Tatuaggi e piercing, a Nord est imprese triplicate in nove anni: i numeri del boom

In Italia gli studi di tatuaggi e piercing sono passati da 3.695 nel 2017 a 9.614, con una crescita del 160%. Il Veneto sfiora le 910 attività e registra un aumento del 199%, mentre Verona sale da 21 a 72 imprese. Quasi la metà delle attività è femminile

La redazione
Tatuaggi e piercing, boom di imprese: in Italia sono 9.600, più che raddoppiate in nove anni
Tatuaggi e piercing, boom di imprese: in Italia sono 9.600, più che raddoppiate in nove anni

Quasi due laboratori in più al giorno, ogni giorno, per nove anni. È il ritmo a cui, in Italia, sono nate al netto delle chiusure le attività di tatuaggio e piercing: nel giugno 2017 erano 3.695, oggi sono 9.614, il 160% in più. Lo dice l'analisi di Unioncamere-InfoCamere sui dati del Registro delle Imprese.

Tradotto: il tatuatore non è più il tizio con lo studio nascosto in una traversa, ma un imprenditore con partita Iva, profilo Instagram curato e lista d'attesa.

A guidare per numero di imprese è la Lombardia (1.873), seguita dal Lazio (983) e, a un soffio, dal Veneto con 909 attività, davanti a Piemonte (856) e Toscana (852). Il Veneto è anche tra le regioni che sono cresciute di più: nel 2017 ne contava 304, oggi quasi il triplo (+199%). Più contenuto il Friuli Venezia Giulia, da 99 a 246 imprese (+148%). Ma la crescita più veloce è quella della Sardegna: da 45 a 177 imprese, +293%. Dietro Puglia (+245%), Sicilia (+243%) e Campania (+223%).

I dati

Tra le città vince Roma con 440 imprese, 264 più del 2017. Seguono Torino (296), Milano (180), Firenze (137), Bologna (108) e Genova (95). Poi Napoli (90), Bari (74), Verona (72) e Brescia (71). Nessuna ha perso terreno, e Verona, unica veneta della classifica, è passata da 21 a 72 attività.

La corsa più sorprendente è quella di Bari: da 10 a 74 imprese, +640%. Dietro Brescia (+273,7%), Verona (+242,9%) e Genova (+239,3%), poi Torino (+171,6%) e Firenze (+163,5%).

E chi c'è dietro il bancone? Spesso una donna: le imprese femminili sono 4.334, il 45,1% del totale. Quelle giovanili sono 3.752, il 39%

. Cambia però l'identikit dei titolari delle imprese individuali: gli under 30 scendono dal 25,5% al 18,1%, mentre gli over 50 salgono dal 4,5% al 10,7%. La fascia 30-50 anni resta la maggioranza, al 71,2%. Insomma, non è più un mestiere da ventenni in cerca di un'idea: c'è chi ci arriva dopo altre vite lavorative, e chi ormai ci resta.

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