Lotta ai sarcomi, svolta dal Cro di Aviano: individuato il meccanismo che frena le terapie

Lo studio del Centro oncologico con il San Martino di Genova scopre il ruolo della proteina Twist1. La ricerca apre alla selezione di cure sempre più mirate e personalizzate

Edoardo Anese
Il gruppo Oncogenetica del Cro di Aviano
Il gruppo Oncogenetica del Cro di Aviano

Uno studio del Cro apre la strada a cure più mirate contro i sarcomi. I ricercatori del Centro di riferimento oncologico di Aviano hanno individuato uno dei meccanismi che rende inefficace, in una parte dei pazienti, una delle più promettenti strategie terapeutiche contro questi tumori rari. Il risultato, pubblicato sul Journal of Experimental and Clinical Cancer Research, potrebbe consentire in futuro di selezionare con maggiore precisione i malati che possono realmente beneficiare del trattamento e di sviluppare terapie ancora più efficaci e personalizzate.

Lo studio è stato realizzato dal laboratorio di oncogenetica e oncogenomica funzionale del Cro, diretto da Roberta Maestro, in collaborazione con l’ospedale policlinico San Martino di Genova. La ricerca è stata sostenuta dalla Fondazione Airc per la ricerca sul cancro e dai fondi del 5 per mille destinati all’Istituto.

Al centro della scoperta c’è la proteina Twist1, individuata come uno dei principali fattori responsabili della resistenza agli inibitori di Mdm2, una classe di farmaci studiata per riattivare l’oncosoppressore p53, considerato uno dei più importanti sistemi di difesa naturali contro lo sviluppo dei tumori.

«Il lavoro dimostra che Twist1 svolge un ruolo determinante nella resistenza agli inibitori di Mdm2», spiega Roberta Maestro. «Questa strategia terapeutica era considerata particolarmente promettente nei sarcomi perché, in molti di questi tumori, soprattutto nei liposarcomi e nei sarcomi intimali, la proteina p53 è ancora potenzialmente attiva, ma la sua funzione è bloccata da Mdm2. Gli inibitori sono stati progettati proprio per interrompere questo legame e riattivare così il naturale meccanismo di difesa delle cellule».

I risultati clinici ottenuti finora avevano però mostrato un limite importante: i farmaci funzionavano soltanto in una parte dei pazienti e mancavano strumenti in grado di prevedere chi avrebbe risposto alla terapia.

La risposta arriva proprio dal lavoro dei ricercatori del Cro. «Abbiamo dimostrato, utilizzando modelli cellulari e animali di sarcoma, che Twist1 agisce come una sorta di pinza molecolare che mantiene unite p53 e Mdm2», spiega Sara Piccinin, ricercatrice del laboratorio e prima autrice dello studio. Per una malattia rara e complessa come il sarcoma, dove le opzioni terapeutiche restano ancora limitate, comprendere i meccanismi che determinano la sensibilità o la resistenza ai trattamenti rappresenta un passo decisivo verso una medicina sempre più personalizzata.

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