Il Friuli, le sagre e il tempo che cambia

«Questa terra è un piccolo compendio dell'universo», scriveva Nievo. In autunno la terra-puzzle di confine si racconta attraverso sette tessere, da Friuli Doc alla Puanina Fest, da Sauris a Grado, in un calendario che va fino a fine ottobre

Luca FerruaLuca Ferrua

«Il Friuli è un piccolo compendio dell'universo, alpestre, piano e lagunoso in sessanta miglia da tramontana a mezzodì», scriveva Ippolito Nievo nelle Confessioni d'un italiano. Un secolo e mezzo dopo, quella definizione resta la più precisa che si possa dare di questa regione di confine: alpestre nelle Alpi Carniche e nella Valcanale, piano nella pianura udinese e nel Collio goriziano, lagunoso a Grado e a Marano. E l'autunno è la stagione in cui la terra-puzzle si mostra tutta intera, tessera dopo tessera, attraverso il gesto più antico che ci sia: la festa attorno al cibo.

La transumanza verticale di Ugovizza

Alle prime luci di un mattino di fine settembre, in una valle sopra Ugovizza, un corno da caccia della Valcanale suona per chiamare in fila le mucche, i cavalli, le pecore che hanno passato l'estate a 1.100 metri. Scendono a valle come da secoli, ammantate e benedette. È la transumanza — «verticale», qui, tipicamente montana. E la festa che il paese le prepara per accoglierle si chiama Puanina, che nel dialetto locale significa «alpeggio». Da qui, da questo momento antico, comincia l'autunno del Friuli Venezia Giulia. La Puanina Fest si tiene il 20 settembre in Val Rauna, a Malborghetto-Valbruna: mucche, cavalli e pecore sfilano fino alla zona dei festeggiamenti, gli agricoltori celebrano la buona riuscita della stagione estiva con canti, balli e cibo tradizionale, con dimostrazioni di produzione lattiero-casearia sul posto.

Friuli Doc, la vetrina urbana

Dal 10 al 13 settembre il centro storico di Udine si trasforma nella grande vetrina delle eccellenze regionali con Friuli Doc, la principale manifestazione enogastronomica del Friuli Venezia Giulia. Le vie e le piazze — piazza Libertà, via Mercatovecchio, piazza Matteotti — ospitano produttori locali, degustazioni, showcooking, laboratori ed eventi culturali. Frico, prosciutto di San Daniele DOP, formaggi carnici, vini del Collio e dei Colli Orientali, dolci della tradizione mitteleuropea: la mappa gastronomica della regione condensata in quattro giorni.

Sappamukki, il rito di Sappada

Il 17 settembre, poco più a est della Valcanale, Sappada celebra la sua Sappamukki, festa dei formaggi carnici sul confine bellunese. Un altro rito legato al ritorno del bestiame dagli alpeggi estivi, in una comunità che conserva ancora il proprio dialetto germanico (il sappadino) e una tradizione casearia unica, con formaggi di malga stagionati lentamente sopra i 1.200 metri.

Cormons, il Collio in festa

Lo stesso weekend, dal 18 al 20 settembre, il Collio celebra la sua Festa dell'Uva a Cormons: il paese diventa vetrina della vendemmia, delle cantine friulane, dei bianchi che stanno uscendo dalle fermentazioni. Nel Collio l'autunno è la stagione dei nuovi millesimati, e Cormons è il capoluogo simbolico di questa geografia del confine sloveno che, in cantina, non si è mai davvero divisa. Nel Collio si producono alcuni dei più grandi bianchi italiani, dalla Ribolla Gialla al Friulano, dal Pinot Grigio al Sauvignon.

Gorizia, Gusti di Frontiera

Dal 24 al 27 settembre Gorizia — già Capitale della cultura europea con Nova Gorica nel 2025 — ospita Gusti di Frontiera, uno dei principali festival enogastronomici d'Europa, con centinaia di stand dedicati alle cucine e alle tradizioni gastronomiche di numerosi Paesi. Il centro cittadino diventa un percorso internazionale tra sapori, culture e spettacoli, valorizzando il ruolo della città come crocevia tra Italia, Slovenia e Mitteleuropa.

Sauris, la comunità premium delle Alpi Carniche

Si sale verso ottobre e si torna in Carnia. Il 3 e 4 ottobre a Sauris di Sotto arriva Gebele, festa del paese-museo delle Alpi Carniche: speck IGP di Sauris, formaggi di malga, birra artigianale. Sauris continua la sua vocazione di piccola comunità premium, a 900 metri di quota, con disciplinari severi e produttori storici come Wolf e voci artigianali come Zahre. Qui il tempo si è fermato: le case in legno del centro storico, il dialetto sappadino, la produzione dello speck che coniuga la scuola nordica dell'affumicatura alla stagionatura naturale mediterranea.

Ein Prosit, l'alta cucina a Udine

Dal 14 al 18 ottobre Udine ospita Ein Prosit, l'appuntamento più elegante della stagione. Nata in passato nella zona di Tarvisio, oggi la manifestazione trasforma il capoluogo friulano in un punto d'incontro per chef stellati, produttori, giornalisti e appassionati del buon gusto. Chef stellati nazionali e internazionali cucinano nei ristoranti del centro storico con menu dedicati; si svolgono laboratori dei sapori, degustazioni, masterclass ed appuntamenti in vari luoghi e osterie del centro storico. È il momento in cui la gastronomia friulana dialoga alla pari con quella mondiale.

Sutrio, farine e formaggi

Il 18 ottobre a Sutrio, ai piedi dello Zoncolan, si tiene Farine di Flôr / Formandi, la manifestazione che unisce la tradizione dei mulini carnici a quella dei formaggi di montagna. Farine antiche (grano saraceno, mais Cinquantino, segale), ricotte affumicate, formaggi stagionati che raccontano la Carnia in una sola giornata, tra le vie del paese.

Il tonno di Lignano, i vini di Grado

L'autunno friulano non è solo montagna. Dal 26 settembre al 4 ottobre Lignano Sabbiadoro celebra il suo Tuna Festival, dedicato al tonno rosso dell'Alto Adriatico. Poi, dal 23 al 25 ottobre, a Grado si celebrano Le Calli di Bacco: il centro storico dell'isola — le calli, appunto, come le venezianità della sua storia — si riempie di banchi dei vini friulani e di piatti della cucina lagunare. È la tessera che chiude il puzzle sul mare, ricordando che l'autunno friulano è anche il boreto dell'Alto Adriatico, il pesce che matura al giusto grado di salinità, la nebbia che sale dalla laguna al tramonto.

Le radici, un patrimonio da custodire

Sette tessere, sette geografie, sessanta giorni di autunno che raccontano una regione che non si lascia ridurre a un'identità sola. Il Friuli Venezia Giulia in autunno è questo: un mosaico che si toglie il velo dell'estate e si mostra, festa dopo festa, come una delle rare geografie italiane in cui la cultura del cibo è ancora un fatto comunitario, prima che turistico. Le sagre sono il presidio vivo di questa cultura, il luogo dove le nuove generazioni imparano ancora i piatti della tradizione, dove i produttori si mostrano al di fuori delle grandi filiere industriali, dove il territorio si racconta con la voce dei sindaci e delle pro-loco. Come scriveva Carlo Sgorlon dei friulani, sono «fortunati perché possiedono delle radici, e hanno alle spalle una cultura, una storia, una tradizione, un popolo». È in autunno, quando la terra dà il massimo di sé, che queste radici tornano visibili — nelle transumanze, nei calici del Collio, nei formaggi delle Alpi Carniche, nel tonno rosso di Lignano, nei vini della laguna gradese. Un compendio dell'universo, come scriveva Nievo, che vale la pena percorrere tessera dopo tessera.

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