Metodo Hamer, l’allarme dei medici: «Segnalate terapie prive di validazione scientifica»
Crimì, presidente dell’Ordine dei medici di Padova: «Se i cittadini hanno dubbi o bisogno di informazioni rispetto a determinate situazioni si rivolgano al proprio medico o a quelli delle istituzioni»

Un appello dagli Ordini dei medici del Veneto ai cittadini per segnalare tutte le situazioni “dubbie” rispetto alla medicina convenzionale. La sospensione per sei mesi dell’anestesista mestrino Matteo Penzo per il suo sostegno al metodo Hamer, ha spinto gli organismi professionali ad alzare il livello di guardia con rifermento alla diffusione nel territorio pratiche alternative.
«Invito chiunque venga a conoscenza di soggetti che propongono o pubblicizzano presunte terapie prive di validazione scientifica a segnalarlo all’Ordine professionale e alle autorità competenti. Ogni segnalazione sarà verificata e valutata nelle sedi appropriate», il messaggio di Filippo Crimì, presidente dell’Ordine di Padova. E Giovanni Leoni, a capo dell’Ordine di Venezia: «Se i cittadini hanno dubbi o bisogno di informazioni rispetto a determinate situazioni si rivolgano al proprio medico o a quelli delle istituzioni».
Metodo Hamer
Il metodo Hamer, o Nuova Medicina Germanica, è stato ideato nel 1981 dal tedesco Ryke Geerd Hamer e si basa sul principio secondo cui ogni malattia è causato da un trauma psicologico. Di qui la negazione delle cure mediche convenzionali.
È a questo metodo che si affidarono la padovana Eleonora Bottaro morta a 18 anni per leucemia e la madre lo scorso giugno per tumore, dopo aver rifiutato entrambe la chemioterapia. Ed è a Matteo Penzo che si rivolsero inizialmente i genitori del vicentino Francesco Gianello, ucciso a 14 anni da un osteosarcoma, nel 2024. La coppia è a processo, accusata di aver ritardato le cure. Intanto Penzo è stato sospeso dalla professione fino a gennaio, per fatti di dieci anni fa, quando – secondo le contestazioni – diffuse il metodo Hamer.
L’allarme
Una spia d’allarme per il mondo della scienza, che ha indotto gli Ordini professionali a lanciare l’appello. «In occasione della Giornata del Medico, abbiamo ricordato come la nostra professione affondi le radici nel metodo scientifico che Galilei ci ha insegnato a difendere: osservare, misurare, verificare, e non accettare nulla sulla base della sola autorità o della suggestione», spiega Crimì.
«È un’eredità che oggi ci impegna più che mai, perché ciò che non regge alla prova dei fatti non può chiamarsi medicina. Per questo mi preoccupa constatare che esistano ancora persone, talvolta anche tra i colleghi, che promuovono teorie prive di qualsiasi fondamento scientifico, come il cosiddetto metodo Hamer. Non si tratta di opinioni alternative: sono pratiche che mettono seriamente a rischio la salute di chi le segue, in particolare di chi convive con una patologia grave e, nel momento di maggiore fragilità, può essere indotto a ritardare o abbandonare cure di comprovata efficacia. Desidero rivolgere un appello a tutti i cittadini: abbiate fiducia nella medicina fondata sulle evidenze scientifiche e nella ricerca. I progressi degli ultimi decenni ci permettono oggi di prevenire e curare con crescente efficacia molte malattie e, in numerosi casi, di arrivare alla guarigione. Affidatevi a professionisti qualificati e non esitate a confrontarvi con il vostro medico su dubbi, timori e scelte terapeutiche».
Leoni, che dieci anni fa fece partire gli accertamenti sui medici hameriani, non ha abbassato la guardia: «Ai cittadini dico di informarsi con il loro medico, di chiedere informazioni, prima di affidarsi a cure non convenzionali».
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