L’uomo che vola nel vento: in condizioni regolari Marcell Jacobs avrebbe corso in 9”77
I tempi del campione azzurro in Austria “depurati” e proiettati su un assetto neutro: i modelli matematici e l’intelligenza artificiale rispondono con dati impressionanti

Quindi Marcell Jacobs sceglie la piccola pista azzurra di Eisenstadt, storica cittadina austriaca a due passi dal confine con la Slovenia, cara a Franz Joseph Haydn, per “volare nel vento” nel meeting locale del circuito World Continental Tour e segnare due tempi impressionanti, prima in semifinale e poi in finale.
Purtroppo non omologati perché la forza delle raffiche era superiore ai limiti consentiti. Ne stanno parlando tutti, è una notizia che corre (è il caso di dirlo) in tutto il mondo dell’atletica leggera e che riaccende sogni azzurri.
Davanti a un fatto del genere, la prima domanda che sorge spontanea è anche la più umana. Una domanda che chiunque si porrebbe.
Senza l’aiuto del vento, quanto avrebbe fatto registrare il cronometro?
Abbiamo voluto girare questo interrogativo direttamente all’Intelligenza Artificiale (Gemini e ChatGpt). Senza filtri, con una curiosità sincera e la richiesta di rigore matematico. Gli standard internazionali prevedono che con un vento di + 2.0 m/s a favore un uomo si avvantaggi di 0.10 secondi. I modelli aerodinamici citati da entrambe le nostre interlocutrici virtuali sono quelli elaborati dagli studiosi Jonas Mureika e Nicholas Linthorne. Restituiscono una realtà che va ben oltre la suggestione del momento. Già il turno eliminatorio aveva lanciato un segnale pesantissimo: un 9”84 in batteria frenato, per modo di dire, da un vento di +2.3 m/s, che a vento zero si traduce in un solido 9”95.
Poi la finale. Che a suo modo entra nella storia.
Quel 9”67 stampato a Eisenstadt con una bufera alle spalle di +4.1 m/s, ripulito e proiettato al limite massimo del vento consentito (+2.0 m/s), si trasforma in un mostruoso 9”77. E se azzerassimo completamente l’aria? Il calcolo teorico ci dice che Jacobs avrebbe corso tra i 9”85 e i 9”87. In totale bonaccia. Questa è la migliore prestazione ventosa di sempre a livello mondiale, un centesimo sotto il vecchio primato di Tyson Gay. Nella storia dei 100 metri, considerando qualsiasi condizione, solo Usain Bolt (9.58 ai mondiali di Berlino, diciassette anni fa) ha saputo fare meglio.
Ma la matematica non è l’unica linea di analisi. I numeri prendono vita quando si guarda chi è finito dietro all'azzurro. Al secondo posto, staccato in 9”76, c'è Romell Glave. Poco più di un mese fa, al debutto stagionale di Savona, il britannico lo aveva battuto per due volte di un decimo abbondante. Oggi, evidentemente, il vento è cambiato, in tutti i sensi. Al terzo posto, con 9”83, si è piazzato Wayde van Niekerk. Un fuoriclasse assoluto, il primatista mondiale dei 400 metri che ha scelto di prestare i suoi cavalli alla velocità pura e che ha scelto proprio le piste del Friuli per valorizzare il suo immenso talento. Mettersi alle spalle due profili così, con quel margine, chiarisce il valore agonistico della serata.
Dietro i decimi di secondo che si sbriciolano – e anche dietro l’espressione del volto del velocista azzurro – che appare finalmente un incrocio tra la serenità e la determinazione - c'è una firma precisa: quella di Paolo Camossi. Il ritorno del tecnico goriziano al fianco di Marcell, sancito all'inizio di questo 2026, non è una semplice coincidenza. È la chiave di una rinascita. Camossi conosce i segreti intimi della corsa di Jacobs, sa come sintonizzare i muscoli e la mente del campione olimpico di Tokyo.
L’orizzonte ora è chiaro. La progressione che ha portato il velocista delle Fiamme Oro dal 9”99 di Roma, al 9”96 di Parigi, fino alle fiammate austriache. L’intelligenza artificiale ci dà i numeri, ma è la sapienza umana della guida tecnica che sta riportando Jacobs al picco della forma. Tutto è proiettato verso i Campionati Europei di Birmingham dell'11 agosto, dove Marcell porterà legittimamente una candidatura alla conquista del suo terzo titolo consecutivo. Un grande campione è tornato. E non è un'illusione ottica.
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