Cresce la fuga sanitaria in Veneto: in Fvg persi 11,7 milioni di euro in un anno
I dati della Corte dei conti: dopo la pandemia sempre più residenti fuori regione per esami e visite

Sempre più residenti si spostano oltre i confini regionali per visite specialistiche, esami, ricoveri e interventi chirurgici. In particolare verso il Veneto, e soprattutto per la protesica, dall’anca al ginocchio, nel privato accreditato. Nel lungo periodo il Friuli Venezia Giulia mantiene ancora un saldo complessivo positivo (+70, 1 milioni nel decennio 2014-2024), ma è un risultato “storico” che nasconde un cambio di rotta consolidato: dal 2020 al 2024, dunque a partire dalla pandemia ma pure dopo, il confronto tra il costo da rimborsare per i pazienti che si vanno a curare altrove (mobilità passiva) e le entrate di chi, al contrario, varca il confine in direzione delle strutture del territorio (mobilità attiva) è negativo per oltre 33 milioni.
La fotografia è contenuta nella Relazione al Parlamento sulla gestione dei Servizi sanitari regionali elaborata dalla Corte dei conti, un corposo documento di quasi 300 pagine da cui emerge l’aumento dai 2,564 del 2023 ai 2,660 miliardi della 2024 della spesa Fvg per garantire i Livelli essenziali di assistenza, pari al +3,7% (+7,1% sul 2022), a fronte di un +3,9% nazionale, con la magistratura contabile che, sul Paese, parla di una crescita trainata dalle voci di spesa relative a personale (+5,6%) e consumi intermedi (+7,5%), ma ridotta a un incremento reale di poco superiore all’1% a causa dell’inflazione, che evidenzia una dinamica di spesa più difensiva che espansiva.
Il focus è sugli esercizi 2023-2024, con informazioni già presenti in precedenti rapporti firmati da Agenas. Sulla mobilità sanitaria interregionale viene però evidenziato un quadro decennale che mostra come il Fvg si è progressivamente trasformato da territorio attrattivo a territorio in uscita per cittadini, e risorse. Fino al 2019 i saldi erano ampiamente positivi in particolare nel 2014 (+33,4 milioni), nel 2015 (+30 milioni) e nel 2016 (+28,8 milioni), ma dall’anno del Covid la tendenza si è invertita. Dopo il primo passivo del 2020 (-6,8 milioni), il rosso si è confermato nel 2021 (-8,7 milioni). Il recupero del 2022 (+1,6 milioni) si è rivelato una parentesi. Nel 2023 la Corte dei conti certifica infatti un nuovo saldo negativo (-7,6 milioni), che si accentua ulteriormente nel 2024: –11,7 milioni.
In un contesto generale in cui la Corte osserva «significative diseguaglianze nell’erogazione dei Livelli essenziali di assistenza e un evidente disallineamento Nord-Sud», il Fvg rientra in ogni caso tra le 13 Regioni e Province autonomie che hanno garantito i Lea, nel 2023, nelle tre Aree Prevenzione, Distrettuale, Ospedaliera, ma si ritrova assieme a Bolzano, Molise, Basilicata e Sardegna tra le sanità al di sotto della soglia di sufficienza nell’indicatore “nuovo intervento di resezione entro 120 giorni da un intervento chirurgico conservativo per tumore maligno della mammella” e non va oltre il quattordicesimo posto nella valutazione dell’Ospedaliera con 73 punti.
Va meglio nelle Prevenzione (81 punti, ottavo posto) e nella Distrettuale (81 punti, nono posto). Un totale di 235 punti, +16 sul 2022, terzo miglior incremento alle spalle di Calabria (+41) e Sardegna (+26), ma il podio è lontano: Veneto 288 punti, Toscana 286, Emilia Romagna e Trento 278. —
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