“Senza paura”: la Lega e i patrioti scendono in piazza a Milano dopo la rottura con Vannacci

I militanti attesi dal Veneto dovrebbero essere duemila: dal Friuli Venezia Giulia arriverà Massimiliano Fedriga

Laura BerlinghieriLaura Berlinghieri
Matteo Salvini (foto Ansa)
Matteo Salvini (foto Ansa)

Capovolte della storia. Perché quando Matteo Salvini, nel settembre scorso, dal palco di Pontida lanciava la manifestazione leghista a Milano, “Senza paura” – «il 14 febbraio, giorno della festa degli innamorati» – aveva accanto Roberto Vannacci. E avrebbe dovuto essere una manifestazione nel segno del “vannaccismo” più spinto: sovranista, per la remigrazione, contro l’Europa, con la mano tesa all’amico Donald Trump.

Ma quello che è successo da settembre è storia nota, e comunque in continua evoluzione. È cambiato tutto, a partire dai riferimenti di Salvini. Tradito da Vannacci, che lo ha abbandonato e ha fondato il suo partito. Uscito sconfitto al referendum sulla giustizia. Costretto ad assistere alla disfatta dell’altro suo amico, Viktor Orbán, in Ungheria. E a prendere le misure da un Trump che ha prima attaccato il Papa e poi la premier Giorgia Meloni.

Nel frattempo la manifestazione, oltre che pelle, ha cambiato pure data. Ma questo è dovuto a Luca Zaia e Attilio Fontana, che hanno fatto notare a Salvini che un corteo il 14 aprile sarebbe caduto in pieno periodo olimpico. E allora questa nuova Lega, per l’ennesima volta alla ricerca di se stessa, si ritrova in piazza, pure alla ricerca di un motivo.

Resta il nome: «Senza paura». Ma una paura, in realtà, c’era, e fino alle 15 di sabato continuerà a esserci: quella di Matteo Salvini, di ritrovarsi di fronte a una piazza vuota. Per questo, alcune settimane fa, ha riunito in via Bellerio i membri più alti della Lega federale, per diffondere il verbo della chiamata alle armi.

A livello regionale veneto, ci ha pensato Andrea Tomaello, il nuovo commissario, con una mail spedita a tutti i militanti, scandendo: «Dobbiamo riempire piazza Duomo di bandiere venete». Il resto è il racconto del nuovo senso della manifestazione: «Mentre famiglie e imprese fanno i conti con aumenti di gasolio, benzina e bollette, mentre l’Europa impone scelte che pesano sulle nostre tasche, noi abbiamo una battaglia in più e fondamentale: l’Autonomia».

I militanti attesi dal Veneto dovrebbero essere duemila, per tre quarti in arrivo con la trentina di pullman organizzati pagati dal movimento e dai membri istituzionali. In uno snodo ritenuto fondamentale per la storia presente del partito – per guadagnare terreno nella coalizione; soprattutto, superando e staccando Forza Italia – risulta centrale esserci.

Dal Veneto, ovviamente, arriveranno anche il presidente Stefani, il commissario Tomaello e l’ex governatore Zaia. Dal Friuli Venezia Giulia arriverà Massimiliano Fedriga, il cui video di invito alla partecipazione alla manifestazione non è passato inosservato agli occhi più maliziosi.

Ma questa Lega dall’identità sbiadita ospiterà anche Jordan Bardella, presidente del Rassemblement National, l'olandese Geert Wilders, leader del Partij voor de Vrijheid e la greca Afroditī Latinopoulou, fondatrice di Foní Logikís.

Ma «il Nord sarà uno dei protagonisti» promette il presidente della Lombardia, Fontana, «e il tema dei territori sarà uno dei temi portanti». A proposito di nuova, vecchia Lega. Alla ricerca delle sue priorità.

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