Euro 2032, Udine fuori dalla lista degli stadi: Figc e Governo escludono il Bluenergy Stadium

Consegnato all'Uefa l'elenco dei 16 impianti: per il Nordest c'è solo Verona. Ma tra progetti sulla carta e ritardi, il gioiello friulano spera ancora in un ripescaggio

Antonio Simeoli

Game over. Lo si era intuito già un paio di volte negli ultimi mesi che Udine fosse praticamente fuori dalla corsa a Euro 2032, l’ultima in giugno, quando il Governo aveva cominciato a far circolare la lista di 16 stadi dai quali sarebbero venuti fuori in autunno i cinque impianti in cui si giocheranno le partite degli Europei di calcio 2032 che l’Italia ospiterà assieme alla Turchia.

Entro la fine di luglio, però, la Figc doveva consegnare una pre-lista all’Uefa e il governo dell’italico pallone, dal 22 giugno guidato da Giovanni Malagò, ha rispettato la lista del Governo: ci sono 13 città per 16 impianti, non c’è Udine e a Nord Est compare solo Verona, peraltro a occhio con scarsissime possibilità di entrare nella cinquina definitiva.

Ci sono Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Lecce, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Salerno, Torino e Verona.

Le curiosità, o bizzarrie all’italiana fate voi, sono molte. La prima: dei 16 impianti l’unico al momento sicuro di ospitare le gare dell’Europeo di calcio è quello di Torino, lo Stadium della Juve che ha tutti i requisiti del caso.

Nella lista ci sono i totem San Siro di Milano e Olimpico di Roma. Ma se per la Scala del calcio l’obiettivo è quello di presentare in pompa magna per l’appuntamento europeo il nuovo impianto che Inter e Milan pare si stiano finalmente apprestando a costruire accanto al vecchio nella capitale è tutto più complicato.

A Roma c’è l’Olimpico, ma ci sono anche i due impianti ancora “sulla carta” di Roma e Lazio, quello di Pietralata e il progetto di Lotito di riqualificazione del Flaminio.

Da zero a tre nella Capitale è un attimo, chiaramente con tutti i rischi del caso di rimanere in vista di Euro 2032 con un pugno di mosche in mano e ripiegare sul vecchio Olimpico che già ha ospitato il girone di qualificazione dell’Italia a Euro 2021, quello poi vinto dalla banda di Mancini.

Ecco, nell’elenco degli stadi la percentuale di impianti ancora da completare (Firenze) o ancora da iniziare a ristrutturare e costruire (Napoli, Verona, Bari, Palermo e appunto Roma) è elevatissima. Insomma, il rischio di opere non completate c’è eccome ed è per questo che il Bluenergy Stadium di Udine conserva ancora una pur flebile speranza di tornare in gioco.

L’Udinese che ha ristrutturato e ha ottenuto la gestione dell’impianto per 99 anni è pronta a fare i lavori di ampliamento per portare lo stadio-gioiello, che nel 2019 ha ospitato tra l’altro la finale dell’Europeo Under 21 e un anno la quella della Supercoppa europea, a una capienza dagli attuali 26 mila ai 30 mila posti richiesti come minimo dall’Uefa. La Regione è pronta a finanziare i lavori dal costo più o meno di 10 milioni di euro, ma negli ultimi mesi il dossier Euro 2032 in Friuli Venezia Giulia non ha avuti quell’accelerata decisiva tale da far entrare Udine nella lista. Il presidente della Regione Massimiliano Fedriga, in qualità di presidente della Conferenza delle Regioni, in primavera aveva pure lanciato l’allarme di una dorsale adriatica priva di sedi di gara.

A conti fatti ci aveva visto giusto. A questo punto noi ci sbilanciamo su Torino, Milano, Roma, Napoli e Palermo. Entro il 1 ottobre le magnifiche 5 dovranno essere presentate all’Uefa. Vedremo

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