Lo psicologo Matteo Lancini: «Giovani con migliaia di ragioni, la colpa non è dei trapper»

«Queste sono le generazioni che avrebbero 200.000 ragioni più di quelle del ’68 e del ’77», spiega Matteo Lancini, psicologo e psicoterapeuta. «La colpa non è dei trapper o dei social network», prosegue, sottolineando come il disagio giovanile vada letto dentro un contesto più ampio e complesso, chiamando in causa le responsabilità del mondo adulto. Lancini parla anche di una crescente “infantilizzazione” delle nuove generazioni e critica la tendenza a semplificare fenomeni sociali complessi: «I modelli che oggi generano individualismo e violenza vengono dagli adulti, non dalla musica o dai videogiochi».

 

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