Trieste True Crime torna dal 5 al 7 novembre e svela i volti della cronaca nera: ecco chi sono gli ospiti
Da Massimo Giletti al generale Garofano, gli esperti a confronto alla Sala Luttazzi del Magazzino 26: la mostra “La verità nelle tracce” sulla Polizia Scientifica aprirà la rassegna

Trieste si prepara a riflettere sul modo in cui il crimine viene raccontato e compreso. Dal 5 al 7 novembre la Sala Luttazzi del Magazzino 26 ospiterà la seconda edizione di Trieste True Crime, manifestazione che affronta il true crime come tema culturale complesso e non come spettacolo, offrendo un’occasione di approfondimento sui casi che hanno segnato la storia giudiziaria italiana.
L’obiettivo è evitare semplificazioni, comprendere i meccanismi della giustizia e sviluppare uno sguardo critico sul ruolo dei media. L’evento è organizzato dall’associazione Accademia veneta con il Comune di Trieste e vari partner trai quali Il Piccolo e il Gruppo Nem.
Alla presentazione sono intervenuti l’assessore comunale alle Politiche della Sicurezza, Caterina de Gavardo, la responsabile organizzativa Lisa Marra, Delfina Di Stefano, Capo di Gabinetto della Questura, il condirettore de Il Piccolo Alberto Bollis e Francesca Locci, dirigente del Servizio Promozione turistica del Comune.
De Gavardo ha evidenziato il valore dell’iniziativa e il legame con l’assessore Giorgio Rossi, scomparso di recente, cui l’edizione è dedicata. «È un valore aggiunto per Trieste, città molto curiosa, interessata agli eventi e già palcoscenico di episodi di cronaca nera con grande ribalta nazionale». Ha ricordato come l’evento tocchi temi centrali: indagine, legalità, sicurezza, analisi clinica e comunicazione.
Per Marra il true crime, se affrontato con serietà, può aiutare a comprendere meglio la violenza e promuovere la legalità. «Trieste True Crime nasce per evitare il rischio di trasformare il crimine in spettacolo. Il taglio scientifico e interdisciplinare, il patrocinio dell’Università di Trieste, della Rai, del Gruppo Nem e del Piccolo garantiscono un approccio solido. È una piattaforma viva dove confrontarci sui limiti della comunicazione e su ciò che spesso sfugge quando ascoltiamo le notizie».
Marra ha ricordato anche il Premio C.R.I.M.E. e il nuovo Premio “Giorgio Rossi”, dedicato ai professionisti impegnati nella diffusione della legalità tra gli studenti. Dal mondo dell’informazione, Bollis ha ribadito l’importanza dell’approfondimento. «Fondamentale è l’approfondimento non morboso. Solo mettendo in fila gli elementi essenziali si restituisce la complessità dei fatti, perché il crimine è una delle tante sfaccettature della società».
Nei tre giorni esperti, giornalisti, criminologi e studiosi analizzeranno alcuni tra i più noti episodi di cronaca, approfondendo gli aspetti investigativi, psicologici, sociali. A fare da cornice sarà la mostra “La verità nelle tracce. Oltre 120 anni di Polizia Scientifica”, dedicata all’evoluzione delle tecniche investigative italiane.
L’esposizione inaugurerà l’evento giovedì 5 alle 18, seguita dall’incontro “Il fascino del male: i segreti della mente criminale” con lo psichiatra Vittorino Andreoli e Alberto Bollis.
Venerdì 6 spazio alle scuole con “Ero un bullo”, insieme allo scrittore Andrea Franzoso, alla docente Sergia Adamo e al garante regionale dei diritti della persona Enrico Sbriglia. Dalle 18 si parlerà di “Il racconto mediatico” con Massimo Giletti e Alessandro Politi.
Sabato alle 15 il generale Garofano e il docente Simone Tuzza discuteranno sui cold case italiani fra criminologia e criminalistica, moderati dalla giornalista Laura Tonero.
Alle 16 la performance stand up tragedy e dalle 17 la tavola rotonda su “Femminicidio e vittime dirette e indirette” con la vicedirettrice del Tg2 Elisabetta Migliorelli, Università e forze dell’ordine; alle 18.30 l’indagine scientifica “La scienza sulla scena del crimine”. Ingresso libero fino a esaurimento posti.
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