La Psicologia dei sistemi di AI

In numerosi studi si cerca di capire come queste macchine sono state capaci di organizzare la conoscenza in pensieri astratti

Leonardo FelicianLeonardo Felician

Nello Cristianini, goriziano, è docente all'Università di Bath in Inghilterra. Con il Mulino di Bologna ha pubblicato una trilogia di libri divulgativi sugli sviluppi dell'AI: "La scorciatoia", "Machina Sapiens", "Sovrumano". Sono testi agili, divulgativi , ricchi di esempi, ma anche di domande a cui la ricerca attuale sta cercando di rispondere.

Nel suo ultimo volume, intitolato "Forma Mentis", si rivolge a un tema meno noto, la corsa per decifrare i pensieri delle macchine. Dal funzionamento a scatola nera di questi sistemi di reti neurali emergono forme e abilità inaspettate e sorprendenti e addirittura un approccio intenzionale, come se le macchine sviluppassero una propria personalità.

L'approccio ingegneristico deve ormai essere contemperato con un approccio anche psicologico: in numerosi studi si cerca di capire come queste macchine sono state capaci di organizzare la conoscenza in pensieri astratti e quindi come la comprensione del funzionamento di una macchina debba ormai studiare anche la sua psicologia, il comportamento, l’etologia, per usare un termine spesso citato nel libro.

Tra i tanti esempi che l'autore propone, due restano memorabili: il fatto che i sistemi di GEN-AI moderni non siano pappagalli stocastici, cioè macchine che riproducono pedissequamente quello che hanno letto o imparato, nonché il mantra “compressione uguale comprensione”. Non è un gioco di parole, ma la constatazione che per estrarre significato dai dati è necessario riconoscere strutture che vanno oltre alla semplice ripetizione dei dati stessi.

Un esempio è il programma Alpha-Zero: date le regole, in sole nove ore di addestramento giocando contro se stesso il sistema ha imparato a giocare a scacchi a livello di grande maestro, sviluppando autonomamente concetti di posizione e valore delle mosse simili ai migliori esperti umani.

L'aspetto più sorprendente è che per ogni mossa valuta soltanto 60.000 alternative contro i 60 milioni di un sistema istruito con partite vere già giocate. E’ dunque straordinariamente più efficiente e potente perché ha sviluppato un pensiero astratto, una forma mentis, direbbe l'autore, simile alla nostra.

(*) Docente di Data Analytics for Finance and Insurance, MIB Trieste School of Management

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