Salvini chiama i leghisti in ritiro spirituale: Fedriga presente, Zaia no

Due giorni di confronto fra big per rilanciare il partito e spegnere i malumori: appuntamento a giugno a Venezia

Diego D'Amelio
Salvini e Fedriga all’inaugurazione della sede della Lega a Udine
Salvini e Fedriga all’inaugurazione della sede della Lega a Udine

Matteo Salvini convoca i big della Lega in ritiro spirituale. Il Carroccio ha bisogno di ritrovare l’amalgama e rilanciarsi, dopo la rumorosa uscita del generale Roberto Vannacci, i malumori dei governatori del Nord e sondaggi preoccupanti in vista di un 2027 ad alta densità di scadenze elettorali.

L’ex presidente del Veneto Luca Zaia ha già fatto sapere di avere altri impegni, ma la pattuglia del Friuli Venezia Giulia non mancherà. A cominciare dal governatore Massimiliano Fedriga, che pure non ha nascosto lo scarso apprezzamento per le scelte di posizionamento di Salvini e la delusione per i rapporti interni ormai freddi con molti maggiorenti leghisti del territorio.

Il ritiro dovrebbe tenersi il 19 e 20 giugno nei pressi di Venezia. Fedriga presente. «Sto verificando l’agenda ma dovrei esserci», fa sapere il governatore, che sceglie una linea soft rispetto alla gelida risposta recapitata da Zaia nella chat del direttivo della Lega. Per il Doge non è ancora digerita la frizione sul mancato sostegno al terzo mandato, sulla scelta non condivisa del successore e sullo stop alla lista civica personale esterna alla Lega.

Ma non ci sono solo i personalismi. I governatori leghisti del Nord (oltre a Fedriga e Zaia, il lombardo Attilio Fontana e il trentino Maurizio Fugatti) si sentono lontani dalla gestione salviniana, dimentica della questione settentrionale e arrivata a celebrare il matrimonio di interesse con Vannacci per alzare voti, ma finito presto e male, con l’ex militare che ora marcia sulle prossime elezioni politiche, come spina nel fianco per il centrodestra e per una Lega che, durante la gestione di Salvini, è passata dall’exploit delle europee 2019 (oltre il 34%) a sondaggi che la danno al 6% in vista delle politiche dell’anno prossimo.

Come da tradizione, nessuno mette comunque in discussione il segretario, ma anche i fedelissimi come il senatore e segretario regionale Marco Dreosto non nascondono che il ritiro debba essere «l’occasione per aprire una nuova fase politica: con più responsabilità condivisa e una classe dirigente chiamata a dare risposte serie ai cittadini. Salvini può e deve continuare ad avere un ruolo fondamentale in questo percorso, non solo segretario ma anche padre nobile della Lega: una figura capace di unire, ascoltare e accompagnare una nuova stagione del movimento, valorizzando chi ogni giorno amministra territori, regioni e comunità, con ancora maggiore coinvolgimento dei governatori e dei dirigenti regionali, e una linea politica che rimetta al centro il buongoverno del Nord, l’autonomia, le imprese, la sicurezza e la difesa delle identità territoriali. Il Friuli Venezia Giulia dimostra che una Lega pragmatica, radicata e responsabile è credibile e vincente. Da qui dobbiamo ripartire: con spirito unitario, maggiore collegialità e la volontà di costruire una nuova fase politica».

Le parole di Dreosto seguono il gelido silenzio con cui il segretario aveva accolto le indiscrezioni rispetto alla volontà di Fedriga di imporre l’aut aut per portare la Regione a elezioni anticipate nel 2027, ritagliandosi una candidatura per il Parlamento o per la corsa a sindaco di Trieste, stufo di essere logorato dalle critiche e dalle ambizioni interne al suo stesso partito.

Attenzione al territorio chiede pure il deputato Massimiliano Panizzut, fedrighiano di ferro e leghista della prima ora, da tempo a disagio con l’impostazione salviniana, che in vista del ritiro domanda di «dare più peso ai governatori del Nord, attuali ed ex, per rilanciare in modo efficace il partito».

Presenti anche la viceministra all’Ambiente Vannia Gava («Se confermato in quel weekend, ci sarò e sarà un bel momento di confronto») e l’europarlamentare Anna Cisint, di rocciosa osservanza salviniana. «Ovviamente ci andrò», dice Cisint, «perché è un’opportunità per stare assieme, ragionare e programmare: servono iniziative per confrontarci e raccontarci le diverse realtà istituzionali e politiche. Sarà una bella opportunità per fare coesione».

Cisint sottolinea che «quando si governa non è mai facile, ma abbiamo obiettivi, idee e proposte molto chiari e ora dobbiamo adattare la rotta al contesto». Piena disponibilità alla partecipazione anche dal deputato Graziano Pizzimenti: «Ci sarò anche in quanto membro del nostro consiglio federale. Bene trovarci perché le discussioni interne fanno bene a qualsiasi partito e, in questo momento, ancora di più alla Lega».

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