Il crimine della porta accanto: «True Crime a Nordest», folla a Cortina

A « Una Montagna di Libri» la presentazione della collana di Nem, in libreria: sala piena e grande interesse per un affresco tra cronaca nera, scienza e società. Il video integrale dell’evento

La redazione
Da sinistra Chiamulera, Sandri e Cagnan
Da sinistra Chiamulera, Sandri e Cagnan

«I fatti di cronaca nera non sono altro, rispetto a noi. Il crimine è una lente, a volte deformata a volte no, attraverso la quale leggere anche noi stessi».

Un centinaio di persone hanno preso parte alla presentazione della collana «True Crime a Nordest», edita dal gruppo Nem - di cui fa parte questo giornale - avvenuta nel Palazzo delle Poste di Cortina nell’ambito della rassegna «Una montagna di libri».

Introdotti e stimolati da Francesco Chiamulera, il curatore della collana Paolo Cagnan e Anna Sandri, coautrice, hanno tenuto i presenti col fiato sospeso, in un viaggio a tinte forti tra delitti rimasti impressi nella memoria collettiva (Pietro Maso che uccide i genitori, l’orrore di Gorgo al Monticano), cold case, storie di scomparsi e serial killer.

«Spoiler: non parleremo di Garlasco», ironizza ma non troppo Cagnan, che in chiusura d’incontro dirà di come oggi la cronaca nera sia ostaggio di modelli informativi discutibili, dal formato soap crime (ogni giorno una puntata, a prescindere) agli avvocati che anticipano i processi in tivù.

«Sono storie, quelle che qui raccontiamo - dice Sandri - vissute da noi cronisti - di allora e di oggi - in prima persona, con metodo e rispetto».

Guarda l’incontro 

Storie che sembrano arrivare da pianeti lontani e che invece erano proprio qui: la lunga scia di sangue di Roberto Succo e di Gianfranco Stevanin, per dire.

Oppure, storie che sembrano film e invece sono vere. Come le due donne veneziane in carcere per lo stesso delitto: con la seconda che confessa ma ciò non vale a fare scarcerare la seconda, che da sempre si proclama innocente. Oppure l’incredibile sorte toccata al ragazzo ucciso a Mestre per... un ascensore di troppo. O ancora, il pusterese che si farà tre anni di galera, accusato di avere ucciso una ragazza conosciuta una sera, finita invece nelle grinfie di un camionista austriaco.

«Nel campo delle indagini - ha detto Cagnan - c’è un prima e un dopo, ed è il passaggio dalle impronte digitali al Dna. Per confutare la prova genetica, puoi solo provare a contestare il repertamento e la conservazione corretti».

La collana (5 volumi, prezzo di 8,90 euro ciascuno) si trova nelle migliori librerie: 65 storie raccontate da 36 firme.

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