Meloni a Verona frena sull’accordo con Israele: «Stop al rinnovo automatico»

Al Vinitaly la premier interviene su guerra, Usa e Ue: «Serve coraggio anche con gli alleati». E annuncia: sospensione del patto di Difesa, pressing su Bruxelles per congelare Patto di stabilità ed Ets, e difesa del rapporto con Washington

La redazione
La premier Giorgia Meloni a Vinitaly alla Fiera di Verona
La premier Giorgia Meloni a Vinitaly alla Fiera di Verona

Giorgia Meloni oggi, martedì 14 aprile, a Verona per il Vinitaly,  interviene a tutto campo annunciando tra l’altro la sospensione del rinnovo automatico dell’accordo di difesa con Israele. 

«In considerazione della situazione attuale», dichiara, «il governo ha deciso di sospendere il rinnovo automatico dell'accordo di Difesa con Israele».

Guerra e negoziati di pace

«A livello internazionale», ha detto la premier al punto stampa che ha preceduto la sua visita ai padiglioni, «bisogna continuare a lavorare per mandare avanti i negoziati di pace per stabilizzare la situazione e riaprire stretto, fondamentale, per carburanti e fertilizzanti». 

Sul rapporto con gli Usa è stata chiara.

«Quando si è amici e quando si hanno degli alleati, particolarmente se sono strategici, bisogna anche avere il coraggio di dire quando non si è d'accordo», ha affermato, «che è quello che io faccio ogni giorno, perché credo che questo faccia bene, all'Europa, agli Stati Uniti e all'Occidente in generale».

 

E ha aggiunto: «L'Italia con gli Stati Uniti ha un rapporto che va avanti da qualche anno, non riguarda il singolo governo. Noi cerchiamo di fare del nostro meglio, a contesto dato, considerando gli Stati Uniti un nostro alleato strategico e prioritario».

L’impatto della crisi e l’Europa

«Sospendere il patto di stabilità potrebbe aiutare». ha affermato Meloni, «L'Ue non dovrebbe sottovalutare l'impatto che la crisi potrà avere, muoversi troppo tardi è un enorme errore di valutazione. Stiamo chiedendo sia la sospensione del Patto, sia dell'Ets. Dar battaglia in Ue" su questi temi è "per il bene dell'Ue». L

La sospensione del patto di stabilità, a suo avviso,  «deve essere una misura generalizzata, esattamente come stiamo chiedendo alcune cose che riguardano sia l'energia, con la sospensione dell'Ets di cui abbiamo cominciato a discutere mesi fa, ma anche il Cbam».

«Sospendere oggi il Cbam»,  ha precisato, «sarebbe oggettivamente una misura che potrebbe fare la differenza. Su questo siamo molto determinati a dare battaglia in Europa, ma per il bene dell'Europa, perché non si può rimanere sempre identici a se stessi mentre il mondo intorno a noi cambia in maniera così vorticosa. Crediamo che chi oggi pone con serietà queste questioni sia particolarmente responsabile».

Trump sul Papa

 «Le dichiarazioni sul Pontefice di Trump sono inaccettabili»,  ha commentato Giorgia Meloni, «Ho espresso ed esprimo la mia solidarietà a papa Leone. Dico di più: francamente io non mi sentirei a mio agio in una società nella quale i leader religiosi fanno quello che dicono i leader politici. Non in questa parte del mondo».

Il settore vitivinicolo

Quello vitivinicolo, ha osservato poi la premier, «è un settore che continua a darci enormi soddisfazioni con i suoi 14 miliardi all'anno di fatturato, in continua crescita anche nell'export.

Nel vino siamo primi produttori, primi esportatori per quantità, secondi esportatori al mondo per valore ed è un settore che anche lo scorso anno, nonostante i dazi, ha continuato a crescere. Chiaramente è un settore che oggi ha bisogno di essere sostenuto, a maggior ragione in questa situazione molto complessa e per noi molto attenzionata. Il Vinitaly di Verona e  la più straordinaria vetrina di una delle espressioni più incredibili del nostro Made in Italy».

 

Gli aiuti all’agricoltura

«Nell'ultimo decreto con cui rinnovavamo lo sconto dei 25 centesimi sulle accise del gasolio», è intervenuta Meloni, «abbiamo anche allargato una misura al mondo dell'agricoltura, che ci consente di riconoscere ai produttori un credito di imposta pari all'aumento che registrano. Esattamente come abbiamo imposto di fatto un'impossibilità di aumentare il costo del gasolio agricolo. Stiamo cercando di dare risposte a questo settore. Un settore che va anche ringraziato per la capacità di stare sul mercato e continuare a reagire nonostante le difficoltà». 

 

Capitolo gas

Rivedere il bando sul gas russo come ha anticipato Descalzi? «Mah, anticipato da Descalzi», ra risposto Meloni, «Descalzi è un operatore di settore e chiaramente ha il dovere di porre le questioni per come le vede. Io continuo a sperare che a gennaio 2027 saremo riusciti a fare dei passi avanti e non dobbiamo dimenticare che la pressione economica che abbiamo esercitato sulla Russia in questi anni è l'arma più efficace che abbiamo per costruire la pace».

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