Arrivederci Londra, dodici corrispondenti arrabbiati dopo la Brexit: tra eurosatira ed euronostalgia

Il nuovo libro di Enrico Franceschini: una strana indagine in stile dark comedy e l’uscita dal perimetro UE vissuta come un tradimento sentimentale. Martedì 21 aprile a Padova (ore 18) la presentazione alla Feltrinelli di via San Francesco

Fabrizio BrancoliFabrizio Brancoli
Arrivederci Londra
Arrivederci Londra

Una di quelle Londre immaginarie in cui tutti abbiamo vissuto almeno una volta: vibrante, elegante, e all’improvviso ferita. Capace di accoglierti e, con la stessa naturalezza, ricordarti che l’ospitalità non è mai un diritto acquisito. E allora, senza preavviso, respingerti. Le dici addio? No. Le dici arrivederci.

Enrico Franceschini – giornalista, corrispondente, una carriera abituata a cambiare latitudine – ci conduce dentro questa città che per molti resta straniera e familiare insieme. Con Arrivederci Londra (Baldini e Castoldi, pagg. 256, euro 19) scrive un romanzo che prende la Brexit, a dieci anni dalla data fatidica, e la tratta come si fa con certe storie di famiglia: si raccontano con un mezzo sorriso e un mezzo sospetto. È successa davvero, oppure ce la siamo inventata?

È successa, ahinoi. E anche ahiloro.

Il romanzo si apre come una barzelletta: «Ci sono un italiano, un francese, uno spagnolo…». Solo che qui i protagonisti non sono tre, ma dodici. Colum, Erik, Lotte, Jan, Mireille, Nikos, Brigitte, Ryszard, Ursula, Felipe, Jean-Louis e Andrea, l’italiano. «Otto uomini, quattro donne: dodici come gli apostoli. O come la sporca dozzina». La guerra, in teoria, non c’entra. Ma i musi lunghi dei commensali raccontano altro.

 

Il libro
Il libro

Una piccola task force di analisti: frustrati, impegnati, romantici, disincantati, obliqui. Londra, per loro, da casa diventa ex casa. Si ritrovano al Cinnamon Club, tra Westminster e Downing Street, mentre fuori la storia cambia senza chiedere permesso. Il referendum del 2016 è la musica di sottofondo e, insieme, la trama. C’è un delitto? Forse no. Ma c’è un tradimento. Brexit diventa l’equivalente delle corna: il sentirsi ripudiati.

Franceschini racconta la malinconia del tradimento politico e la trasforma in un thriller sentimentale, ibridato con l’eurosatira. La Brexit, filtrata da dodici sguardi, innesca una reazione creativa. Prima ironica, poi meno innocente. Quando uno dei dodici subisce un’aggressione xenofoba, scatta l’istinto di vendetta: dare una lezione ai brexitiani, agli euroscettici. Gli incidenti si susseguono. Mese dopo mese. Fino alla resa dei conti.

Franceschini si diverte – e si sente – a costruire personaggi che sono insieme archetipi e deformazioni. Ogni giornalista è una caricatura nazionale, ma i caratteri restano mobili, come l’Europa dei non-confini.

 

Enrico Franceschini
Enrico Franceschini

E Londra, intanto, diventa personaggio. Respira, reagisce, osserva. Sullo sfondo, una coppia di investigatori – lei detective, lui sergente – che ci ricorda qualcosa. Sotto la superficie della commedia, che a tratti scivola nel paradosso, non c’è un atto d’accusa. Non c’è nostalgia. C’è un clima sospeso: quasi addio, quasi speranza, quasi rassegnazione.

E forse anche una certezza: tra Londra e l’Europa qualcosa non si è davvero interrotto.

Una storia che si legge con un sorriso. Di quelli che non riescono a nascondere del tutto le domande. Perché certe separazioni, a volte, hanno la cattiva abitudine di non finire mai.

Enrico Franceschini presenterà il libro martedì 21 aprile alle 18 alla libreria Feltrinelli di via San Francesco a Padova, in dialogo con Irene Barichello.

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