Operato a 9 anni da “sveglio” per rimuovere una lesione al cervello

L’intervento di neurochirurgia pediatrica in Azienda Ospedale Università di Padova su un bambino con la tecnica “asleep awake asleep” usata a livello mondiale solo su 130 piccoli pazienti

Daniela Gregnanin
Il team multidisciplinare che ha operato il bambino in Azienda Ospedale Università di Padova
Il team multidisciplinare che ha operato il bambino in Azienda Ospedale Università di Padova

«Ma quando finite? Mi sto annoiando» sono queste le parole pronunciate durante l’intervento dal primo paziente padovano di 9 anni operato da sveglio in Azienda Ospedale Università di Padova due mesi fa grazie alla tecnica “Asleep –awake –Asleep”.

L’operazione chirurgica è stata eseguita per eradicare una lesione parieto-temporale sinistra profonda al cervello, che impediva al bambino di integrare informazioni sensoriali, spaziali e linguistiche.

La metodica utilizzata e che permette al paziente di essere sveglio per un certo periodo durante l’intervento, è oggi una pratica consolidata negli adulti, ma nel mondo si contano solo 130 operazioni su pazienti pediatrici e l’età media dei soggetti selezionati è di 12 anni. Un successo importante questo per l’Azienda, che ha visto all’opera un’equipe multidisciplinare composta da esperti e operatori di diversi ambiti sanitari: ognuno ha avuto un ruolo fondamentale durante le diverse fasi chirurgiche.

L’intervento di neurochirurgia pediatrica con paziente sveglio è stato eseguito dal professor Luca Denaro, direttore dell’Unità complessa di Neurochirurgia pediatrica e funzionale con la collaborazione di Marina Munari, direttore dell’Unità complessa di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale Sant’Antonio.

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In sala operatoria nel corso delle cinque ore necessarie per l’operazione, si sono alternati anche neurologi, neuropsicologi, logopedisti, tecnici di neurofisiologia e personale infermieristico.

«I minori devono dimostrare di avere adeguate capacità cognitive per accedere a questo tipo di intervento: la collaborazione tra paziente ed equipe è fondamentale» sottolinea il direttore Denaro, «addormentiamo il paziente come avviene per altri interventi poi, dopo aver preparato il campo operatorio e aver eseguito le tecniche necessarie per iniziare ad asportare la lesione, svegliamo il paziente - in questo caso specifico per circa 40-50 minuti - stabilizziamo la comunicazione e grazie a esperti logopedisti e altri colleghi, iniziamo le procedure di resezione, mentre il team di neuropsicologi e neurologopedisti somministrano test che accertano il funzionamento delle aree sensibili interessate dall’intervento».

«Eravamo tutti più coinvolti nell’andare a mettere in pratica la tecnica “Asleep– Awake– Asleep” in un paziente così piccolo, ma lui è stato una forza della natura e la sua maturità ha permesso di eseguirla» aggiunge la direttrice Munari.

Un bambino davvero coraggioso, al quale l’equipe nei giorni precedenti l’intervento ha spiegato per filo e per segno tutte le fasi della sua operazione. «Il piccolo è stato portato in sala operatoria e informato.

Per accertarci della perfetta riuscita dell’operazione e che non vi fossero gap cognitivi post intervento, gli abbiamo somministrato qualche settimana prima del ricovero dei test, che poi sono stati riproposti identici dopo la chirurgia, per capire se vi erano state variazioni.

Ebbene, tutto è andato per il meglio e ora il bambino è rientrato a casa» chiarisce Serena De Pellegrin, la logopedista che tramite schermi con immagini e stimoli sensoriali ha analizzato le risposte del paziente in sala operatoria.

«L’equipe multidisciplinare è stata impeccabile e fondamentale. I nostri professionisti hanno saputo collaborare e integrare ognuno le proprie competenze, permettendo un intervento davvero importante su un bambino così piccolo» il riconoscimento di Giuseppe Dal Ben, direttore generale dell’Azienda.

A congratularsi dell’importante risultato anche il presidente della regione Veneto Alberto Stefani che tramite una nota, ha sottolineato: «Interventi come quello eseguito a Padova fino a qualche tempo fa potevano essere il soggetto di un film di fantascienza.

Oggi in Veneto, invece, sono una realtà che dà speranza a chi necessita di curare patologie neurologiche molto gravi. A tutta l’equipe va il mio plauso».

Nell’ultimo biennio l’Unità complessa di Neurochirurgia pediatrica e funzionale del Policlinico padovano ha dimesso 722 pazienti, di questi 328 erano bambini. Sono state eseguite 672 procedure chirurgiche, di cui 236 pediatriche e sono stati presi in carico in regime di day hospital 162 adulti e 154 bambini.

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