Le auto-diagnosi online, un trend fuori controllo con molti rischi
Il 94 per cento degli italiani cerca informazioni sulla salute via internet: l’AI ha aggravato la tendenza

Avete uno strano sintomo? Un dolore che non passa? O volete solo perdere peso? Mettere su muscoli? La risposta è distante soltanto un click, quello che vi fa entrare in internet. Ma sarà giusta la risposta che trovate?
Ricorrere a internet per la salute è un trend ormai fuori controllo, aumentato con l’introduzione dell’intelligenza artificiale (AI). L’80% degli americani si collega in rete per questioni mediche. Nel Regno Unito 3 persone su 5 usano l’AI per auto-diagnosticarsi le malattie.
Il periodo di attesa per un appuntamento con un medico di base in Inghilterra è di quasi 20 giorni; quindi, ricerche come “che malattia ho” (85%), “quali sono i sintomi per questa malattia” (33%), “quali gli effetti collaterali” (22%) sono esplose online. Da noi un sondaggio presentato la scorsa settimana a Milano mostra che il 94% degli italiani cerca informazioni online su sintomi e terapie. Il 73% su Google e il 43% già usa l’AI. Sulla base delle informazioni on line, il 14% degli italiani ha modificato o interrotto una terapia senza consultare il medico.
I problemi sono almeno due. Primo, l’informazione di internet è piena di ciarlatanerie, solitamente connesse a interessi commerciali. Se leggete “Bad influence: how the internet hijacked our health”(Oneworld Publication, 2026), della giornalista americana Deborah Cohen Viking, troverete che almeno metà degli influencer che diffondono informazioni mediche hanno legami con industrie farmaceutiche. La disinformazione spazia dall’uso del testosterone per mantenere la forma muscolare, agli integratori per l’invecchiamento, alla diagnosi delle malattie con kit a domicilio.
Titola un editoriale di Nature di questo mese: “Sono gli influencer della salute a farci ammalare?”. Il secondo problema riguarda l’AI generativa: produce risposte basate su algoritmi logici, plausibili in apparenza, ma spesso inventate. L’esperto riesce a smascherarle (e il programma di AI anche si scusa), ma come può farlo chi non ha una cultura medica?
Come uscire da questa palude informativa? Alcuni Paesi, come Francia e Olanda, hanno iniziato programmi governativi per la certificazione degli influencer. Da altre parti, aziende tecnologiche collaborano con i medici per disegnare piattaforme di consultazione affidabili. L’esigenza di un’informazione medica accessibile ma responsabile è quanto mai impellente.
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