Al via la seconda edizione di Trieste True Crime: tre giorni tra scienza, indagini e informazione

Criminologi, forze dell'ordine e giornalisti a confronto per evitare semplificazioni e promouvere la cultura della legalità nei confronti dei cittadini e delle scuole. Dalla performance sui femminicidi con il messaggio della deputata Semenzato alle tavole rotonde sui metodi forensi: come l'informazione e la scienza ricostruiscono la verità

Silvia Domanini

Si apre giovedì, 5 novembre, la seconda edizione di Trieste True Crime, il festival che fino a sabato 7 porterà nella Sala Luttazzi del Magazzino 26, in Porto Vecchio, tre giornate di incontri dedicati al rapporto tra crimine, scienza e narrazione. Un appuntamento che la città accoglie con crescente interesse, nato per affrontare il true crime non come spettacolo ma come strumento culturale capace di leggere la società e le sue dinamiche.

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La redazione
La presentazione di Trieste True Crime (foto Francesco Bruni)

L’edizione 2026, organizzata da Accademia Veneta con il contributo del Comune di Trieste e inserita nella rassegna Una Luce sempre accesa, riunisce criminologi, psichiatri, operatori delle forze dell’ordine, giornalisti e accademici. L’evento è gemellato con il festival letterario Treviso Giallo e vede la collaborazione della casa editrice Linea Edizioni e dell’Università di Trieste. Rai Friuli Venezia Giulia partecipa come ente patrocinatore e partner, mentre Gruppo Nem e Il Piccolo sono media partner. L’iniziativa si svolge inoltre sotto gli auspici del Cepell - Centro per il libro e la lettura.

Il festival vuole essere un appuntamento che si inserisce nelle politiche cittadine dedicate alla sicurezza. L’assessore alle Politiche della sicurezza, Caterina de Gavardo, ha già avuto modo di evidenziare come l’iniziativa «affronti temi che toccano la comunità da più punti di vista: indagine, legalità, sicurezza, analisi clinica e comunicazione», auspicando che possa diventare un appuntamento fisso. Quest’anno la manifestazione assume inoltre significato particolare: è dedicata all’assessore alla Cultura Giorgio Rossi che, scomparso di recente, è stato tra i principali sostenitori del progetto fin dalla sua nascita.

L’obiettivo di Trieste True Crime è evitare semplificazioni, interrogare i pregiudizi, comprendere i meccanismi della giustizia e sviluppare uno sguardo critico sul ruolo dei media, chiamati a raccontare fatti complessi che richiedono equilibrio e responsabilità. Attraverso incontri e testimonianze, il festival invita così a riflettere su come il true crime influenzi la percezione della criminalità e su come informazione e giustizia contribuiscano a costruire il modo in cui i fatti vengono interpretati dalla collettività. Come ha ricordato Lisa Marra, responsabile organizzativa, presidente di Accademia Veneta ed editrice di Linea Edizioni, il true crime, se affrontato con rigore, può diventare uno strumento per comprendere meglio la violenza e promuovere la legalità. «Trieste True Crime nasce per evitare il rischio di trasformare il crimine in spettacolo».

La manifestazione si aprirà domani alle 18 con la presentazione della mostra “La verità nelle tracce. Oltre 120 anni di Polizia Scientifica”, curata dalla Questura di Trieste. Articolata in sette sezioni tematiche, la mostra guida il visitatore attraverso le principali attività della Polizia scientifica: dal riconoscimento delle impronte digitali ai rilievi sulla scena del crimine, dalle riprese video alle analisi genetiche, chimiche e balistiche, fino alle tecniche di ricostruzione tridimensionale. Un percorso immersivo che, grazie a immagini, reperti, filmati e testimonianze legate a casi di cronaca rilevanti, permette di avvicinarsi al lavoro degli specialisti e ai metodi scientifici utilizzati per interpretare le tracce e ricostruire gli eventi. La narrazione, affidata alla voce del giornalista Gianluigi Nuzzi, rende comprensibili anche gli aspetti più tecnici delle scienze forensi. A seguire, il dialogo tra lo psichiatra Vittorino Andreoli e Alberto Bollis, condirettore de Il Piccolo, sul fascino del male.

Venerdì si affronteranno violenza e bullismo in un incontro per le scuole già al completo; mentre nel pomeriggio Massimo Giletti e Alessandro Politi analizzeranno il fenomeno del true crime e il suo impatto sulla narrazione mediatica. Sabato si entrerà nel cuore delle scienze forensi: Luciano Garofano e Simone Tuzza rifletteranno sui cold case e sul rapporto tra verità scientifica e immaginario collettivo. Il tema dei femminicidi sarà poi esplorato attraverso la performance di Salvatore Garzillo e una tavola rotonda che coinvolgerà esponenti dell’informazione, dell’università e delle forze dell’ordine, accompagnata dal videomessaggio dell’on. Martina Semenzato. La giornata si chiuderà con un approfondimento sulla scienza nelle indagini, con il contributo di esperti della Polizia e della Medicina legale.

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