Battocletti corre nel futuro: «Voglio battere i miei limiti»
La campionessa del fondo azzurro testimonial della Corsa dei Castelli, ma non in gara: «Il livello si alza ogni anno e lavoro duro per migliorarmi. La popolarità con gli occhi puntati addosso non è mai stata un problema»

Educata, disponibile, precisa nelle risposte con un filo conduttore che si percepisce e intuisce ogni volta che si ha il piacere di ascoltarla: dietro ad ogni sua frase c’è la consapevolezza di poter scrivere ancora innumerevoli pagine di storia dell’atletica mondiale rimanendo però fedele al suo essere spontanea, umile e centrata sui propri obiettivi.
Stiamo parlando di una delle stelle più luminose dello sport italiano, la portacolori delle Fiamme Azzurre e della nazionale italiana di atletica Nadia Battocletti capace di riscrivere i primati italiani su pista dai 1500 m ai 10.000, battagliando alla pari con le africane a Mondiali e Olimpiadi, dominando sulla scena europea dove non ha rivali, che si tratti di pista, strada o della sua amata corsa campestre, e soprattutto regalando gioie ed emozioni a un intero paese.
Certo, nell’atletica Jacobs e Tamberi, più personaggi esuberanti di lei, sono storia del nostro paese sportivo ma accanto a loro non può mancare la nativa di Cles (Trento), classe 2000, che tra le Olimpiadi di Parigi 2024, i Mondiali di Tokyo 2025 e le due rassegne continentali su pista di Roma 2024 e Birmingham 2026, ha incollato alla tv milioni di telespettatori pronti a esaltarsi per quella sua volata da paura, un mix micidiale di eleganza ed efficacia.
Nadia, allenata da sempre dal papà Giuliano, è a Trieste in veste di testimonial della 10a Edizione della Corsa dei Castelli, gara di 10 km su strada che l’ha vista vincere in Piazza Unità nel 2025 con il crono di 32’52” ma che oggi non sarà sulla linea di partenza del Castello di Miramare a causa degli strascichi di un’influenza. Nadia però non è voluta mancare e prendersi già l’abbraccio della gente ieri in occasione della presentazione dei team dell’International Road Race Running Match Under 23.
E alle ragazze e ragazzi delle 10 nazionali presenti, che la guardavano con occhi pieni ammirazione, l’azzurra ha voluto rimarcare: «Queste sfide internazionali sono le esperienze che ti formano di più perché ti mettono alla prova contro avversari provenienti da altri paesi e ti costringono a misurarti soprattutto con i tuoi limiti su cui, appena tornata a casa dalla trasferta, devi concentrarti per alzare ancor di più il livello delle tue prestazioni».
Nadia è stata abituata a prendersi titoli e copertine fin dalle categorie giovanili quando il suo talento non ha tardato ad esprimersi sui campi gara di tutta Italia e d’Europa fino poi all’esplosione di popolarità arrivata con la doppietta d’oro su 5000 e 10.000 m agli Europei di Roma 2024, seguita dall’argento olimpico a Parigi 2024 sui 10.00 e dalla doppia medaglia mondiale, argento sui 10.000 m e bronzo sui 5000 m alla rassegna iridata di Tokyo 2025: «Essere popolare o comunque avere sempre gli occhi puntati addosso, sinceramente non è mai stato né un problema né un peso. Sono riuscita sempre a restare concentrata sul mio percorso e a non farmi travolgere, cavalcando invece il mio carattere tranquillo e mai sopra le righe».
La definitiva consacrazione a livello mondiale, e ricordiamoci che Nadia ha solo 26 anni e una lunga carriera davanti, è arrivata grazie a una crescita costante ma anche all’aggiunta di alcuni elementi, umani e di preparazione, nella sua quotidianità: «Negli ultimi tre-quattro anni c’è stato un grande salto di qualità nel nostro staff e nel nostro lavoro di squadra, aumentando i carichi ma curando, affidandosi a specialisti, ogni aspetto della vita sportiva, curando principalmente la prevenzione degli infortuni e monitorando costantemente la mia salute e la mia condizione atletica attraverso periodici test» - ha raccontato Nadia che ci tiene a sottolineare come i margini nell’aumentare la quantità degli allenamenti ci siano «perché ad oggi, a parte rari casi, non corro ancora due volte al giorno. Stiamo arrivando ai doppi appunto gradualmente e ascoltando il mio fisico che, comunque, stresso 12 mesi all’anno dato che gareggio quasi tutto l’anno cercando addirittura 4-5 picchi di condizione».
Ci sarà tempo, come ammesso da lei, per scegliere in qualche annata di saltare parte della stagione agonistica invernale ma ciò non succederà quest'inverno che la vedrà al via il 13 dicembre agli Europei di corsa campestre a Belgrado dove proverà a vincere il terzo titolo consecutivo assoluto, il settimo contando le categorie under 20 e under 23: «Per me è difficile rinunciare ai cross, li amo troppo». Appuntamento in Serbia dunque quando prepariamoci a seguire con trepidazione lei, Nadia Battocletti, campionessa del presente e del futuro dello sport tricolore.
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