La lezione di Fabregas al Maradona: il Como c’è e ci sarà

Dopo due giornate quattro squadre sono in vetta. Fabregas sorprende Allegri al Maradona, mentre Milan e Juventus si preparano allo scontro diretto

Giancarlo PadovanGiancarlo Padovan
Serie A, Inter e Lazio volano: il Como espugna Napoli e lancia la sfida
Serie A, Inter e Lazio volano: il Como espugna Napoli e lancia la sfida

L'Inter (sbuffando e sciupando) e la Lazio (meravigliando) raggiungono Milan e Juventus in testa alla classifica, dopo la seconda giornata, che si chiuderà oggi con Roma-Lecce (ore 18.30) e Atalanta-Bologna (20,45). La possibilità che questa sera a comandare sia un sestetto è molto concreta.

Ma il bello capita alle loro spalle perché il Como espugna Napoli, sorpassa Allegri sia in partita che in classifica e lancia un avvertimento alla concorrenza: Fabregas non è solo un fine digitore che esalta il possesso palla attraverso il palleggio, ma un tecnico che costruisce gioco e occasioni a prescindere dalla forza dell'avversario e, per sovrammercato, ha imparato a difendere basso e anche con cinque uomini, quando il fiato latita e il contropiede non può ripartire.

Conosco già la puerile obiezione degli anti-giochisti: l'avesse fatto Allegri lo avreste bersagliato di contumelie. In realtà è vero il contrario: la critica reazionaria, che ha ancora fiato nonostante le solenni smentite della storia, vorrebbe un Fabregas che difenda alto e magari si scopra per beccare gol barbini. Così potrebbe postulare che esiste un solo modo di vincere, cioé giocando sporco e speculando sugli episodi.

Purtroppo è ancora questo il retaggio breriano che teorizzava la squadra “femmina” e il contropiede dopo strenua difesa. Eravamo “italianuzzi” e, guardacaso, il Como non ne aveva, se non in panchina.

Insomma il Como c'è e ci sarà (sta arrivando Kean), mentre il Napoli, secondo me, non finirà neppure nelle prime quattro, sancendo l'ennesimo fallimento di Massimiliano Allegri. L'ho detto prima che il campionato cominciasse, lo ribadisco ora che la sua squadra è attesa prima dallo scontro diretto con l'Inter a San Siro, poi dall'esordio in Champions con l'Arsenal. No, in dieci giorni non ci si giocano due competizioni che sono solo all'inizio, ma un avvio stentato potrebbe complicare il lavoro dell'allenatore e minare la fiducia dell'ambiente.

Il prossimo turno è importante perché domenica sera si gioca anche Juventus-Milan, due formazioni che sembrano essere partite in maniera quasi speculare: 1-2 del Milan a Torino e 2-0 al Venezia; 1-0 dei bianconeri a Frosinone e 2-0 al Parma. Li accomuna anche il mercato che chiude domani. Perso Kessie, la Juve ha subito virato su Pape Sarr, centrocampista senegalese del Tottenham e nelle ultime quarantott'ore spera di piazzare David all'Atletico e, magari, di portare a casa un attaccante come Sorloth.

Il Milan, invece, ha già conosciuto Hutchinson, destinato a sostituire Leao. Altro, soprattutto in uscita, potrebbe arrivare entro domani alle 20. Poi resterà solo la partita di domenica: chi vince – se qualcuno vincerà – fa il pieno di autostima e può cominciare a volare.

Magari controvento rispetto a chi, dopo neanche 180 minuti, ha preventivamente assegnato lo scudetto all'Inter, Come Cagliari insegna (vittoria striminzita, nonostante il dominio), nulla è già scritto.

 

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