Addio alla leggenda Mazzola: con l’Inter sul tetto del mondo

Il mito nerazzurro aveva 83 anni, il ricordo di Rivera: «Con lui i momenti più belli»

Giuseppe Pisano
Sandro Mazzola aveva 83 anni, qui con l’amico-rivale Gianni Rivera
Sandro Mazzola aveva 83 anni, qui con l’amico-rivale Gianni Rivera

 

Mentre lo stadio di San Siro compie 100 anni, se ne va uno dei calciatori che l’ha illuminato con le sue gesta. Si è spento all’età di 83 anni Sandro Mazzola, uomo bandiera dell’Inter e campione d’Europa con la Nazionale italiana nel 1968. I funerali si terranno lunedì, alle 14.45, nella basilica di Sant’Ambrogio a Milano.

La carriera

Nato a Torino l’8 novembre 1942, era figlio di Valentino Mazzola, capitano e simbolo del grande Torino scomparso nella tragedia di Superga, quando Sandro aveva sei anni. Così come il padre è stato un mito della storia granata, lui lo è stato per l’Inter. Entrò nel club nerazzurro sin da bambino e fu scoperto dall’ex calciatore Benito “Veleno” Lorenzi, il quale era solito accompagnare i piccoli calciatori allo stadio. Il debutto in prima squadra avvenne il 10 giugno 1961 in una partita rimasta a suo modo nella storia: la ripetizione di Juventus-Inter, quando il club per protesta schierò la Primavera.

È morto Sandro Mazzola, il campione che seppe diventare se stesso
La redazione
Sandro Mazzola, l’erede di un mito che diventò leggenda da solo

I nerazzurri persero 9-1, ma l’unico gol interista portò proprio la firma di un Mazzola 18enne. La consacrazione definitiva arrivò sotto la guida di Helenio Herrera: nel 1964 realizzò una doppietta nella finale di Coppa dei Campioni contro il Real Madrid al Prater di Vienna. Con l’Inter ha disputato tutte le 17 stagioni della sua carriera, sommando 572 presenze e 162 gol in gare ufficiali.

Nel suo palmares figurano quattro scudetti, due Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali e un Europeo con la Nazionale. È stato capocannoniere della serie A nel 1965 con 17 reti, e della Coppa dei Campioni nel 1964 con sette centri. Celeberrima la staffetta con Gianni Rivera ai Mondiali del 1970, con l’italia sconfitta in finale dal Brasile di Pelè.

Nel 1971 arrivò secondo nel Pallone d’Oro, alle spalle di Johan Cruyff.

I tributi

Numerosi i messaggi di cordoglio da parte di istituzioni, dirigenti e personaggi del mondo dello sport. «Con la scomparsa di Sandro Mazzola, perdiamo un grande campione e una delle figure più amate nella storia del calcio italiano» ha affermato la premier Giorgia Meloni. «Credo che non appartenga solo a noi interisti Sandro Mazzola. È la storia del calcio italiano, perché la famiglia Mazzola è la storia del calcio italiano» è il pensiero di Ignazio La Russa, presidente del Senato e tifoso nerazzurro. «Milano saluta Sandro Mazzola. Bandiera nerazzurra, campione d'Europa nel '68, simbolo di talento e fedeltà a una sola maglia. La nostra città lo ricorda con gratitudine e abbraccia la sua famiglia» è il messaggio del sindaco milanese Beppe Sala.

«Sei stato poesia, la poesia più dolce» ricorda il numero uno della Fifa Gianni Infantino. «Se ne va una leggenda, una delle figure che hanno contribuito a rendere grande il nostro calcio nel mondo», ha sottolineato il presidente Figc Giovanni Malagò. In momenti come questo anche coloro che sul campo sono stati avversari rendono omaggio a un campione. Ad esempio Gianni Rivera, storica bandiera rossonera oltre che compagno in azzurro. Indimenticabili i derby con loro in campo: «Insieme abbiamo vissuto i nostri periodi più belli della vita da calciatori. Siamo stati rivali nel derby, ma amici in Nazionale e nel fondare l'assocalciatori».

Questo invece il ricordo di Mazzola da parte della bandiera juventina Dino Zoff: «Abbiamo fatto tanti anni insieme in Nazionale, è un dispiacere immenso per me. Purtroppo succede, ma ho ricordi bellissimi e meno belli: la Nazionale, la Grande Inter che mi ha dato qualche sofferenza calcistica». Sandro Mazzola si è spento nel giorno del 50° compleanno di Ronaldo, il fenomeno. Anche questo è un segno del destino: fu proprio lui, da dirigente, a intavolare la trattativa per portarlo all’Inter.

 

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