L'enigma del cromosoma Y che svanisce con l'età: cos'è la LOY e perché minaccia la salute maschile
La genetica riscrive il legame tra invecchiamento e patologie. In molti uomini over 60 i globuli bianchi perdono il cromosoma della mascolinità durante la divisione cellulare. Il fenomeno, favorito dal fumo, non è un tratto innocuo della vecchiaia: altera le difese immunitarie e aumenta il rischio di tumori e scompenso cardiaco

Nel nostro immaginario collettivo, il cromosoma Y è il simbolo genetico della mascolinità: è povero di geni, ma indispensabile per definire il sesso maschile di un individuo. È il cromosoma più piccolo, ma uno tra i più complicati in termini di genetica, tanto che la sua sequenza è stata completata soltanto nel 2023, decine di anni dopo la maggior parte del resto del genoma.
Ora però il cromosoma Y torna alla ribalta in modo diverso: in un numero rilevante di uomini, soprattutto dopo i 60 anni, una parte delle cellule del sangue perde il cromosoma Y durante la vita. Il fenomeno si chiama perdita a mosaico del cromosoma Y, o LOY: “a mosaico” perché nello stesso organismo convivono cellule XY e cellule che hanno perso Y.
La LOY non si eredita: compare nel corso della vita, aumenta con l’età, è favorita dal fumo e nasce nelle cellule staminali ematopoietiche del midollo osseo. Dal momento che le cellule senza il cromosoma Y hanno un vantaggio in termini proliferativi, queste si espandono più rapidamente delle cellule normali. La scoperta della LOY in realtà risale agli anni Sessanta, ma per decenni fu interpretata come una caratteristica innocua dell’età. Analizzando le grandi banche dati genomiche la prospettiva è cambiata: non soltanto la LOY è una delle alterazioni acquisite più frequenti del sangue maschile, ma questa è anche associata allo sviluppo di malattie importanti come i tumori e le malattie cardiovascolari.
Questo è dovuto al fatto che i globuli bianchi regolano alcune delle funzioni più importanti del nostro organismo, come la risposta immunitaria, l’infiammazione, la sorveglianza antitumorale e la riparazione dei tessuti. E quelli con LOY non funzionano più bene.
In oncologia, la LOY è associata ad un aumento del rischio di sviluppare tumori e a una maggiore aggressività dei tumori una volta che questi sono presenti. Nel campo delle malattie cardiovascolari, i globuli bianchi con LOY promuovono infiammazione cronica e fibrosi a livello del cuore, contribuendo allo scompenso cardiaco e alla mortalità cardiovascolare.
La determinazione dei livelli di LOY nel sangue è per ora riservata ai laboratori di ricerca, ma c’è da scommettere che a breve ci saranno test a pagamento offerti al pubblico generale. Che fare se uno ha la LOY? Niente di specifico purtroppo per il momento, semplicemente prestare più attenzione alla prevenzione delle malattie cardiovascolari e alla diagnosi precoce dei tumori.
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