L'Italia torna ai Mondiali di basket femminile dopo 32 anni: il debutto contro la Repubblica Ceca
Azzurre a Berlino sulle ali dell'entusiasmo per il bronzo europeo. Capobianco guida il gruppo a trazione triveneta nel girone con Usa e Cina

Da Atene a Berlino, passando per Portorico: l’Italia ritorna ai Mondiali femminili di basket dopo 32 anni e 11.772 giorni, era assente dalla rassegna australiana del 1994 quando il quintetto di Aldo Corno chiuse all’undicesimo posto battendo il Giappone. Si torna in Germania, a Berlino, dopo l'edizione del 1998 vinta dagli Stati Uniti.
Quinta partecipazione dell’Italbasket femminile ai Mondiali, il miglior piazzamento è il quarto posto conquistato nel 1975 in Colombia. Italia che arriva in Germania sulle ali dell’entusiasmo dopo la medaglia di bronzo conquistata agli Europei di Atene lo scorso anno e il secondo posto nel girone premondiale a Portorico alle spalle degli Stati Uniti e davanti alla Spagna. E’ un’Italia con lo zoccolo duro veneto di Umana Venezia (Villa, Pasa, Santucci, Pan e Cubaj) e Famila Schio (Verona, Zandalasini, André e Keys) con il roster completato da Madera (Campobasso), Fassina (Salamanca) e la new entry Blasigh (South Florida Bulls). Una squadra che ha anche una “forte” connotazione triveneta con le trevigiane Pasa e Fassina, le vicentine Pan e Keys e la friulana Blasigh. Rispetto agli Europei dell’anno scorso si registra il ritorno di Matilde Villa, messa fuori gioco dal grave infortunio al ginocchio nella fase di preparazione, e l’ingresso di Vittoria Blasigh, che hanno preso il posto di Spreafico (infortunata) e Trimboli (mamma da pochi giorni). Nello staff tecnico di Capobianco c’è anche Angela Gianolla, assistente all’Umana di Andrea Mazzon, a Berlino come head coach della Turchia.
Numeri
Due gli impianti in cui si giocheranno le partite: la Berlin Arena (14.500 posti) e la Max-Schmeling-Halle (8.500). Il pronostico per il successo finale sembra a senso unico con gli Stati Uniti di Caitlin Clark lanciati alla conquista del dodicesimo titolo iridato, sarebbe il quinto di fila dal 2010 (Repubblica Ceca, Turchia, Spagna e Australia). Un dominio, dopo la scomparsa dell’Unione Sovietica (6 successi), che negli ultimi 40 anni è stato interrotto solo da Brasile (1994) e Australia (2006). Stati Uniti che hanno un filotto aperto ai Mondiali di vittorie di 30 partite.
Format e avversarie
Quattro gironi da 4 squadre, le prime si qualificheranno direttamente per i quarti di finale, seconde e terze per gli spareggi, le quarte torneranno a casa. Le 24 partite dei gironi di qualificazione si giocheranno da oggi a lunedì 7 settembre, gli spareggi l’8 e il 9, poi quarti di finale (10), semifinali (12) e finali (13). Le partite saranno visibili in diretta sui canali di Sky Sport, RaiSport, Dazn e Now Tv.
L’Italia debutta stasera (ore 20.15) nel gruppo D contro la Repubblica Ceca, che sarà priva di Cechova e Reisingerova, sarà già uno spareggio perché gli Stati Uniti (6 settembre, ore 20.45), affrontati a Portorico (59-93) sono fuori portata e le azzurre si giocheranno tra oggi e lunedì contro la Cina (ore 20.45) un posto al sole. Un gruppo complicato per l’Italia visto che Stati Uniti-Cina è stata la finale di 4 anni fa a Sydney, ma le cinesi non potranno schierare la stella Li Yueru, centro di 201 centimetri, alla quale è stato smarrito il passaporto. L’incrocio sarà con il gruppo C dove giocheranno Australia e Belgio, poi la Turchia di Mazzon che avrà il Portorico come avversario per passare il turno. Germania e Spagna, Giappone e Mali sono nel gruppo A, Francia e Nigeria, Ungheria e Corea del Sud nel gruppo B. Le pretendenti al podio? La Francia vicecampione olimpica e l’Australia, outsider Belgio, Cina, Spagna e la Germania padrona di casa.
Capobianco
«È arrivato il momento più atteso» ha spiegato coach Andrea Capobianco, «quello delle partite. Le giocatrici si sono preparate con rispetto per una manifestazione straordinaria, ci confronteremo con realtà e stili di gioco differenti, provenienti da ogni angolo della terra. A partire dal nostro girone, avremo l’opportunità di misurarci ai massimi livelli con filosofie di pallacanestro diverse dalla nostra».
Riproduzione riservata © il Nord Est








