
Trentodoc, un secolo sopra i mille metri
Chiude il 2025 con 180 milioni di fatturato in un mercato dove lo Champagne cala e ha raddoppiato i numeri in dieci anni con la sua identità di montagna: ne parlano Camilla Lunelli e Sabrina Schench
Raccontiamo un pezzo di Nord-Est con gli occhi di due donne protagoniste del Trentodoc, un mondo di qualità e fatica.
Camilla Lunelli, vicepresidente di Ferrari Trento, terza generazione della famiglia che dal 1952 guida la casa fondata nel 1902 da Giulio Ferrari.
Sabrina Schench, direttrice dell'Istituto Trentodoc che rappresenta 74 case. Il paradosso I numeri danno la misura della loro storia.
Il Trentodoc chiude il 2025 con 180 milioni di fatturato e 12,2 milioni di bottiglie — stabili sul 2024, in un mercato dove lo Champagne cala del 2% e ha ridotto per il quarto anno la resa della vendemmia (8.800 kg per ettaro nel 2026, la più bassa dopo la pandemia). In dieci anni la denominazione ha raddoppiato i numeri; nell'ultimo anno gli associati sono passati da 67 a 74.
È il segnale di una piccola filiera premium — 1.154 ettari, meno di un decimo del Prosecco DOC — che regge dove altre denominazioni si contraggono. La firma Il dato distintivo è la montagna. Il 70% del territorio trentino è sopra i 1.000 metri; il Trentino-Alto Adige, con la Valle d'Aosta, sono le uniche regioni italiane con territorio esclusivamente montano.
I composti aromatici

Uno studio triennale coordinato nel 2015 dall'Università di Modena e Reggio Emilia con la Fondazione Edmund Mach ha certificato che i composti aromatici del Trentodoc si sintetizzano grazie alle escursioni termiche tipiche dell'ambiente montano.
«Per Trentodoc la montagna è identità», sottolinea Sabrina Schench. Camilla Lunelli legge questa storia dall'interno di una famiglia che è essa stessa storia della denominazione.
«Ci ispiriamo a una frase di Goethe che sentiamo particolarmente nostra», racconta: «"Ciò che hai ereditato dai padri, riconquistalo se vuoi possederlo davvero". È il modo in cui viviamo l'eredità: custodirla, ma anche riconquistarla ogni giorno».
La terza generazione — Marcello, Matteo, Camilla e Alessandro — porta avanti l'azienda restando fedele ai valori ma introducendo innovazione. Nel comparto convivono una grande cantina privata come Ferrari, alcune cantine sociali e molti produttori medi e piccoli. «Il nostro compito — spiega Schench — è fare in modo che questa straordinaria diversità possa convivere in un'identità comune forte e riconoscibile: quella del marchio Trentodoc. L'Istituto promuove il marchio, non le singole etichette».
Camilla Lunelli aggiunge la lettura dal lato del leader: «La crescita del singolo e quella della denominazione possono e devono procedere insieme, in un circolo virtuoso sul territorio».
Meglio della riserva

Il Trentodoc si è affermato sulla riserva. Dai 24 mesi dei Millesimati ai 36 delle Riserve, fino agli oltre 10 anni del Giulio Ferrari Riserva del Fondatore, uno dei grandi spumanti del mondo.
«Nasce naturalmente dalle peculiarità della viticoltura di montagna — spiega Lunelli — che dà vita a bollicine di grande longevità ed eleganza». Ma parte del successo del Trentodoc sta anche nella qualità della fascia base, sottolinea Schench: «Poter contare su vini buoni e riconoscibili nella fascia base».
Il rito Dal 25 al 27 settembre Trento ospita la quinta edizione del Trentodoc Festival: 168 appuntamenti, 132 eventi nelle cantine, 8 Wine Talks curati da Luciano Ferraro.
«È un progetto di territorio — dice Schench — al quale tutti partecipano portando la propria identità: cantine, ristoranti, enoteche, hotel». Camilla Lunelli lo racconta con una modestia inusuale: «Alla quinta edizione, non pensiamo di essere nella posizione di insegnare qualcosa. Stiamo ancora sperimentando, con grande soddisfazione».
Consumatori
Sul futuro entrambe leggono lo stesso trend. «Il consumatore di oggi è meno affezionato, più attento al prezzo, curioso, desideroso di emozionarsi», dice Schench. Lo spostamento dai vini rossi ai bianchi e spumanti spiega la stabilità del comparto. La sfida resta far crescere il marchio Trentodoc a livello internazionale, con enoturismo e linguaggi contemporanei. E restando ciò che è: il modello della piccola filiera premium di montagna.
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