Cancro al pancreas e al colon: l’Università di Udine scopre il meccanismo per superare la resistenza ai farmaci

Lo studio del gruppo coordinato da Eros Di Giorgio individua due enzimi chiave sulle mutazioni Kras: pubblicati su Cell Reports e depositato un brevetto

La redazione
L'Ateneo di Udine brevetta la nuova cura anti-Kras: così la ricerca friulana combatte i tumori più aggressivi
L'Ateneo di Udine brevetta la nuova cura anti-Kras: così la ricerca friulana combatte i tumori più aggressivi

L’università di Udine ha identificato una nuova vulnerabilità dei tumori al pancreas e al colon avanzato caratterizzati da mutazioni attivatrici del gene Kras. La scoperta consiste nell’individuazione del ruolo di due enzimi che contrastano le terapie mirate. I due enzimi inviano segnali cellulari di sopravvivenza e alimentano il metabolismo delle cellule tumorali annullando, in parte, l’effetto dei farmaci anti-Kras diminuendo l’efficacia.

Ed è a questo stadio che interviene la ricerca condotta dal gruppo di Biochimica, coordinato da Eros Di Giorgio, del Dipartimento di Medicina dell’Ateneo friulano. I risultati indicano che colpire contemporaneamente l’oncogene e il meccanismo cellulare controllato dai due enzimi potrebbe aumentare l'efficacia dei farmaci anti-Kras. E quindi contribuire a contrastare la comparsa di resistenza al trattamento favorendo nuove prospettive terapeutiche.

Sul tema negli ultimi anni sono stati compiuti enormi progressi grazie a potenti farmaci capaci di inibire la sua attività. Eliminare selettivamente le cellule tumorali che dipendono dall’oncogene Kras per la loro proliferazione può quindi migliorare sensibilmente la prognosi dei pazienti. Tuttavia i primi dati clinici hanno dimostrato come il trattamento prolungato perda efficacia man mano che prosegue. Ed è stato questo il problema che ha fatto nascere la ricerca di una soluzione.

«L’insorgenza di resistenza rimane uno dei principali limiti all’efficacia di questi farmaci – spiega il professor Di Giorgio –, soprattutto in tumori particolarmente aggressivi come l’adenocarcinoma pancreatico. La strategia individuata dallo studio potrebbe rappresentare un nuovo approccio per potenziare e prolungare l’efficacia delle terapie anti-Kras». Il lavoro degli studiosi dell’università di Udine è durato cinque anni ed è stato sostenuto da due importanti enti internazionali che finanziano la ricerca oncologica. Sono la Fondazione Airc e il Worldwide Cancer Research, ente di beneficenza scozzese che finanzia la ricerca scientifica anti-cancro in tutto il mondo. I risultati sono stati pubblicati dalla rivista internazionale Cell Reports.

La scoperta ha portato allo sviluppo di una nuova strategia terapeutica che ora è oggetto di una domanda di brevetto. Ora l’obiettivo è trasformare i risultati della ricerca di laboratorio in una possibile applicazione terapeutica. «Una dimostrazione concreta – sottolinea Di Giorgio – della capacità del Dipartimento di trasformare la ricerca in innovazione con potenziale applicazione clinica e industriale. In questa fase stiamo creando occasioni di contatto con investitori e partner che possano contribuire alla valorizzazione o allo sviluppo del brevetto, all’ottimizzazione dei composti e al completamento degli studi necessari per porre, in futuro, le basi per una sperimentazione clinica».

Oltre a Di Giorgio, fanno parte del team che ha realizzato la scoperta: Francesca Agostini, Enrico Carlassara, Ylenia Cortolezzis, Francesca D'Este, Lavinia De Pino, Mariachiara Gani, Zahraa Othman, Raffaella Picco, Erna Tintor, Vanessa Tolotto, Luca Triboli, Valentina Rapozzi e Luigi Xodo, uno dei pionieri in Friuli Venezia Giulia delle terapie anti-Kras.

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