Eclissi, l’oculista spiega come guardarla: «Senza le giuste precauzioni c’è il rischio di danni alla retina»

Il dottor Galan: «Niente occhiali da sole classici, usate solo quelli omologati. La luce solare ha un’energia molto elevata e può creare un danno alla retina. Purtroppo mi è capitato di curare pazienti con retine rovinate da un’eclissi solare»

Marta Randon
Alessandro Galan
Alessandro Galan

«Guardare l’eclissi solare senza occhiali omologati è pericolosissimo per la salute dell’occhio, non si scherza». L’allarme arriva da Alessandro Galan, direttore dell’Unità operativa complessa di oculistica dell’ospedale Sant’Antonio a Padova.

Attenzione quindi oggi, quando anche dall’Italia sarà possibile ammirare la luna coprire il sole. Sarà un’eclissi solare parziale visibile poco prima del tramonto, a partire dalle 19.30. Bisogna attrezzarsi, perché il fascino del fenomeno può diventare un rischio molto serio per la vista.

Dottore perché puntare gli occhi all’eclissi è pericoloso?

«La luce solare ha un’energia molto elevata e può creare un danno alla retina, che si chiama fototossico, grave e permanente. L’occhio è come una macchina fotografica: ha un obiettivo, che è la parte anteriore, e una pellicola, che è la retina, dove vengono concentrate le immagini per essere viste. È proprio questa capacità dell’occhio di concentrare la luce a rendere pericolosa l’osservazione. L’energia proveniente direttamente dal sole subisce una concentrazione tale da creare un danno alle cellule nervose che costituiscono la retina, fino a provocarne la morte».

Si può rischiare di perdere la vista?

«Sì, i danni possono essere molto seri e permanenti. Rimane una macchia scura davanti all’occhio, che si attenua nei mesi e negli anni, ma rischia di non andare mai via».

Questo anche se guardiamo l’eclissi per pochi secondi?

«Sì, soprattutto se non si usano gli appositi occhiali e si ha una vista molto acuta: questo significa che si concentrano molto bene le immagini sul punto centrale della retina».

Che tipo di occhiali bisognerà indossare?

«Assolutamente e solo occhiali certificati ISO 12312-2. Sono gli unici che devono essere utilizzati se si vuole essere sicuri e stare tranquilli, preservando la salute dell’occhio».

No a occhiali da sole, quindi?

«Assolutamente no. Non bisogna usare gli occhiali da sole, anche se sono di ottima qualità, perché non bastano a filtrare i raggi. Aumentando il tempo di osservazione, sembra che attenuino la luce, invece si possono creare danni alla vista ancora superiori».

Gli occhiali omologati dove si comprano?

«Molti li hanno già ordinati su internet, ma si trovano anche da ottici qualificati».

Ha curato pazienti con retine rovinate da un’eclissi solare?

«Purtroppo molti e spesso. Ci accorgiamo visitando il paziente che magari si rivolge a noi per una cataratta o per altre patologie e vediamo i danni all’interno dell’occhio. A quel punto chiediamo se hanno mai guardato un’eclissi e ci rispondono di sì. Per fortuna sono fenomeni rari».

Il danno è irreversibile?

«Esatto il danno non è reversibile. Si può attenuare, ma rimane.Lo notiamo con i nuovi strumenti che abbiamo, come l’Oct, la tomografia della retina: ci accorgiamo di piccoli difetti che magari il paziente è riuscito ad attenuare negli anni e il danno si è relativizzato, però c’è e noi lo vediamo».

L’eclissi solare non va quindi presa alla leggera.

«Io, paradossalmente, penso che il miglior metodo per guardare un’eclissi sia al televisore il giorno dopo. Non me ne vogliano quelli che si preparano da tempo, che vanno apposta in montagna, che cercano gli orizzonti liberi e meno inquinamento luminoso possibile, che si organizzano e partono, ma è quello che penso».

L’eclissi è al tramonto. La luce non è per questo meno pericolosa?

«Anche se è al tramonto, la luce non è mai così attenuata da poter essere guardata impunemente. Vorrei che il concetto fosse chiaro».

Un ultimo consiglio?

«Evitare nel modo più assoluto il “fai da te”, le lastre fotografiche, il doppio occhiale da sole o le lastre affumicate. Per carità. Vanno utilizzati solo ed esclusivamente dispositivi certificati e adatti all’uso».

Lei ha mai visto un’eclissi dal vivo?

«Me ne sono guardato bene. Faccio questo lavoro da 40 anni e ho visto i suoi danni. Come le dicevo preferisco guardarla in televisione il giorno dopo».

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