Spagna campione del mondo, Ferran Torres decide la finale contro l’Argentina: le pagelle

Le Furie Rosse conquistano il secondo Mondiale della loro storia battendo l’Argentina. Ferran Torres è l’eroe della finale, decisivi anche Cubarsí e il ct De la Fuente. Messi chiude con una prova da protagonista ma senza il trofeo. Ecco le pagelle di tutti i giocatori in campo

Maurizio Cescon, Antonio Simeoli
Spagna campione del mondo, Ferran Torres regala la finale
Spagna campione del mondo, Ferran Torres regala la finale

La Spagna conquista il secondo Mondiale della sua storia al termine di una finale dominata contro l’Argentina.

Decisivo Ferran Torres, autore del gol che consegna il trofeo alle Furie Rosse, ma la vittoria nasce anche dalla solidità della difesa guidata da Cubarsí e Laporte e dalle scelte del ct De la Fuente. Ecco le pagelle del mondiale.

Le pagelle della Spagna

8 Ferrán Torres

È l’eroe della partita, l’eroe del secondo Mondiale spagnolo dopo quello del 2010. L’attaccante del Barça ci mette un lampo a rendersi pericoloso, poco prima della pausa refrigerante, o spot, fate voi ha una occasione d’oro di testa. È guizzante ma impreciso e la piazza in bocca al portiere. Poi si guadagna l’8 in pagella e la gloria imperitura perchè fulmina il portiere argentino e regala ai suoi il Mondiale.

6,5   Unai Simon

È un libero aggiunto delle Furie Rosse il portiere dell’Atletico Bilbao. Nel primo tempo, in cui non deve mai fare parate, gli tocca uscire due volte fuori dall’area a sbrogliare pericolose situazioni con i piedi. Sicurezza. Unica mezza parata a un pelo dai supplementari.

8  Cubarsi

Compito per casa, assieme a Laporte: non concedere neanche un filo d’aria alla coppia Alvarez-Messi. La cosa riesce, la premiata ditta non tira mai in porta. Ha cominciato a guidare la difesa blaugrana a 17 anni figurarsi se si impressiona. Salva tutto allo scadere con un intervento clamoroso.

6,5  Cucurella

Perché il Real Madrid lo ha preso? Con quell’abbondanza di talento uno che corre con giuidizio così servirà come il pane a Mourinho. È ovunque e si infila anche davanti per cercare di fare male.

7,5   Laporte

Col compagno di reparto tende il trappolone a Messi e Alvarez. Uno dei segreti della Spagna è anche l’organizzazione difensiva del difensore che ha scelto la Spagna in corsa per la Francia. A 10’ dalla fine di testa ha pure l’occasione per sbloccarla, ma colpisce debole di testa.

6,5  Pedro Porro

Il difensore goleador del Tottenham è ordinato in difesa e non disdegna di portarsi in avanti a creare pericoli, specie quando le Furie Rosse, a un certo punto della ripresa, alzano i giri del motore. Inesauribile.

5,5  Fabian Ruiz

L’ex Napoli ora al Psg sbaglia qualche passaggio di troppo, certo corre, contrasta, cerca di fare da spalla a Rodri, ma all’inizio della ripresa de la Fuente cerca altro e mette in campo Pedri. Qualità per qualità, beato il ct.

6  Baena

Con Nico Williams, la freccia sinistra dell’Europeo 2024 ancora non al meglio dopo l’infortunio, si è conquistato a suon di ottime prestazioni un posto da titolare, dialoga bene con Yamal. È uno dei più svegli a ripartire dopo l’intervallo all’americana di 27 minuti (ma che roba è? Il 39enne Messi ringrazia sentitamente) e prova a impensierire con un destro il portiere argentino. Al 75’ gli subentra il totem Merino.

7   Rodri

Scaloni rinforza il centrocampo proprio per creare problemi al centro di gravità permanente della Spagna, più di 650 passaggi riusciti fino alla finale non a caso. Giocatore totale in mezzo al campo, appena dopo 20 minuti accenna a innescarsi Messi lui è abile nel bloccarne sul nascere l’iniziativa. Pelo nell’uovo? Gli manca l’illuminazione decisiva. Esce per Eric Garcia.

6,5  Olmo

Al 14’ rischia grosso, per la sua incolumità dopo una partenza da solito regista avanzato con licenza di triangolare, creare spazi, concludere. Mc Allister lo abbatte, in un contesto normale è giallo tendente all’arancione. Si riprende e torna a tessere la tela. Corre, si inserisce, crossa, dialoga. Era finito a giocare nelle giovanili della Dinamo Zagabria (ci giocavano anche Boban e Modric mica male il posto) poi un po’ di Lipsia Red Bull e il Barca. Insostituibile nello scacchiere di de la Fuente, fonte di pericoli continua, ma non decide e al 75’ lascia il posto a Nico Williams.

6  Oyarzabal

Lavora, lavora. Corre, stoppa, fa la boa, prende falli, per il ct de la Fuente è inamovibile. Al 38’ l’unica occasione del primo tempo, tira troppo centrale e la parata del Dibu è facile. Insomma, meglio a far legna che a finalizzare. E dopo 12 minuti della ripresa deve far posto a Ferran Torres.

6,5   Lamine Yamal

Una nazione intera aveva tremato nei tre giorni precedenti alla finale per un affaticamento muscolare. Troppo fresco il ricordo di quell’infortunio al bicipite femorale di fine aprile che aveva messo fortemente a rischio la partecipazione al Mondiale. «Non sto giocando al mio livello», ha detto Lamine alla vigilia. L’Argentina lo sa e lo raddoppia, pure lo triplica lasciandogli poca libertà. Per carità, il tocco di palla è delizioso, quello sempre, ma Tagliafico gli fa venire il mal di testa. Il cioccolatino per Ferran Torres a metà ripresa è squisito ed è il segnale: Lamine cambia marcia e i pericoli dalla destra arrivano a raffica. Ha la punizione buona alo scadere, il portiere è più bravo. Come nel supplementare.

6   Pedri

Al 61’ entra al posto di Ruiz, il ct cerca idee per sbloccarla e pensa al talento del Barcellona. Ci prova da centro aria: fiappo.

7  Nico Williams

Ha poca autonomia, ma in pieno assedio dei suoi entra e prova a fare lo Yamal sulla sinistra e il mal di testa per la difesa argentina aumenta. Con una staffilata in zona recupero rischia di sbloccarla. Subito nel supplementare va a un passo dal gol, ma lo stoppa ancora Dibu. Gliene annullano pure uno poi fa l’assist per Ferran Torres che vale la Coppa più desiderata.

6  Merino

E se lo fa per la terza volta? De la Fuente mette nella mischia il giocatore che ha segnato due volte in corso d’opera risultando decisivo. Sfiora il gol nel supplementare.

6  Eric Garcia

A inizio supplementare entra per Laporte.

6  Zubimendi

Nel supplementare dentro per Rodi.

8  Ct de la Fuente

Signori questi spagnoli giocano a memoria, il ct molti dei suoi ragazzi li ha visti crescere nelle giovanili, li ha plasmati, seguiti, aspettati e i risultati si vedono in campo dove la differenza di gioco prodotto con l’avversario, anche in finale, è parsa lampante. Gli manca un bomber vero? L’ha trovato. I migliori sono Ferran Torres e Cubarsi , goleador e salvatore del regno quasi allo scadere della partita, ma il ct, con la miglior difesa del torneo e che fa pure i cambi giusti in corso d’opera, merita un 10 extra, che sa di programmazione. Meditate gente, meditate (Malagò, Maldini e Leonardo).

(Antonio Simeoli)

Le pagelle dell’Argentina

7 Messi

Tocca il suo primo pallone al quarto d’ora, quando viene atterrato da Baena. Nella ripresa si deve sacrificare in difesa perché l’Argentina soffre maledettamente le incursioni sempre più insistenti e pericolose degli avversari. È l’ultimo ad alzare bandiera bianca, dando il via all’occasione più clamorosa dei suoi. Il voto è anche alla carriera.

7 E. Martinez

Il Dibu chiamato agli straordinari già al 4’ con una parata a terra piuttosto complicata su un tiro insidioso di Lamine Yamal deviato da Lisandro Martinez che ha rischiato l’autogol, ma il portierone non si fa sorprendere. Attento al 38’ quando blocca a terra un tiro dal limite di Oyarzabal. Incertezza al 63’, non trattiene una palla calciata da Dani Olmo, angolo per gli spagnoli. La nazionale albiceleste sembra molto stanca, la tiene a galla la solidità difensiva. Al 66’ Dibu torna saracinesca su colpo di testa preciso e potente di Ferrán Torres. Al 97’ nega il gol della Coppa deviando in angolo una magistrale punizione calciata dal solito Yamal. Miracoloso al 3’ minuto del primo supplementare su colpo di testa di Nico Williams.

6,5 Montiel

Ringhia su Cucurella al 35’, controlla la sua fascia, ma il calciatore del Real con la zazzera riccioluta lo fa impazzire con le sue accelerazioni e i suoi zig zag, tanto che riesce a mettere palloni in area e anche a tirare. Al 55’ chiude provvidenzialmente indovinate su chi? Su Cucurella a pochi metri dalla linea di porta: un intervento difensivo che vale quasi un gol. Un paio di minuti dopo esce stremato.

6 Romero

Si vede al 12’ quando in area chiude lo specchio a Dani Olmo che avrebbe calciato a botta sicura. Dopo il secondo Hydration break viene sostituito per un problema fisico, la sua è stata una partita di sofferenza, ma si guadagna la sufficienza.

5,5 L. Martinez

Si becca il primo cartellino giallo della partita per un fallo da dietro a centrocampo su Oyarzabal che gli sfila il pallone. Ha tanto da fare e va in sofferenza contro il centrocampo delle meraviglie della Spagna. La sua finale finisce mestamente al 42’ per un infortunio muscolare. Grave perdita per la squadra di Scaloni, visto che Lisandro è stato finora l’impeccabile regista della difesa.

7 Tagliafico

Dalla sua parte volteggia insidioso il baby fenomeno Yamal, ha dovuto tenere alta la guardia senza commettere sbavature di sorta. Per tutto il primo tempo è un solido baluardo sulla fascia, dà sicurezza ai compagni. All’inizio della ripresa sembra soffrire qualche guaio muscolare, ma resiste fino all’ultima goccia di sudore.

6 De Paul

Dovrebbe legare il gioco e distribuire qualche buon pallone per Messi e Julian Alvarez, invece nel primo tempo è in ombra. Butta a casaccio un pallone intercettato da Oyarzabal su cui poi è costretto a fare fallo Lisandro Martinez che si prende il giallo. Finisce la benzina, sostituito nella ripresa.

6,5 Mac Allister

Il centrocampista del Liverpool è un punto fisso di riferimento della formazione di Scaloni. Entra duro al 14’ su Dani Olmo e rischia il cartellino, graziato dall’arbitro. Lotta su ogni pallone, in avanti non incide più di tanto, ma il suo è un argine invalicabile.

4,5 E. Fernandez

Preciso in fase di impostazione dal basso, ma non ha ampi spazi per inserirsi in avanti contro la “Roja” che fa grande densità nella zona centrale del campo. Per lui comunque un ottimo 87% di passaggi riusciti nella prima frazione di gioco. All’82’ sporca la buona prestazione con un cartellino giallo per proteste. Al 92’ fa la frittata: fallo inutile su Otamendi che gli costa il secondo cartellino. L’espulsione lascia i suoi in 10 nei supplementari.

5,5 Nico Gonzales

Titolare a sorpresa sulla sinistra per tenere sulle spine Pedro Porro. Qualche sgroppata e un’incursione in area, ma la partita per lui finisce qui, dopo la prima frazione. Non incide come dovrebbe, sembra un po’ troppo leggero, Scaloni lo sostituisce nell’intervallo.

6 Julian Alvarez

Al 5’ primo squillo albiceleste. Contropiede argentino con Julian Alvarez che lancia Lionel davanti alla porta: il fuoriclasse argentino viene però fermato da un’ottima lettura di Unai Simon. Al 43’ scatta e prende il tempo agli avversari, ma Unai Simon è sempre attentissimo e respinge lontano dal limite della sua area. Sostituito nei supplementari.

5,5 Otamendi

Entra al 42’ del primo tempo per l’infortunato Lisandro Martinez. Qualche lancio lungo per lui, a cercare gli attaccanti, ma senza fortuna.

5 Leandro Paredes

Dà ordine al centrocampo argentino, il suo ingresso sul campo si sente subito. Brutto impatto sul match dal punto di vista comportamentale: nel giro di pochi secondi spinge Rodri a palla lontana e poi - davanti all’arbitro - anche l’accorrente Dani Olmo. Giallo inevitabile, dopo neanche cinque minuti in campo. Commette un altro fallo al 59’ su Baena, ma la punizione di Yamal si infrange sulla barriera.

5 Molina

L’ex Udinese (con De Paul sono due i giocatori nella finale del Mondiale che hanno vestito il bianconero) entra al 57’ per Montiel. Grave colpa all’inizio del secondo supplementare quando si perde Nico Williams che fa l’assist decisivo per il gol spagnolo.

6 Giuliano Simeone

Al 70’ ingresso in campo per De Paul. Riesce a tirare al 90’, ma Unai Simon non ha alcun problema a intercettare un tiro piuttosto telefonato.

5,5 Medina

Entra al 70 per Romero, che non ce la fa. L’uscita dal campo di Lisandro e Romero alla lunga si fa sentire, ai sostituti manca qualcosina. Puntuale nelle chiusure sui tagli di Torres.

S.V. Senesi

Entra al 101 per fare densità in difesa.

6 Scaloni Ct

Le prova tutte, ma stavolta deve arrendersi. La sua Argentina è arrivata troppo stanca all’atto finale.

(Maurizio Cescon)

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