terrorismo, era quasi un riflesso automatico nominare Carlos, o meglio “Carlos lo sciacallo”, come un cortocircuito tra realtà e finzione aveva finito per identificarlo. Per qualcuno era “il grande vecchio” del terrorismo internazionale, per altri la longa manus del Kgb, e anche dopo il suo arresto Ilich Ramirez Sanchez, questo il suo vero nome, è rimasto nell’immaginario collettivo. A raccontare ora il personaggio reale ma anche il perché della sua leggenda è ora Valentine Lomellini, docente di Storia delle relazioni internazionali all’Università di Padova, studiosa del terrorismo nota a livello internazionale, in Carlos lo Sciacallo (Laterza, p.272, 22 euro). Ne parla qui con Paolo Cagnan

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