Savino: «Candidato presidente Fvg? No ad ansie premature, ci sono profili adatti per unire la coalizione»

La segretaria regionale sulla «linea» nazionale di Forza Italia: stop al terzo mandato. «Molto positivi i risultati in Regione: continuiamo senza nostalgie»

Marco Ballico
Sandra Savino
Sandra Savino

Se il meloniano Walter Rizzetto chiama il presidente della Regione Massimiliano Fedriga a dare certezze sul suo futuro, la segretaria regionale e sottosegretaria forzista all’Economia e alle Finanze Sandra Savino non ha quell’urgenza: «Non credo sia il caso di aprire ad ansie e corse premature». E così sul terzo mandato: «Oggi è discussione astratta».

Di allungare il mandato dei governatori si potrà parlare nel dibattito sulla legge elettorale nazionale?

«Forza Italia ha una sua linea e io mi attengo a quella. Poi è chiaro che, se a livello nazionale si aprirà un confronto ordinato sulla legge elettorale, anche questo argomento potrà e dovrà essere affrontato. Ma la priorità è dare stabilità e continuità all’azione di governo in Regione. I risultati, estremamente positivi, sono sotto gli occhi di tutti».

Rizzetto si attende che Fedriga comunichi le sue scelte per preparare l’eventuale voto anticipato. Che ne pensa?

«Che cosa dovrebbe comunicarci. A regole vigenti c’è ben poco da dire. Se le regole cambieranno, solo in quel momento potremmo prendere atto di un quadro diverso. Penso sia invece necessario definire per tempo la prosecuzione dell’azione di governo e, qualora le regole non cambiassero, il profilo del candidato. Detto questo, il presidente Fedriga ha pieno titolo per fare le sue valutazioni con responsabilità».

Come si sceglie l’alternativa a un presidente che, per la prima volta nell’elezione diretta, è riuscito a farsi rieleggere?

«Senza nostalgia e senza improvvisazione. Non serve una copia di Fedriga, serve una figura capace di raccoglierne l’eredità migliore: concretezza, credibilità amministrativa, capacità di tenere unita la coalizione e rapporto forte con i territori. Ho in mente qualche nome. Ci sono donne e uomini di grande qualità».

Un identikit del candidato?

«Una persona competente, rassicurante, radicata in Friuli Venezia Giulia, con esperienza amministrativa o istituzionale, capace di parlare al centrodestra ma anche a un elettorato moderato e civico. Uno che ci unisca, ci renda riconoscibili e non divida».

Farete anche voi un vostro nome?

«Non partecipiamo al dibattito per testimonianza, ma per contribuire a una scelta forte e vincente. I nomi, però, hanno senso quando maturano dentro un confronto serio di coalizione. Forza Italia, ovviamente, farà valere le proprie idee con la propria classe dirigente che ha fatto e sta facendo un lavoro eccezionale e faticoso».

Temete che vi venga imposto un candidato con posizioni di destra troppo marcate?

«Escludo che ci venga imposto qualcuno, peraltro senza Forza Italia la coalizione non vincerebbe. E comunque noi non ragioniamo per veti, ma per profili adatti. Abbiamo una cultura di governo, moderata, europeista, garantista. È naturale che chiederemo un candidato che tenga insieme tutta la coalizione e che sia competitivo anche verso quell’elettorato centrale che spesso decide le elezioni».

Come si rivincono le elezioni?

«Non con le bandierine di partito, ma intercettando e riuscendo a parlare alle diverse fasce della società partendo dai giovani e dimostrando che il centrodestra è ancora la soluzione più affidabile. E poi con l’unità, con un bilancio serio di ciò che è stato fatto e con una proposta credibile per i prossimi anni».

Come sono i rapporti nella maggioranza regionale?

«Come in tutte le coalizioni vere ci sono sensibilità diverse, ma il punto è un altro: quando c’è responsabilità politica, si trova sempre una sintesi. In questi anni siamo riusciti a trovarla sempre, o quasi. I cittadini ci chiedono risultati, non polemiche quotidiane».

C’è reale aria di cambiamento in Forza Italia?

«Forza Italia sta rafforzando la propria identità, per continuare a far camminare il progetto di Silvio Berlusconi: più radicamento, più organizzazione, più iniziativa politica. Il cambiamento, quando serve a crescere, è un valore».

I congressi regionali si terranno? E quando?

«Mi attengo alle regole: quelle oggi dicono che ci saranno i congressi. Il percorso congressuale fa parte della vita normale di un partito che vuole strutturarsi sempre meglio. Le modalità e il calendario definitivo saranno fissati dai livelli competenti che non sono regionali».

Lei si ricandida?

«Io sono sempre a disposizione del partito. Non ho mai vissuto gli incarichi come una questione personale, ma come un servizio. Se ci saranno le condizioni politiche, valuteremo con serenità».

Si parla dell’alternativa De Monte, la nuova entrata. Che ne pensa?

«Io credo che oggi la notizia più importante per Forza Italia non sia il toto-nomi, ma il grande risultato del tesseramento in tutto il Friuli Venezia Giulia. Questo ci consegna un partito in salute e ci apre una fase nuova, che deve passare da un percorso congressuale vero, partecipato, costruito dal basso. Saranno i tesserati, secondo il nuovo statuto, a decidere chi dovrà guidare il partito a livello regionale. È una scelta di democrazia interna e di rispetto della nostra comunità politica».

C’è una classe dirigente giovane nel partito?

«Sì, e va fatta crescere ancora di più. Il compito di un gruppo dirigente serio è proprio questo: valorizzare esperienza e rinnovamento insieme. Un partito forte non ha paura dei giovani, li forma e li mette alla prova. Per passare il testimone a loro». —

 

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