La neocampionessa italiana Sara Lombardi: «La mia vita tra il ring e la cura degli animali»

La pugile triestina numero uno dei pesi supermosca: «Adoro dividermi tra il pugilato e il lavoro all’Astad»

Ugo Salvini
Sara Lombardi con la cintura tricolore Foto Lasorte
Sara Lombardi con la cintura tricolore Foto Lasorte

Ha 30 anni, un titolo italiano di cui fregiarsi e il proprio futuro – è proprio il caso di dirlo – stretto nel suo pugno.

Lei è Sara Lombardi, pugile triestina fresca di vittoria sul ring all’aperto di Borgo San Sergio della cintura di campionessa italiana “prof” nella categoria delle supermosca.

«Sono passati oramai alcuni giorni – esordisce Sara – ma devo confessare che ancora adesso, ogni tanto, devo toccare quella cintura tricolore e guardarla da vicino per rendermi effettivamente conto di aver vinto».

La triestina Sara Lombardi è la nuova campionessa italiana della categoria supermosca
La redazione
La triestina Sara Lombardi campionessa italiana

Per lei il titolo tricolore è arrivato al termine di una rigorosa preparazione: «Mi sono dedicata con tutta me stessa all’allenamento in vista del match – sottolinea – volevo fortemente quella vittoria, se non ce l’avessi fatta la delusione mi avrebbe travolto. Invece è andata bene e posso dire con orgoglio che sono la prima pugile triestina a diventare campionessa italiana nei prof».

Sara, che ha fatto 4 anni da dilettante e altrettanti da professionista, ripensa spesso al momento della proclamazione: «Quando hanno annunciato il verdetto sono andata in una sorta di trance agonistica – rivela – vedevo attorno a me tanta gente, dai miei genitori che tenevano alta la coppa, ai miei allenatori, sentivo il pubblico che mi festeggiava. Avevo l’adrenalina al massimo – aggiunge – sorridevo e piangevo nello stesso momento. Nei giorni successivi ho rivissuto momento per momento sia l’incontro, che è vissuto su fasi molto intense – spiega – sia i festeggiamenti che hanno fatto seguito all’incontro».

Sara Lombardi è la nuova campionessa italiana della categoria supermosca

Va anche considerato che Sara Lombardi, pur gareggiando fra le professioniste della boxe, svolge anche un lavoro quotidiano che la impegna molto.

«Sono dipendente dell’Associazione per la tutela dell’animale domestico, nota come Astad – precisa – ed è un impiego che richiede dedizione e fatica. Ma sono molto contenta, perché ho sempre amato gli animali fin da piccola».

Ora però lo sguardo si sposta inevitabilmente sul futuro agonistico. «Ho già ricevuto una proposta per misurarmi per il titolo europeo – conferma Sara – ma credo che nello sport, come nella vita, sia giusto fare un passo alla volta, perciò preferisco pensare per ora a una difesa volontaria del titolo italiano, da organizzare qui nella mia città. Il regolamento prevede che si possa esercitare questa opzione entro sei mesi dalla conquista del titolo – osserva – ed è quello che intendo fare. Una volta superata la difesa volontaria – prosegue – potrei accogliere la proposta di una sfidante per il titolo italiano. L’Europeo? Un obiettivo a cui penserò più avanti».

 

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