Polveri sottili e traffico alterano il cervello degli adolescenti: ecco cosa dice la scienza

L’esposizione all’inquinamento atmosferico durante l’infanzia aumenta il rischio genetico di schizofrenia. Uno studio, a cui ha partecipato il direttore della Uoc Psichiatria 3 dell'Azienda Ospedale Università Padova Fabio Sambataro, conferma come il cervello di chi è in fase di sviluppo sia più vulnerabile all’inquinamento 

La redazione
Secondo lo studio, la tutela della qualità dell'aria diventa una strategia di prevenzione per la salute mentale
Secondo lo studio, la tutela della qualità dell'aria diventa una strategia di prevenzione per la salute mentale

L’esposizione all’inquinamento atmosferico durante l’infanzia aumenta il rischio genetico di schizofrenia. E gli effetti si vedono anche nel cervello di un adolescente. 
lo rivela uno studio pubblicato su “Schizophrenia Bulletin” a cui ha partecipato il direttore della Uoc Psichiatria 3 dell'Azienda Ospedale Università Padova Fabio Sambataro. 

L’esperimento

La scoperta arriva dopo l’osservazione di 1580 persone, tra ragazzi e ragazze statunitensi, dai 9 ai 14 anni.

Gli esperti hanno confemato che una maggiore esposizione alle polveri sottili durante l'infanzia è associata a una riduzione dell'area del polo frontale destro che è la regione cerebrale coinvolta in funzioni cognitive fondamentali come il problem solving e il processo decisionale. L'interazione tra inquinamento e predisposizione genetica ha, poi, mostrato effetti specifici sulla struttura implicata nel controllo cognitivo.

Anche frequentare spesso una strada trafficata ha conseguenze sulla salute dei giovanissimi. Secondo lo studio, l’esposizione al diossido di azoto, tipico delle emissioni delle automobili, altera la rete celebrare che aiuta l’attenzione e le funzioni esecutive. 

L’inquinamento atmosferico non ha gli stessi effetti su tutti. Il cervello di chi è in fase di sviluppo è infatti più vulnerabile. La tutela della qualità dell'aria diventa una vera e propria strategia di prevenzione per la salute mentale delle future generazioni.

Riproduzione riservata © il Nord Est