Tutta la squadra ospite di Doncic: tra passerelle e ristoranti in Slovenia è Lakers-mania
La presenza della compagine Nba al gran completo per una fase di preparazione a Lubiana pagata da Doncic ha fatto impazzire i fans avvicinando gli Usa all’Europa

Per prepararsi al meglio alla nuova stagione Nba, Luka Doncic ha deciso di fare le cose in grande portando tutta la sua squadra a casa sua e trasformando per qualche giorno la Slovenia nel quartier generale dei Los Angeles Lakers.
La febbre Doncic ha travolto la Slovenia per un mini raduno che unisce lavoro tecnico sul campo e grande voglia di unire lo spogliatoio grazie a un pizzico di sana goliardia.

Il numero 77, uno dei figli prediletti della capitale slovena, ha fatto le cose in grande stile. Jet privato per affrontare il lungo viaggio, un'accoglienza impeccabile e un programma da guida turistica vip pensato per trasformare un gruppo profondamente rinnovato in una vera squadra.
All’arrivo la delegazione gialloviola è stata accolta e festeggiata dai tanti tifosi presenti già all'aeroporto e poi scortata fino alle stanze dell'Intercontinental, nel centro di Lubiana.
Ad attendere i giocatori, sacchetti regalo infarciti di prelibatezze e gadget sloveni, il primo assaggio di un’ospitalità interamente curata e finanziata da Doncic. All'appello mancava soltanto il rookie Cam Carr, mentre ben sedici compagni hanno risposto presente all'invito, compreso Sandro Mamukelashvili che ha raggiunto il gruppo direttamente dall'Europa.
Un’adesione quasi totale che racconta molto sulla centralità di Doncic dentro il nuovo corso dei Lakers.

Tra una sessione d'allenamento alla Stozice Arena e l'altra, il confine tra preparazione atletica e gita si è fatto decisamente sfumato. La truppa si è concessa momenti di assoluto relax: passeggiate per il centro, una tappa al ristorante Nebo per una serata esclusiva aperta anche al pubblico (al prezzo di 100 euro a biglietto) e l'immancabile escursione verso la splendida cornice del Lago di Bled.
Lì, tra una battuta di pesca, una remata in canottaggio e qualche tiro sui campi da golf, gli animi si sono accesi nel modo giusto.
Basti pensare ad Austin Reaves, che non ha perso occasione per stuzzicare pubblicamente l'amico Luka promettendo di sconfiggerlo sul green. In un'Nba fortemente condizionata dal business e dove la chimica di gruppo viene spesso costruita in fretta durante i frenetici ritmi della regular season, anticipare i tempi a migliaia di chilometri da casa rappresenta una novità da sottolineare.
Un gesto dal forte valore simbolico oltre che il modo diretto ed esplicito con cui Doncic ha deciso di prendersi sulle spalle la leadership dello spogliatoio.
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