25 aprile, l’appello del Gran Maestro Romoli: “Superiamo le divisioni e riscopriamo il valore universale della Liberazione”

La Massoneria della Gran Loggia d’Italia invita a rileggere la Festa della Liberazione oltre le ideologie: “È la base della nostra democrazia, serve più unità e memoria condivisa”.

La redazione

Nel giorno del  25 aprile arriva un richiamo forte al valore della memoria e dell’unità nazionale. Luciano Romoli, Gran Maestro della Gran Loggia d’Italia, sottolinea il significato profondo della Festa della Liberazione, definendola “la pietra d’angolo posta a fondamento della nostra democrazia”.

Un passaggio storico cruciale, secondo Romoli, che ha segnato l’inizio della rinascita dell’Italia dopo le devastazioni della guerra e le profonde lacerazioni sociali e morali del secondo conflitto mondiale.

“Una data che segna la rinascita dell’Italia”

Nel suo intervento, Romoli evidenzia il duplice valore – storico e simbolico – del Festa della Liberazione, momento in cui il Paese ha iniziato un nuovo percorso fatto di crescita, sviluppo e rilancio.

Un cammino che ha portato l’Italia a diventare una delle principali potenze industriali, fondato su valori chiave come diritto, solidarietà, uguaglianza delle opportunità e rispetto. Principi, ricorda, sanciti chiaramente dalla Costituzione.

L’invito: “Basta divisioni ideologiche”

Ma il messaggio più netto riguarda il presente. Romoli invita a superare “gli schematismi ideologici” e lo spirito di fazione che, ancora oggi, rischiano di dividere la memoria collettiva.

Secondo il Gran Maestro, è necessario recuperare un rapporto più autentico con il passato, esercitando un pensiero critico spesso sacrificato a favore di una visione superficiale e troppo ancorata all’attualità.

Il ruolo della massoneria e i valori democratici

Nel suo intervento, Romoli richiama anche il contributo storico della libera muratoria nello sviluppo del pensiero liberal-democratico e riformista.

Temi come democrazia partecipativa, etica civile, confronto e pluralismo delle idee vengono indicati come elementi fondamentali per una società più giusta. Valori che, sottolinea, devono essere messi a disposizione della collettività.

“Uno sguardo al futuro senza perdere la memoria”

Il messaggio si chiude con un invito chiaro: perseguire obiettivi ambiziosi con spirito libero e uno sguardo rivolto al futuro, senza dimenticare le radici storiche.

Un richiamo che arriva in un momento simbolico e che punta a trasformare il 25 aprile non solo in una ricorrenza, ma in un’occasione concreta di riflessione condivisa.

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