«Le pagelle non sono trofei da esibire sui social»: la strigliata del preside contro genitori e studenti
Il dirigente dell’Istituto di Lozzo Atestino, in provincia di Padova, crea una pagella falsa con l’AI per lanciare un appello contro la condivisione dei voti dei figli sui social: il post diventa virale

«Auguri, Mario, per la promozione! Complimenti per il tuo 6 in italiano, il 7 in musica e persino per quei due 5 che fanno tanto “studente autentico”». Segue la foto di una pagella, con tanto di “ammesso alla classe successiva” e l’indicazione della media del 6. A pubblicarla è il dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo di Lozzo Atestino, Alfonso D’Ambrosio: si tratta di una pagella fake, creata con l’AI, pretesto è per lanciare un accorato appello: no alle pagelle dei propri figli sui social.
«Mario non è mio figlio. Non so chi sia, non l’ho mai visto e la sua pagella è stata generata in pochi secondi con l’AI», conferma il preside. «Eppure, se l’avessi pubblicata senza dirvelo, qualcuno avrebbe messo un cuore, qualcun altro un “bravissimo”, e qualcuno avrebbe anche scritto commenti cattivi. Questo per dire una cosa molto semplice: le pagelle non sono contenuti social».

Nei giorni in cui tanti genitori stanno ricevendo le pagelle dei propri figli, D’Ambrosio cerca di veicolare un messaggio: «Le pagelle non sono trofei da esibire, classifiche da confrontare o strumenti per raccogliere like e approvazione. Dietro ogni percorso c’è un’emozione, talvolta anche una fragilità. E quel percorso appartiene prima di tutto ai ragazzi, non al nostro bisogno di raccontarlo online».
E ancora: «La scuola non è una gara a mostrarsi e i figli non hanno bisogno di un post con la loro pagella. Hanno bisogno di adulti che sappiano dire, magari a tavola e lontano da una fotocamera: “Sono fiero di te, indipendentemente dai numeri scritti su un registro”».
Ironia della sorte, gli effetti della provocazione social non sono stati propriamente quelli sperati. Anzi, la pubblicazione della pagella fake si è trasformata in un vero e proprio esperimento sociale: oltre 1.500 like, più di 300 commenti, quasi 260 condivisioni. Una parte consistente degli utenti però non ha letto il testo fino in fondo e ha creduto che la pagella fosse reale. Sono così comparsi commenti del tipo: «Con tutti quei 5 non doveva essere promosso», «Vergogna», «Preside incapace», «State rovinando la scuola italiana». Accanto alle critiche sono comparsi anche insulti personali nei confronti del dirigente scolastico, alcuni dei quali sono stati successivamente rimossi e cancellati perché offensivi.
Amaro il commento di D’Ambrosio: «Questa vicenda rappresenta una dimostrazione concreta di un fenomeno che nel nostro Paese continua a essere sottovalutato: l’analfabetismo funzionale. Molte persone reagiscono d’impulso, commentano senza leggere il contenuto, non verificano le informazioni e si fermano alla prima immagine che vedono. Se ci lamentiamo dei comportamenti digitali dei ragazzi, dobbiamo avere il coraggio di riconoscere che, spesso, il problema parte proprio dagli adulti».
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