Così l’intelligenza artificiale supporta la medicina, dall’imaging digitale fino all’analisi della voce

L’anteprima di Digitalmeet a Padova con l'assessore regionale veneto alla Sanità Gino Gerosa e il professor Alessandro Sperduti di Unipd

La redazione

L'innovazione sta trasformando profondamente il modo in cui ci prendiamo cura della salute. Dalla telemedicina, che rende l'assistenza sanitaria più accessibile e vicina ai cittadini, all'intelligenza artificiale, che apre nuove prospettive nella diagnosi, nella ricerca e nella cosiddetta medicina personalizzata.

Su questi temi si è tenuto nella serata di ieri a Padova, all’ex Foro Boario, il convegno “Tra telemedicina e AI: le nuove frontiere innovative per la nostra salute”, evento di preview di DIGITALmeet, il più grande festival italiano sull’alfabetizzazione digitale (dal 19 al 24 ottobre in tutta Italia).

Ad aprire l’evento Gianni Potti, Presidente Fondazione Comunica e Founder DIGITALmeet, Paolo Fortuna, Direttore Generale Azienda Ospedale Università di Padova, Barbara Aguiari, Business Manager Allianz Bank.

Da sinistra Aguiari, Potti, Fortuna e Gerosa
Da sinistra Aguiari, Potti, Fortuna e Gerosa

Il presidente Potti ha sottolineato come “grazie all’evoluzione tecnologica la medicina stia cambiando paradigma: da medicina per tutti a medicina per ognuno di noi. Ma la corsa dell’IA non aspetta gli adeguamenti normativi. E il lavoro di Alfabetizzazione di DIGITALmeet è oggi, più che mai, attuale e necessario. L’AI Generativa oggi è impiegata da quasi due medici su tre, tra specialisti e Medici di Medicina Generale, e da 1 infermiere su 3, spesso ricorrendo a piattaforme generaliste certo non progettate per l’uso sanitario. E lo stesso fanno i cittadini dove, attraverso i numerosi chatbot disponibili gratuitamente, ricercano informazioni su salute, farmaci e terapie. Parliamo di più di 1 su tre con tendenza in crescita. Il nostro lavoro di alfabetizzazione è solo all’inizio”.

Al centro della giornata il dibattito tra Gino Gerosa, Assessore alla Sanità e alla programmazione socio-sanitaria Regione del Veneto e Alessandro Sperduti, Professore Dipartimento di Matematica “Tullio Levi-Civita’’ dell’Università di Padova, Direttore Centro Augmented Intelligence FBK e Direttore dell'Human Inspired Technology Research Center dell’Università di Padova, moderati da Alessandro Zuin, Direttore Editoriale di Corriere Imprese.

“L’invecchiamento della popolazione e la necessità di incrementare gli anni di vita in buona salute pongono sfide che un sistema sanitario regionale deve raccogliere e risolvere per rispondere ai bisogni di salute dei cittadini – sottolinea Gino Gerosa, assessore regionale alla Sanità e alla Programmazione sanitaria -. Ecco che telemedicina e AI possono giocare un ruolo decisivo per ottenere le misure di prevenzione e cura al domicilio dei pazienti evitando le ospedalizzazioni e liberando risorse. Il lavoro di alfabetizzazione dei cittadini sulle nuove tecnologie diventa dunque importante rendendo l’utilizzo delle stesse piùagevole ed efficace”.

Il prof. Alessandro Sperduti ha sottolineato come “l’intelligenza artificiale sta trasformando la medicina, soprattutto nella capacità di analizzare grandi quantità di dati. Uno degli ambiti nei quali l’evoluzione è più evidente è quello dell’imaging medico. L’intelligenza artificiale viene utilizzata nell’analisi di radiografie e tomografie”.

Ma la frontiera si sta spingendo ben oltre: “l’intelligenza artificiale può analizzare in serie grandi quantità di immagini, come ad esempio quelle della retina dei pazienti diabetici, e contribuire - si immagini un ampio screening - a individuare rapidamente casi che possono necessitare ulteriori accertamenti in capo al medico. L’AI può inoltre contribuire alla medicina personalizzata, mettendo in relazione il profilo genetico del paziente con malattie, farmaci ed eventuali effetti collaterali, e può essere utilizzata nella ricerca di nuove molecole, restringendo l’enorme spazio delle possibili combinazioni molecolari e individuando quelle potenzialmente più promettenti”.

Un altro campo dove si stanno facendo interessanti sperimentazioni è quello dell’analisi della voce: “esistono già primi brevetti e sistemi che puntano a individuare, attraverso la voce, possibili segnali associati a condizioni mediche; l’idea - spiega il prof.Sperduti - è arrivare a utilizzare strumenti di uso quotidiano, compresi gli assistenti vocali, come ulteriore modalità per intercettare precocemente alcuni segnali legati a patologie”. Ma proprio mentre il mondo AI cresce ad una velocità incredibile, emerge una questione fondamentale: quanto possiamo fidarci del comportamento di un’intelligenza artificiale?

Uno dei problemi ancora aperti riguarda, sottolinea Sperduti, "la difficoltà di certificare completamente quello che sarà il comportamento di un sistema di AI ma questo vale anche per l’essere umano. Percio’ l’AI può diventare uno strumento di supporto importante per il medico, ma non un sostituto del medico”. A chiudere la serata ancora Barbara Agugiari, business manager di Allianz Bank.

 

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