Aule Ceisina e Larth, i bronzi ritrovati al Museo archeologico di Aquileia
Le nuove acquisizioni alla mostra Gli Dei ritornano, visitabile fino all’8 marzo. Il 13 febbraio si presenta il catalogo

La loro è una storia lunghissima che nasce dal territorio dell’antica Chiusi o di Perusia/Perugia. Lo sguardo senza tempo di Aule Ceisina e del padre Larth cinti da una toga è reso immortale dal bronzo nel quale sono stati forgiati. Sono giunti in questi giorni nei nuovi depositi del Museo archeologico nazionale di Aquileia dove completano il già ricco percorso espositivo della mostra “Gli dei ritornano. I bronzi di San Casciano” dedicata a una delle più importanti scoperte archeologiche effettuate in Italia negli ultimi decenni.
Oggetto di uno scavo clandestino, i due bronzi presero la via del mercato antiquario e di loro si persero le tracce fino al recente rientro in Italia, in due momenti diversi, grazie all’intervento del Nucleo tutela del patrimonio culturale del Comando dei carabinieri. In virtù delle complesse vicende legate al loro recupero, le due statue sono state esposte fino all’11 gennaio al Museo dell’Arte salvata, nell’Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano.
L’iscrizione in lingua etrusca riportata su ciascuno di esse consente di dare un nome ai due personaggi, Aule e Larth, e di ricostruire il loro stretto legame di parentela.
I due personaggi sono raffigurati con la toga, un indumento che li qualifica in modo inequivocabile e li inserisce nel medesimo orizzonte artistico e culturale delle altre opere esposte.
Per questo il giovane togato era già stato compreso nel percorso espositivo della prima edizione della mostra “Gli Dei ritornano”, organizzata al palazzo del Quirinale nel 2023. Solo di recente, però, padre e figlio sono stati esposti per la prima volta insieme, in occasione della mostra Nuovi recuperi, curata da Sara Colantonio e Maria Angela Turchetti presso il Museo dell’Arte salvata dell’Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano, e realizzata grazie alla collaborazione tra Comando carabinieri per la Tutela del patrimonio culturale, Mic-Dipartimento per la valorizzazione del Patrimonio culturale, Mic-Dipartimento per la tutela del Patrimonio culturale e Museo nazionale romano.
L’arrivo dei due bronzi ad Aquileia e il loro inserimento in mostra, costituiscono un importante elemento di novità nel quadro del progetto scientifico dell’esposizione e un’ulteriore occasione di riflessione, meraviglia e riscoperta dell’importante ruolo che la tutela e la ricerca archeologica ricoprono per la salvaguardia e la conoscenza del patrimonio culturale.
La mostra, inaugurata lo scorso 4 dicembre, è dedicata agli straordinari ritrovamenti effettuati nel santuario termale di San Casciano dei Bagni, in provincia di Siena: il più grande deposito votivo di statue e oggetti in bronzo di età etrusca e romana mai scoperto nell’Italia antica. Un nucleo di più di trecento reperti, frutto delle campagne di scavo condotte tra 2022 e 2024 ( ma si scava dal 2019) nel sito archeologico del Bagno grande dall’Università per stranieri di Siena, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo e il Comune di San Casciano dei Bagni.
A cura di Massimo Osanna e Jacopo Tabolli, l’esposizione è stata promossa dal Ministero della Cultura. La mostra sarà visitabile fino all’8 marzo, dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 19.
Il biglietto può essere acquistato online sul sito o sull’app Musei Italiani e alla biglietteria del museo. PromoTurismo Fvg organizza visite guidate alla mostra il sabato e la domenica e in tutti i festivi alle 10 e alle 15.
È inoltre possibile acquistare al bookshop del Museo archeologico nazionale di Aquileia il catalogo dedicato all’edizione aquileiese della mostra, che espone per la prima volta in Italia alcuni dei rinvenimenti più recenti, frutto delle indagini archeologiche del team di ricerca attivo presso il sito del santuario etrusco-romano di San Casciano dei Bagni.
Il volume, edito da Treccani e curato da Massimo Osanna, e Jacopo Tabolli, sarà presentato al pubblico il 13 febbraio nel corso di una giornata di approfondimento sulle attività di ricerca a cura dell’Università per stranieri di Siena organizzata presso il Museo archeologico nazionale di Aquileia.
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