Dagli scout all’Udc, poi 11 anni assessore con Brugnaro: chi è Venturini, il civico che ha conquistato Venezia

Simone Venturini a 38 anni è il più giovane sindaco di sempre a Venezia. Si è liberato del vincolo della giunta Brugnaro, senza rinnegarne però contenuti e cose fatte. Ha convinto gli elettori che la sua era una proposta civica e non legata a coalizioni nazionali

Alberto Vitucci
Simone Venturini
Simone Venturini

Nella conta dei voti scrutinati largheggia, e le proiezioni lo danno come probabile sindaco già al primo turno.

La sua faccia giovane e la sua empatia si stanno dimostrando più forti di chi lo accusava di essere “il vecchio che rimane”.

Simone Venturini ha compiuto un’impresa. Si è liberato del vincolo della giunta Brugnaro, senza rinnegarne però contenuti e cose fatte. Ha convinto gli elettori che la sua era una proposta civica e non legata a coalizioni nazionali.

A 38 anni sarà il più giovane sindaco di sempre a Venezia. Ha vinto in terraferma, sta andando bene nella città storica. Nelle ultime ore il suo staff aveva dato per quasi certa un’affermazione al primo turno, in controtendenza con i sondaggi diffusi dal Pd e da Avs. “Avrete una bella sorpresa, fidatevi…”.

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Lui ci ha creduto fin da subito, superando scetticismi e invidie dentro la sua coalizione. «Ce la farà da solo? Saprà difendersi dalla stretta dei partiti e girar pagina dopo 11 anni di governo nelle giunt di Brugnaro?» La risposta scritta dai Veneziani nelle schede elettorali è soltanto una: Sì. Simone ha scelto il cambiamento, anche se non la rottura con la sua esperienza precedente. Il calo dell’affluenza, già evidente nella serata di domenica, è stato il primo segnale.

Quasi il 7 per cento di votanti in meno del 2020. Una doccia fredda nel centrosinistra, che sperava di aver mobilitato tutti gli arrabbiati.
In Consiglio comunale Simone Venturini siede dal 2010, quando a soli 22 anni era stato il più giovane consigliere comunale eletto nelle file dell’Udc di Casini e Ugo Bergamo, oggi passato all’opposizione.

Due soli consiglieri, l’altro era il procuratore della Repubblica Ennio Fortuna.

Poi nel 2015, Venturini aderisce alla formazione fucsia di Luigi Brugnaro. L’ex presidente di Confindustria e patron di Umana e dalla Reyer fa irruzione in uno scenario sconvolto dallo scandalo Mose.

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L’ex sindaco Orsoni e il Pd non c’entrano, ma vengono incriminati. E’ la fine di un lungo dominio targato centrosinistra, con i governi di Antonio Casellati, Massimo Cacciari, Paolo Costa, Giorgio Orsoni. Simone diventa assessore anzi “superassessore” come lo chiamano a Ca’ Farsetti per il gran numero di deleghe ricevute e l’ufficio a fianco del sindaco, dov’era di solito il vicesindaco. Nel 2015 concede il bis. E’ il consigliere più votato della lista Brugnaro, diventa assessore al Turismo e alla Coesione sociale.
Le cose “fatte” sono state un leitmotiv del suo programma elettorale. L’accusa agli avversari di dire sempre no e bloccare ogni tentativo di riforma la sua difesa più forte. Ma il segreto forse è stato lo studio delle questioni critiche.

«Lui studia, quando partecipa ai dibattiti acquista voti, non li perde», dicono i suoi fans. E la presenza.

Venturini negli ultimi due mesi è andato ovunque. Raduni di giovani, case di riposto, medici e Rotary, manifestazioni scientifiche e sportive.

Ha perso la voce e anche una decina di chili. Seguito con affetto dalla giovane moglie Carolina, con cui ha deciso di venire a vivere a Venezia in centro storico, e dal suo staff di giovanissimi.

Nato a Marghera e grande frequentatore di gruppi diocesani come gli scout, l’associazionismo cattolico. Venturini è molto popolare tra i giovani. Nelle sue ultime uscite in campagna elettorale in molti hanno fatto la fila per scattare un selfie al suo fianco. Facce nuove, che lui ha avuto il coraggio di mettere in lista, e in qualche caso hanno portato più consensi dei vecchi notabili e degli assessori uscenti.

«Dovessi dare un giudizio direi che Venturini sarà sicuramente un bravo sindaco», il commento alla vigilia del voto di un noto esponente cattolico del centrosinistra.

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